Angelino Alfano aspetta «il rientro dalla missione negli Stati uniti del presidente del Consiglio per valutare insieme a lui la data delle elezioni» ma a lui proporrà per elezioni amministrative «quella del 5 giugno». A dirlo mercoledì è stato il ministro dell’Interno in una conferenza stampa. Secondo il ministro, il fatto che non si possa scegliere quel giorno perché c’è il ponte della Festa della Repubblica (il 2 giugno quest’anno cade di giovedì) non è un buon argomento: «Stiamo immaginando – ha detto – che milioni e milioni di italiani non vadano a votare avendo organizzato una vacanza che prevede quattro notti fuori e che domenica non riescano a tornare entro le 22». Secondo il ministro questo rappresenterebbe «la proclamazione definitiva dell’uscita dell’Italia dalla crisi economica».
Alfano «Io – aggiunge – capisco tutti gli argomenti però oggettivamente è un argomento per ricchi, per molto ricchi. Un ponte di quattro notti fuori non è un ponte ma una vera e propria vacanza. Mi sembra non molto razionale pensare che milioni di italiani fanno ponte dal primo al 5 giugno». Alfano ha aggiunto che «stiamo valutando tutte le ipotesi» ma che tuttavia alcune date non vanno bene «per il rispetto di alcune religioni» che celebreranno le loro festività. In particolare Alfano ha fatto riferimento a una festività ebraica che cade il 12 giugno, lo «shavuot», la Festa delle settimane. La data proposta da Alfano, che comporterebbe ballotaggi il 19 giugno, non ha convinto molti come ad esempio l’ex ministro Renato Brunetta secondo il quale favorirebbe l’astensionismo, mentre Ignazio Larussa di Fratelli D’Italia chiede, se fosse confermata, che almeno si voti anche il lunedì fino alle 14. Perplesso anche l’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani: «Sembra un po’ in là…».
I CANDIDATI SINDACO E LE IPOTESI IN CAMPO
Undici al voto In Umbria in tutto sono undici i comuni (sei in provincia di Terni e cinque in quella di Perugia) chiamati alle urne anche se in origine, prima della fine anticipata della legislatura, per vari motivi, a Bettona, Otricoli e Castel Giorgio, erano otto. Oltre a quelli già citati andranno al voto anche Assisi, Città di Castello, Amelia, Parrano, Avigliano, Montecastrilli, Nocera Umbra e Bevagna. Politicamente le sfide più interessanti saranno quelle di Assisi, dove il centrosinistra punta a conquistare una delle roccaforti storiche del centrodestra regionale, Città di Castello (ai nastri di partenza ufficialmente ci sono l’uscente Luciano Bacchetta, centrosinistra, e l’ex consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani) e Amelia, dove il Pd punta ancora sul primo cittadino Riccardo Maraga. In Umbria eventuali ballottaggi si potrebbero tenere solo ad Assisi e Castello, che sono gli unici comuni con più di 15 mila abitanti.
