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Nuovi dettagli che emergono dalla maxi operazione antidroga di lunedì a Perugia. Innanzitutto la provenienza della droga, prevalentemente eroina che arrivava a Perugia dall’Olanda. Circa 15 milioni di euro il valore della droga il cui traffico è stato ricostruito dai carabinieri sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, che ha ottenuto dal gip 24 misure di custodia cautelare per altrettanti indagati.

MAXI OPERAZIONE: CHILI DI DROGA GESTITI DA CLAN CASALESI E NIGERIANI

L’organizzazione individuata sarebbe composta da nigeriani e da campani con soggetti che gli inquirenti collocano nel clan dei casalesi. Tra i trasporti monitorati, per esempio, anche quello di un indagato campano partito da Casal di Principe verso l’Olanda e poi rientrato dopo aver fatto tappa a Ferrara e quindi Perugia, con un carico di circa 11 chili.

La base della droga in un appartamento nella zona di Monteluce, in via San Giuseppe. Ovvero quella anonima strada che porta in cima a corso Bersaglieri. Qui veniva ripartita, suddivisa tra diversi intermediari che avrebbero rifornito la rete di spaccio al dettaglio. La merce viaggiava nascosta nelle ruote di pneumatici o dentro le confezioni dei succi di frutta sigillati, ma anche dentro i fusti dei detersivi. Ma anche i pericolosi ovuli ingoiati dai corrieri stessi. E poi c’era il chimico che verificava la qualità della droga che, come è risultato dall’attività investigativa, veniva suddivisa e differenziata con delle sigle corrispondenti per contare la droga arrivata.

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