Un’associazione criminale di matrice nigeriana ed alcuni esponenti del clan camorristici dei casalesi. Il blitz è scattato alle prime luci dell’alba di lunedì 8 aprile. Una vasta operazione antidroga delle forze dell’ordine di Perugia che ha coinvolto anche le province di Caserta, Latina, Arezzo, Lucca, Pisa e Varese e che ha visto l’esecuzione di un provvedimento cautelare, emesso dal Gip del Tribunale di Perugia su richiesta della locale direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 24 soggetti indagati per associazione finalizzata al traffico, detenzione e spaccio di quantità ingenti di sostanze stupefacenti.
Mesi di indagine che hanno permesso di smantellare una organizzazione in cui collaboravano trafficanti nigeriani e broker camoristici dei clan appartenenti ai Casalesi. Secondo le indagini, al vertice dell’organizzazione ci sarebbe stato un pezzo da 90 dei casalesi. Dodici le persone raggiunte dalle misure cautelari a Perugia. Dieci le persone arrestate e ora in carcere, tre ai domiciliari. Per altri 11 soggetti è stato disposto l’obbligo di firma.
Le indagini, avviate nei primi mesi del 2023, costituiscono l’evoluzione di quelle concluse nei mesi di giugno e agosto del 2022. Ovvero quando erano stati raggiunti, tra provvedimenti cautelari e arresti in flagranza, 45 soggetti e sequestrati 24 chili di eroina e 150mila euro in contanti. Dopo l’arresto di tre nigeriani eseguiti tra febbraio e marzo del 2023 a Terontola e Sinalunga, in Toscana, che erano stati trovati in possesso di oltre 1,5 chili di eroina, le forze dell’ordine sono riusciti a ricostruire una rete di connazionali, stanziati a Perugia, e cittadini italiani.
La base della droga era una casa nel centro storico di Perugia in affitto. Qui erano stoccati e rivenduti in pochi mesi, centinaia di chili di droga. Proprio dall’abitazione nell’acropoli di Perugia iniziava il via vai dello smercio della droga da parte di altri connazionali che acquistavano la droga che poi veniva venduta al dettaglio attraverso decine di pusher che alimentavano le piazze dello spaccio. Non solo in Umbria, ma anche in Toscana, Marche e Campania. Si parla di 250 chilogrammi circa la sostanza transitata secondo la ricostruzione della Dda, almeno 80 chili quella sequestrata in tutta Italia in questi mesi di indagine.
I corrieri, per lo smercio della droga, la nascondevano nei fusti di detersivo, confezioni sigillate di succhi di frutta e pneumatici. Ma anche infilando la droga tra la spesa di generi alimentari e, poche volte, occultati sulla persona. In diverse circostanze si è fato ricorso anche alla pericolosissima tecnica dei corrieri ovulatori. Tra questi un soggetto ha ingoiato 42 involucri di eroina trasportando quasi mezzo chilo di sostanza. L’associazione disponeva persino di un chimico che aveva il ruolo di testare lo stupefacente attraverso appositi reagenti e attrezzature da laboratorio con cui dava il via all’affare.
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