Sullo sfondo ma neanche tanto. Il campionato di Superlega e più in generale i tornei in giro per il mondo vanno avanti. C’è chi vince e chi perde. Chi esulta e chi spiega, o comincia a farlo. Ma dietro le quinte continua a tenere banco la riforma dei calendari paventata dalla Fivb, con la possibilità che le grandi manifestazioni riservate alle nazionali vengano anticipate in inverno nel quadriennio 2028-2032. Il presidente della Sir Susa Scai, Gino Sirci, è il capofila di una “squadra” che si sta allargando sempre di più, e che è fortemente contraria alla possibile rivoluzione che diventerebbe realtà tra due anni. L’hashtag ideato da Perugia, #NoClubsNoVolley sta raccogliendo proseliti.
Azevedo Nelle ultime ore e in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, il presidente della Fivb, Fabio Azevedo ha dichiarato che «la bozza non è definitiva, ascolteremo tutti. La Fivb non prenderà mai decisioni dall’alto. Nella prossima versione rivista della proposta, stiamo cercando di rispondere alle preoccupazioni di ciascuna parte interessata». Un segnale di apertura nei confronti di tutti. In attesa che il dado venga tratto.
Lorenzetti Sull’argomento e a margine del 3-0 interno maturato contro Cisterna, è intervenuto coach Lorenzetti. «Non so cosa aspettarmi perché è un mondo complesso, e a quei livelli non è che lo conosca benissimo, ma confermo le cose che ho detto in conferenza: quando la disparità di democrazia e di potere soprattutto è molto forte, io ci credo poco. Ma l’intervento del nostro presidente sia nei tempi che nello stile è stato un intervento concreto e utile. Se si fa sentire la propria voce in certi termini non credo possa o debba essere criticato o punzecchiato. La voce del presidente e di altri e in generale, il farsi sentire, non è un atto di presunzione ma una dichiarazione di disagio per una causa che il presidente sta portando avanti in maniera encomiabile».
Lanza A sposare in pieno la causa del presidente Sirci è anche l’ex bianconero e ora in forza a Cisterna, Filippo Lanza: «Come tutte le riforme c’è da conoscere bene qual è l’intento della Fivb. Quello che mi sorprende è che non ci sia stato un rapporto diretto con i club, con le leghe e con le federazioni riguardo questa riforma. Il progetto che la Fivb ha messo sul campo è impegnativo per tutti, anche per i giocatori e per tutti quelli che si dovranno adattare, compresi gli addetti ai lavori, chi collabora con le società e le federazioni. C’è bisogno di ascoltare la voce di chi tutto l’anno cerca di portare avanti delle realtà in città e manifestare il proprio desiderio di avere una pallavolo competitiva. È un diritto da parte di tutti noi. Questa cosa va portata all’attenzione di tutti, non va decisa dall’alto. Noi giocatori siamo un anello di una catena molto lunga che crea tutto lo spettacolo che viviamo durante l’anno. Se questo piccolo pezzo di catena si rompe, tutto il sistema non regge e ci perdono tutti. L’importanza dei giocatori va ascolta con il sostegno delle leghe e delle federazioni. Il calendario in questo modo non è accettabile».
Solé «L’atleta ha bisogno di avere delle fasi di recupero ed altre in cui possa prepararsi a dovere per la stagione – le parole del centrale di Perugia, Sebastian Solé, per anni uno dei pilastri della nazionale argentina –. La federazione internazionale dovrebbe ascoltare gli atleti e le società. Si deve trovare una soluzione per il bene di tutti. La nostra voce dovrebbe fare rumore perché siamo noi con i club che creiamo lo spettacolo Le cose si possono chiarire in modo da trovare una soluzione».







