La provincia di Terni

di Oliviero Dottorini *

A Roma sostengono il governo ABC e a Perugia mettono in scena rappresentazioni di dissenso coreografiche quanto contraddittorie. Guasticchi si dia una regolata. Sulla vicenda province stiamo assistendo a qualche messinscena di troppo. E’ singolare che a lamentarsi del provvedimento sulla spending review siano principalmente esponenti delle stesse forze politiche che sostengono il governo Monti. E che lo facciano senza avvertire la necessità di sincronizzare le proprie prese di posizione con le responsabilità politiche del proprio partito. Un giochetto troppo facile che avvalora l’opinione di chi è convinto che forse occorrerebbe un po’ più di serietà.

Staccare la spina al governo Monti Non si capisce con chi possa prendersela Guasticchi (se non con il proprio partito che sostiene a spada tratta l’esecutivo Monti) quando afferma  che “non abbiamo più un euro per asfaltare le nostre strade”, e che quindi intende “portare in consiglio provinciale un piano per tornare alle strade bianche, come ai tempi di Coppi e Bartali”. Piuttosto che alchimie politiche o difese d’ufficio finalizzate esclusivamente a difendere l’esistente, da lui ci attenderemmo di capire come intende aderire ai tagli lineari, e probabilmente inefficaci, voluti dal suo governo. Altrimenti sarebbe più dignitoso prendere atto del clamoroso fallimento di Monti e togliergli finalmente la spina.

Pagano sempre i soliti Prima con il decreto Salva Italia, poi con la riforma del lavoro e con quella delle pensioni fino ad arrivare alla spending review. Si promettono le grandi opere e, a quanto pare, non si stanzia neppure un euro per rattoppare le strade di ordinaria viabilità, si taglia la sanità e non si toccano le spese militari, si salvaguardano le grandi rendite e si continuano a colpire le fasce deboli e le classi medie. Senza alcun risultato per le sorti economico-finanziarie del paese. Ecosì a rimetterci sono sempre i soliti: le famiglie, i lavoratori, i pensionati, i disoccupati, le persone in difficoltà, le piccole e medie imprese, le nuove generazioni.

A Roma lo sostengono a Perugia no Ora a questo si aggiunge la beffa di forze politiche che a Roma sostengono senza esitazioni il governo Monti e a Perugia mettono in scena rappresentazioni di dissenso coreografiche quanto contraddittorie, per di più solo a difesa delle province. Forse è il caso di darsi una regolata e di cogliere la drammaticità del momento, evitando di ridurre tutto a espedienti pubblicitari.

* Capogruppo regionale Italia dei Valori

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