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Più di una partnership. Quello tra la Sir Susa Scai Perugia e l’azienda giapponese Oji il cui logo compare dalla scorsa stagione sulle maglie di Giannelli e compagni nelle partite di Champions League, è un legame che va oltre i meri aspetti commerciali. È la certificazione di quanto due eccellenze nei rispettivi settori di Paesi lontani, possano creare solidi rapporti che vanno al di là della sfera imprenditoriale e lo sport. 

Poco meno di un mese fa il PalaBarton Energy è stato il teatro della Oji Cup organizzata da Sport Event Society, la sfida tra i Block Devils e il Suntory Sunbirds valida per la World Challenge Series, che nel 2025 e per la prima volta, ha visto sfidarsi le due squadre all’Ariake Arena di Tokyo. Nelle ore successive alla due giorni perugina riuscita sotto ogni aspetto, è stata annunciata per altri due anni la partnership tra Sir e Suntory Sunbirds, a conferma della dimensione internazionale raggiunta da Perugia. E anche quella con Oji – colosso del packaging – è destinata a durare, come traspare dalle parole di Kazuhiko Kamada e Tadashi Oshima, rispettivamente Representative director of the board executive vice president, e Director of the board senior executive officer. A Umbria24, i dirigenti si soffermano a 360° sulla partership con la Sir Susa Scai.

Come è nata la partnership con la Sir Susa Scai Perugia e che cosa vi ha convinto a legare il nome di Oji a una delle società di volley più importanti del mondo?

«Siamo davvero onorati di essere sponsor della Sir Susa Scai Perugia. Proprio come la Sir Susa Scai Perugia è cresciuta partendo da Perugia fino a diventare una delle migliori squadre di pallavolo al mondo, ci auguriamo che anche i prodotti che realizziamo qui a Perugia possano essere apprezzati dai clienti di tutto il mondo. Sarebbe meraviglioso poter raggiungere questo obiettivo insieme».

Quali caratteristiche del club, del suo progetto sportivo e della sua organizzazione vi hanno colpito maggiormente?

«Ciò che mi colpisce maggiormente è la capacità di mantenere un livello di prestazioni così elevato per tanti anni. Vincere è difficile, ma continuare a vincere lo è ancora di più. Credo che questo sia il riflesso non soltanto della forza dei giocatori, ma anche della dedizione e della solidità dell’intera organizzazione».

Che impressione vi ha fatto conoscere il presidente Sirci e confrontarvi con il suo modo di intendere lo sport e la pallavolo nello specifico? 

«Semplicemente straordinario! Nutro una grandissima stima per il presidente Sirci, che ha portato il club dalla Serie C fino a trasformarlo in una delle squadre di pallavolo più forti al mondo. È anche il fondatore di Sir Safety System e ciò che mi colpisce particolarmente è il suo impegno nel contribuire alla società, tutelando la sicurezza delle persone attraverso l’abbigliamento da lavoro e i dispositivi di protezione. Ritengo che questa filosofia abbia molto in comune con l’impegno di Oji racchiuso nel motto «Dedicated to Sustainability». Condividiamo lo stesso desiderio di contribuire alla società attraverso le nostre attività imprenditoriali e sento una forte sintonia con la sua visione».

«Dedicated to Sustainability» è il motto di Oji e dà il nome anche a uno dei premi dell’Oji Cup. Quanto è importante per Oji perseguire la sostenibilità? 

«La sostenibilità è una componente fondamentale dei valori e della filosofia aziendale di Oji. Il rispetto per le persone, insieme alla responsabilità sociale e ambientale, sono valori che condividiamo con il mondo dello sport. Questi principi comuni rappresentano una base significativa per le nostre attività e per le relazioni che stiamo costruendo in Europa e a Perugia».

Il 7 e 8 ottobre scorso si è tenuta proprio a Perugia la Oji Cup che ha visto la Sir sfidare il Suntory Sunbirds. Quali le vostre impressioni? C’è un aspetto che vi ha colpito più di altri?

«L’Oji Cup è stato un grande successo. Ciò che lo ha reso particolarmente significativo non è stata soltanto la pallavolo, ma anche l’opportunità di riunire tante persone a Perugia, dove Oji è presente con un’importante realtà aziendale attraverso IPI. Molti dipendenti di IPI sono venuti a sostenere le squadre, insieme alle loro famiglie e ai loro amici. Siamo stati inoltre molto felici di vedere così tanti membri della comunità giapponese partecipare e assistere alle partite. È stato davvero meraviglioso vedere tante persone ritrovarsi e unirsi grazie a questo evento».

Quanto può contribuire lo sport a rafforzare i legami tra l’Umbria e il Giappone?

«Lo sport può unire persone e comunità di Paesi diversi. Attraverso l’Oji Cup, le squadre di pallavolo giapponesi e italiane si incontrano a Perugia, creando un’occasione per rafforzare il legame tra il Giappone e questa città, andando ben oltre le partite».

Pensate che eventi come la Oji Cup possano contribuire a consolidare ulteriormente il rapporto con Perugia? 

«Certamente. Per Oji, Perugia rappresenta una sede importante grazie alla presenza di IPI, mentre l’Europa riveste un ruolo strategico per il futuro del gruppo. Eventi come l’Oji Cup possono rafforzare il nostro rapporto con la città e contribuire a costruire legami ancora più stretti con la sua comunità». 

La sponsorizzazione termina alla fine di questa stagione. State già pensando a un eventuale rinnovo? 

«Certamente! Mi auguro sinceramente che questa splendida relazione, vantaggiosa per entrambe le parti, possa proseguire ancora per molti anni».

Nato nel 1984, ha iniziato a scrivere per giornali online specializzati sul basket Nba ed europeo. Dal 2014 al 2025 è stato collaboratore del Corriere dell'Umbria, giornale per cui si è occupato soprattutto di sport. In particolare, ha coperto con assiduità la Sir Safety Perugia e negli ultimi anni il Perugia Calcio. A Umbria24 da novembre 2025.