di Giorgio Lucci*
Con una deliberazione di giunta, l’amministrazione provinciale di Terni paga complessivamente oltre 91.149,90 euro a 5 dirigenti, tutti valutati con la stessa fascia di merito, la 1°, come attribuzione di risultato per il conseguimento degli obiettivi stabiliti, pari a 13.708,40 euro ciascuno, esaurendo completamente il fondo a loro disposizione.
Si tratta di un atto che sfiora la sfrontatezza, superando la più fervida immaginazione e irridendo i dipendenti, ancora in attesa dell’approvazione del bilancio preventivo 2014. I dirigenti si mettono in tasca solo di premi un importo equivalente allo stipendio annuo di 5 dipendenti di cat. B che va ad aggiungersi ad uno stipendio annuo di circa 112.000 euro ciascuno, tra i più alti della regione.
La responsabilità di tutto questo è politica.
La domanda infatti è: quali sono questi importanti obiettivi raggiunti per poter giustificare la somma elargita e su che base sono state fatte le valutazioni?
La Provincia intanto taglia sul personale, non rinnovando nessuna delle 34 posizioni organizzative da aprile 2014, non si sa ancora nulla circa il salario accessorio 2014 dei 337 dipendenti, ha tagliato indennità per 152 dipendenti, vantandosi inoltre di aver ridotto le spese e di aver fatto una politica rigorosa in questi anni, ma sulle spalle di chi?
Dei cittadini, dei servizi e dei dipendenti!
Dei servizi ai cittadini perché l’ente non ha risorse nemmeno per pagare i pezzi di ricambio, il filo dei decespugliatori per il taglio dell’erba, la benzina agli automezzi per il lavoro stradale, per ripristinare aule e bagni, per l’acquisto dei banchi scolastici, per l’energia elettrica per le scuole, per la benzina per sopralluoghi nei cantieri, per riparare o comprare personal computer e per sostituire programmi oramai obsoleti inadatti per dare servizi rapidi ai cittadini.
Dei dipendenti perché il nostro fondo del salario accessorio invece non è tabù come quello dei dirigenti e non si sa ancora se e come sarà composto per l’anno 2014.
Ad oggi nessuno ha convocato le organizzazioni sindacali, nonostante le ripetute richieste di incontro per poter avere chiarimenti sullo stato in cui versa l’ente Provincia, e per poter trovare insieme agli amministratori strategie condivise nell’interesse dei lavoratori e dei servizi resi ai cittadini.
L’ultimo incontro con l’amministrazione risale al 17 luglio scorso, giorno in cui il presidente ci ha convocato per parlarci della situazione nazionale delle Province, omettendo di dire che in giunta poco prima si era preso la decisione di rivedere l’organizzazione dell’ente, di tale decisione siamo venuti a conoscenza solo il giorno dopo.
Siamo in fase di profonde riorganizzazioni di funzioni, dal 12 Ottobre avremo nuovi amministratori i quali dovranno seguire questo delicato passaggio.
Abbiamo chiesto garanzie sulle risorse per i servizi e sugli stipendi; mancano solo pochi giorni per l’ approvazione del bilancio preventivo 2014 e non abbiamo avuto nemmeno la possibilità di un confronto per capire come verrà redatto il bilancio.
Giova ricordare che lo scorso anno abbiamo dovuto indire uno sciopero e richiedere l’intervento del prefetto per far approvare il bilancio 2013.
E allora, cari assessori e caro presidente: Quali sono questi risultati così importanti raggiunti ?
Questo è un colpo basso ai lavoratori. Un colpo inaspettato, incoerente e anche offensivo.
E’ figlio di una politica, che non ragiona piu’ e che trova il coraggio solo di colpire i più deboli, mentre con i forti si limita ai tecnicismi e ad abbassare la testa.
Del resto la colpa non si può certo attribuire ai dirigenti che esercitano le loro prerogative ed è pura immaginazione auspicare una loro autoregolamentazione.
La Cgil Funzione pubblica, confermando lo stato di agitazione si riserva di adottare qualunque atto e tutte le opportune iniziative necessarie alla tutela dei lavoratori e di auspicio al miglioramento dei servizi per i cittadini.
*Segretario della Cgil FP di Terni
