di Andrea Liberati*
Il restauro della fontana di Piazza Tacito procede? Sì, no, forse. Questo si domandano i cittadini che vorrebbero essere informati sull’andamento del cantiere, chiuso ermeticamente da un recinto di tavole a uso commerciale quasi fosse un luogo negato.
Donde la fontana sembra essere per gli sponsor e non il contrario, tanto più che Fondazione Carit, concessionario e sponsor, col presumibile blocco dei lavori in corso, ha già fruito di numerosi mesi aggiuntivi rispetto a quelli inizialmente previsti. Una ragione in più per sbaraccare rapidamente tutto e individuare soluzioni finalmente consone.
Altrove i grandi cantieri di restauro sono spesso accessibili al pubblico; le recinzioni in plexiglas e la passerella sospesa sulla vasca della Fontana di Trevi permettono di osservare da vicino l’andamento del restauro e gli esiti di ogni singola fase, così come già accadeva per la Fontana Maggiore a Perugia. Un modo intelligente per rendere accessibile il recupero di bene identitario che riguarda tutti. Allora, perché non scegliere una soluzione simile per la fontana di piazza Tacito? Perché sbarrare le porte ai cittadini dal momento che si tratta di un simbolo comunitario?
Ci auguriamo che l’avvio delle operazioni di restauro del mosaico di Cagli – a proposito, come mai sembra tutto bloccato da mesi? – siano accompagnate da piena visibilità e possibilmente da una struttura provvisoria che consenta al pubblico di accostarsi e osservare il lavoro dei tecnici restauratori.
Perché al di là della scelta in merito al mantenimento o alla sostituzione totale o parziale del mosaico, l’intervento riveste di per sé un rilevante interesse culturale anche dal punto di vista didattico. In tal modo il restauro svolgerà anche quella funzione sociale e culturale di cui Terni ha fortemente bisogno.
Facciamo appello all’Assessore alla Cultura affinché, nell’ambito delle sue precipue competenze, si pronunci in merito alla trasparenza fisica ed etica del cantiere del bene culturale della Fontana, sollecitando la Fondazione Carit a promuovere la rimozione di un recinto che opprime una piazza resa già esausta da gli altri lavori in corso, recinto che, ogni giorno di più, appare del tutto inadatto.
*Presidente di Italia Nostra Terni
