di Dan.Bo.
La giunta regionale ha adottato la scorsa settimana un nuovo «Piano operativo straordinario» per abbattere le liste d’attesa nella sanità umbra. Il piano, deliberato giovedì, punta a ridurre il numero di prestazioni arretrate e a riorganizzare il sistema sanitario per evitare nuovi ritardi.
L’interrogazione Il tema è stato affrontato martedì in consiglio regionale, dove la presidente Stefania Proietti ha risposto a un’interrogazione presentata dalla consigliera Eleonora Pace (FdI), sostenuta da tutta l’opposizione. La richiesta di chiarimenti riguardava lo stato del piano e le azioni messe in campo per ridurre i tempi d’attesa. Secondo i dati illustrati da Pace, ad agosto 2024 le prestazioni sanitarie in attesa erano 45mila, mentre a marzo 2025 risultavano ancora 74.700, nonostante l’aggiunta di 40mila slot per il recupero. La consigliera ha chiesto spiegazioni su come il sistema pubblico possa farsi carico dell’85 per cento delle prestazioni arretrate entro aprile 2025 e su quali strutture sanitarie si occuperanno dell’esecuzione.
Il piano Secondo quanto riferito da Proietti il piano si articola in tre punti: il primo riguarda l’analisi del contesto con tutti i relativi dati, il secondo definisce i piani di recupero specifici (con i relativi tempi) per prestazioni ambulatoriali e ricoveri ospedalieri, mentre il terzo si occupa dei fondi stanziati per l’operazione. Risorse che riguardano in particolare l’utilizzo di residui degli anni precedenti, prestazioni aggiuntive e fondi per la specialistica ambulatoriale. «Il piano – ha assicurato Proietti – riorganizza complessivamente l’offerta rispetto a una domanda sempre più appropriata per livelli di complessità assistenziale rispetto agli ambiti di garanzia. Elemento cardine di questa reingegnerizzazione del sistema è il coinvolgimento di tutti gli attori del sistema, in primo luogo, professionisti e cittadini».
La promessa A tenere banco ovviamente è stata anche la promesso di Proietti di abbattere le liste entro tre mesi, che scadono a fine marzo: la presidente in aula ha sottolineato che la promessa era quella di abbattere le 45mila prestazioni lasciate ad agosto 2024; versione contestata dalle opposizioni. La presidente nel corso del suo lungo intervento ha spiegato tutti i passaggi tecnici fatti, ricordando che la precedente giunta non aveva nominato il Responsabile unico regionale dell’assistenza sanitaria, arrivato a fine gennaio. Da lì sono stati fatti incontri settimanali per definire il nuovo modello di governo delle liste e incontri quotidiani per monitorare la situazione. Nel corso dei mesi si è proceduto con il recupero delle prestazioni chirurgiche al 31 dicembre 2024 e per il recupero di quelle ambulatoriali mano a mano accumulate.
Riorganizzazione Parallelamente la Regione ha provato a riorganizzare l’offerta «per renderla coerente con i fabbisogni», utilizzando anche le risorse definite a livello nazionale per quest’anno oltre ai residui; residui che possono essere usati solo per l’acquisto di prestazioni dai privati dato che i tetti 2024 per le prestazioni aggiuntive della dirigenza medica sono stati già superati. Proietti è intervenuta anche sull’aggiunta dei 30.600 nuovi posti comunicata settimane fa, oltre 14mila prestazioni sono state affidate ai privati su un totale di 40.987 inserite nei cosiddetti «percorsi di tutela» (in pratica quelle che vengono smaltite dal privato in caso il pubblico non può farlo nei tempi previsti). Per centrare l’obiettivo fondamentali saranno le scelte prese a livello nazionale: se, come negli anni precedenti, si potrà utilizzare una quota del Fondo sanitario indistinto (uno 0,4 per cento che per l’Umbria varrebbe 7,4 milioni), il recupero degli attuali percorso di tutela sarebbe «ampiamente fattibile». Fondi utilizzati gli scorsi anni senza però centrare gli obiettivi.
Pace Una lunga e molto tecnica risposta che non ha convinto Pace e il resto dell’opposizione. Pace ha accusato la presidente di non aver mantenuto la promessa di azzerare le liste d’attesa, che nei primi tre mesi sarebbero addirittura raddoppiate. Contesta l’uso del privato, sottolineando che è lo stesso adottato dalla precedente amministrazione. Critica inoltre il ritardo nella certificazione del piano di abbattimento e annuncia un monitoraggio costante con una nuova verifica trimestrale.
