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La partita che fa riferimento alla riforma dei calendari della Fivb è ancora lontana dal triplice fischio. Nelle prossime settimane la Federazione internazionale dovrebbe sciogliere le riserve in merito alla possibilità che le competizioni delle nazionali vengano anticipate nei mesi invernali, nel pieno dell’attività dei club. 

Club che, come sostenuto a più riprese da parte del presidente della Sir Susa Scai Perugia, Gino Sirci, avrebbero parecchio da perdere. Sotto tutti i punti di vista. Ma la questione è più ampia e riguarda ovviamente anche gli allenatori e i giocatori. Nei giorni scorsi si sono fatti sentire il capitano dei Block Devils e dell’Italia, Simone Giannelli, così come Oleh Plotnytskyi e Kamil Semeniuk, Agustin Loser e a margine della sfida tra Perugia e Cisterna, anche Sebastian Solé e Filippo Lanza hanno evidenziato forti perplessità in merito alla potenziale rivoluzione che diverrebbe realtà nel quadriennio 2028-2032.

Hashtag Attraverso un hashtag denominato #NoClubsNoVolley, Perugia sta dando la possibilità a tutti gli attori contrari alla riforma di esternare la propria contrarietà. Anche ai tifosi. E al momento, sono più di una trentina i club che si sono schierati con la causa che sta portando avanti Sirci. 

E nelle ultime ore sono tornati ad esprimersi anche la Lega di pallavolo maschile e quella femminile, come già accaduto pubblicamente a fine luglio. Con una novità. Perché nella nota in cui denunciano «rischi per l’integrità psico-fisica di atleti e atlete e la sostenibilità dell’intero movimento pallavolistico», si è aggiunta anche l’Aip, l’associazione italiana pallavolisti.

Il comunicato Lega Pallavolo Serie A, Lega Volley Femminile e Associazione italiana pallavolisti esprimono congiuntamente la propria contrarietà alla proposta Fivb per il calendario internazionale 2028-2032 e denunciano i rischi per l’integrità psico-fisica di atleti e atlete e la sostenibilità dell’intero movimento pallavolistico. La nuova proposta, infatti, non risolve il problema strutturale degli attuali calendari, ovvero la durata troppo breve dei campionati nazionali, concentrati in soli sette mesi, ma si limita a ridistribuire gli impegni tra attività nazionali e internazionali. Il risultato rischia di essere un ulteriore aggravio per tutto il sistema. 

Criticità insostenibili Le componenti fondamentali del movimento italiano evidenziano tre criticità insostenibili nel nuovo progetto: 1) Più carico su atleti e atlete: il nuovo assetto comporta più partite, una maggiore concentrazione degli impegni e più picchi di intensità, con conseguenze dirette sui tempi di recupero e sulla tutela della salute di giocatori e giocatrici. 2) Meno valore per i campionati nazionali: lo stop previsto tra dicembre e gennaio sottrae alle competizioni per club uno dei periodi più importanti per pubblico, sponsor, diritti televisivi e per il coinvolgimento dei tifosi. 3) Nessuna soluzione al problema di fondo: anziché ampliare lo spazio dedicato ai campionati nazionali, la proposta ne comprime ulteriormente lo svolgimento, sacrificandone continuità e valore.

NoclubsNoPlayerNoVolley La pallavolo – è la chiosa del comunicato – ha bisogno di un calendario sostenibile, che valorizzi i campionati nazionali, tuteli atleti e atlete e riconosca il ruolo centrale dei club. Qualsiasi riforma internazionale deve partire da un presupposto irrinunciabile condiviso da Leghe e atleti: perché senza club e senza giocatori e giocatrici non può esserci pallavolo. #NoClubsNoPlayersNoVolley.

Nato nel 1984, ha iniziato a scrivere per giornali online specializzati sul basket Nba ed europeo. Dal 2014 al 2025 è stato collaboratore del Corriere dell'Umbria, giornale per cui si è occupato soprattutto di sport. In particolare, ha coperto con assiduità la Sir Safety Perugia e negli ultimi anni il Perugia Calcio. A Umbria24 da novembre 2025.