A sinistra Yassin Amri accusato dell'omicidio e a destra Hekuran Cumani ammazzato a 23 anni

Richiesta l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi per tentare la via dell’abbreviato condizionato a una perizia medico legale sulla compatibilità delle due lame sequestrate con la ferita mortale costata la vita al 23enne di Fabriano Hekuram Cumani e anche con quella riportata dal fratello Samuele nelle prime ore del 18 ottobre scorso a Perugia, nel parcheggio della facoltà di Matematica dell’Università, alle spalle del 110Cafè di via Pascoli.

Questa la richiesta discussa giovedì pomeriggio dall’avvocato Vincenzo Bochicchio, che difende il principale imputato del processo, ossia Yassin Amri: a lui il sostituto procuratore Gemma Miliani, che ha seguito le indagini dal principio, contesta l’omicidio volontario aggravato dai futili motivi.

Stando alla ricostruzione dell’accusa, le indagini sono della squadra mobile di Perugia, la violenza tra i due gruppi, quello della vittima proveniente da Fabriano e l’altro dei giovani residenti a Perugia, sarebbe esplosa per una battuta sul calcio, sfociando poi nella coltellata costata la vita a Hekuram e il ferimento al fratello Samuele.

Se l’aggravante dovesse cadere, per Amri si aprirebbe la possibilità dell’abbreviato e quindi dello sconto di un terzo della pena. Sulla mossa della difesa di Amri, in parte anticipata nell’udienza del 10 settembre scorso, il gup Giorgio Margheri si è riservato di decidere il prossimo 15 ottobre quando le parti torneranno nuovamente in aula.

Quel giorno, poi, il giudice dovrà sciogliere la riserva anche sulla richiesta discussa oggi in aula dagli avvocati Daniele Carmenati e Claudio Alianiello, i quali rappresentano i genitori e il fratello di Cumani, che oggi sono stati formalmente ammessi al processo come parti civili e di conseguenza hanno depositato anche le richieste economiche per il risarcimento del danno, che sono state contestate dalle difese.

«Durante l’udienza è emersa la tesi secondo cui il nostro agire sarebbe stato orientato a logiche di tipo economico, ma sconfessiamo questa ipotesi, la neghiamo categoricamente», ha detto Carmenati uscendo dal tribunale giovedì pomeriggio: «Stiamo portando avanti le istanze di giustizia della famiglia Cumani per ed è normale che quando ci si costituisce parte civile si faccia una richiesta economica, ma questo non vuol dire che l’interesse sotteso sia meramente economico.

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La famiglia della vittima, attraverso i propri avvocati, comunque, chiede che agli altri imputati del processo venga contestato il concorso anomalo per l’omicidio volontario, mentre per ora i tre (si tratta di una ragazza e due ragazzi) devono difendersi a vario titolo dall’accusa di lesioni personali, minaccia e porto abusivo di armi da taglio. Anche i difensori degli altri tre imputati oggi hanno discusso le proprie istanze: per la giovane è stata sollecitata la messa alla prova, per uno dei ragazzi il patteggiamento e per l’altro il rito ordinario.

Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.