Torna in auge la questione obiezione nei luoghi della sanità

di Iv. Por.

Scoppia nuovamente la polemica sulla 194. Ad accendere la miccia stavolta è la Cgil, che denuncia un aumento record di obiettori di coscienza negli ospedali. E l’assessore alla Sanità, Franco Tomassoni, annuncia la convocazione del tavolo sull’attuazione della legge.

Tema caldo A pochi giorni dalla pronuncia della Corte costituzionale su un ricorso contro la 194 posto da un giudice tutelare di Spoleto sul caso di una minorenne che voleva interrompere la gravidanza, torna ad accendersi il dibattito sulla legge e la sua applicazione nelle strutture umbre. Ad innescarlo il segretario della Fp Cgil, Manuela Pasquino.

Incredibile ed estenuante Pasquino esordisce sottolineando che la pronuncia della Consulta sia stato «semplicemente un atto dovuto» e che sia «incredibile ed estenuante come ancora dopo 34 anni, la legge 194 continui ad essere terreno di scontro acceso e di polemiche, con l’evidente tentativo ad ogni occasione di portare il Paese indietro di 40 anni, ai tempi dell’aborto clandestino».

Problema obiezione Ma il problema vero, per la segretaria Fp Cgil, è «l’applicazione della legge 194 in tutte le strutture sanitarie pubbliche del Paese» in quanto «oggi la salute della donna, garantita dalla 194, è seriamente a rischio». «In molte strutture ospedaliere del Paese – sottolinea Pasquino – la legge è inapplicata, a causa di un aumento dei medici e operatori sanitari che scelgono l’obiezione. In Italia la percentuale degli obiettori arriva in alcune regioni anche al 90% e l’Umbria non è immune da questo fenomeno».

Punte dell’80% Dai dati ufficiali e confermati da una indagine fatta dalla Fp Cgil Umbria, «risulta un aumento esponenziale dell’obiezione di coscienza con punte del 70-80% in alcune strutture ospedaliere della regione Umbria. Inoltre – aggiunge Pasquino – ci risulta che la somministrazione della pillola RU486 venga effettuata presso un solo ospedale. A fronte di queste storture, serve da parte del Governo regionale un piano di contrasto per garantire l’effettiva attuazione della legge».

Chiesta verifica Quindi, per la Fp Cgil Umbria «è necessario ed urgente aprire un tavolo regionale di confronto  per verificare l’effettiva attuazione della 194 su tutto il territorio umbro, garantendo in ogni presidio la presenza 24 ore su 24 di un numero adeguato di medici ed infermieri non obiettori, e un’attenta riflessione sul fenomeno dell’aumento concentrato negli ultimi anni degli obiettori di coscienza nelle strutture ospedaliere umbre. Si tratta – conclude la segretaria – di non penalizzare le donne, ma anche i medici e gli infermieri che, non dichiarandosi obiettori, vedono ricadere solo su di loro il lavoro per le interruzioni di gravidanza».

Tomassoni: verifica sarà A stretto giro di posta, la risposta di Tomassoni. «L’assessorato alla sanità convocherà un tavolo regionale di confronto sullo stato di attuazione della 194 in Umbria»: lo ha annunciato l’assessore accogliendo l’invito della Fp Cgil. Al momento Tomassoni non aggiunge altro, ma è prevedibile che torni presto ad accendersi il dibattito, in primis in seno al Partito democratico.

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