Come ogni settimana, il pagellone di Mario Mariano

di Mario Mariano

Almeno fino a quando non rientrerà a tempo pieno Tozzi Borsoi, il Perugia sarà sempre costretto ad avere impellente bisogno di Gianpiero Clemente, che diventa protagonista anche in una domenica assolutamente normale, giocando cioè una partita da sufficienza striminzita, ma che  di colpo diventa da “7” pieno in virtù del settimo sigillo. Altri tre punti firmati dal capitano, ma attenzione: guai ad insistere sulla questione di una squadra, il Perugia, Clemente-dipendente. Si fa un torto alla realtà se si trascurano o rimpiccioliscono i meriti di Benedetti, che avrebbe meritato la palma di migliore in campo senza  l’invenzione di Clemente, oppure se non si sottolineasse a sufficienza la voglia di Battistini di voler venire a capo di una situazione che si era complicata magari anche per qualche scelta non condivisibile dello stesso allenatore.

Il quadrifoglio di Battistini Spieghiamo: quello Zanchi esterno alto non ci ha mai convinto e non basta dire che gli esterni sono in infermeria. Zanchi ha bisogno di campo libero davanti a sé altrimenti finisce per litigare prima con se stesso, attorcigliandosi tutto, e poi con il pallone. Battistini fedele al motto sbagliare è umano, perseverare è diabolico, è corso ai ripari ed ha riportato Zanchi nel suo ruolo naturale. Non che Moscati abbia fatto giocate di chissà quale livello tecnico-tattico, ma intanto senza la sua determinazione nell’andare a pressare un terzino in evidente affanno, staremmo qui a raccontare tutta un’altra storia. Perché da quel pallone recuperato è scaturita l’azione clou della partita, che permette a Battistini di raccogliere i frutti del suo evidente desiderio di non volersi accontentare. Certo c’è stato bisogno che l’allenatore  in due o tre circostanze avvertisse l’obbligo di mettere una mano nella  tasca della tuta dove tiene gelosamente custodito un quadrifoglio (non lo confermerà mai ma è la pura verità), ma è stato sempre così: dopo una sconfitta in casa  un pareggio sa tanto di brodino, mentre invece c’era bisogno di proteine per ridare tonicità all’ambiente e riprendere il cammino verso la vetta della classifica.

Giordano Meno impacciato  del solito, nonostante per allontanare il pallone che Addazii gli scaglia addosso, ricorra ad uno stile tutto suo, ruotando  le braccia a mulinello. Per la serie «stavolta almeno ci provo e speriamo che me la cavo». Voto: 6

Anania Nel primo tempo una intesa tutta da registrare con Margarita. Poi si riabilita nella ripresa dandoci dentro alla sua maniera, avendo spazio e voglia di dimostrare che non è certo il coraggio a fargli difetto. Si riposa solo dopo che nella sua stessa corsia ci finisce Moscati, ma  è lui a dare il segnale giusto, e cioè che si poteva sbloccare lo 0-0. Voto:  6.5

Borghetti Non essere riuscito a placcare Giustini che si era sottratto alla  presa da rugbista è stata la sua fortuna e quella della squadra che ha corso il rischio di restare in 10. Ripresosi dal grande spavento offre un contributo di muscoli nei raid offensivi della ripresa. Voto: 6

Cacioli Deve ancora capire quale lingua parla Giordano, ma non è che la questione lo angustia troppo: ci mette sempre il piede, anche quando non dovrebbe (altro giallo dopo quello rimediato  mercoledì  al rientro). Per un attimo, ma questione di pochi secondi e ci è tornato alla mente Zana, stopper degli anni ’70, che in campo sputava l’anima sia negli allenamenti che in partita ma poi finiva per combinare il  patatrac  con  una marcatura dell’avversario  meno stretta, con una corta respinta. Questo accade poco prima che Clemente si inventi il goal, ma Addazii sparacchia alto dal dischetto (ci fosse stato Zana , garantito sarebbe finita in tutt’altro modo). Dopo l’uscita di Pupeschi il lavoro certo non gli manca. Voto: 6.5

Pupeschi Non chiedetegli di essere illuminante quando oltrepassa la metà campo, al massimo si limita all’appoggio corto e fa bene. Sono altre le zone del campo dove sa ringhiare, contrastare, metterci una toppa. Esce ma solo per riportare Zanchi sulle sue posizioni naturali, non certo per demerito. Voto: 6.5 (dal 6′ st Moscati: pochi bagliori fino al goal, perché i suoi cross sono un invito a nozze per portiere e difensori e perché non sa sempre cosa fare. Poi su quel pallone  ci mette la voglia di  voler  finire  almeno nella lista dei comprimari. Voto: 6)

Margarita In un campo dove dovrebbe conoscere anche la zolla o il filo d’erba si arrabatta smanioso di mostrare qualità per ora note solo ai suoi ex tifosi del Giulianova. Si affanna su tutto il fronte d’attacco  ma senza quello spunto che lo segnali giocatore determinante. E’ impreciso anche sotto rete. Voto: 5.5 (dal 26′ st Carloto: dopo il goal di Clemente si mette a dare una mano dove serve, all’occorrenza finendo fin sulla linea dei terzini, ma resta in campo poco tempo per una valutazione. Voto: ng)

Benedetti Non avesse un giustificato calo a metà ripresa sarebbe lui ad uscire con la palma del migliore in campo perché conferma di attraversare un momento d’oro, giocando mille palloni, prendendo colpi alle caviglie, dando  al gioco la necessaria geometria. Il gran correre gli toglie evidentemente lucidità nel provare la conclusione dalla distanza, e la mancanza di un centrocampista che faccia goal è il solito limite di questa squadra costretta sempre a sperare nel miracolo di Clemente e nella guarigione di Tozzi Borsoi. Voto: 6,5

Borgese Gioca in posizione arretrata, ma a velocità troppo bassa per incidere nel gioco. Un  motore diesel che esce alla distanza, ma senza grandi acuti. Voto: 6

Zanchi Un pesce fuor d’acqua  nella posizione iniziale, come si era capito anche prima della squalifica. Un esperimento da accantonare, perché il giovanotto non conosce il dribbling e non sa prendere iniziative quando non ha spazio. Tornato al suo ruolo naturale se la cava senza infamia e senza lode. Voto: 5,5

Clemente Ci mette poco a capire che senza velocità la partita è destinata allo 0-0 ed allora prende a dialogare sempre meno con i compagni, insistendo nell’azione personale. Trasforma una prestazione senza acuti in una vittoria che porta ancora la sua firma. Una rete da manuale, perché si avventa su un pallone vagante sapendo con anticipo come andrà a finire l’azione. Voto: 7.5

Bueno Forse è  il solo «oggettivo misterioso» di questo primo scorcio di campionato, anche se è fuor di dubbio che si muova meglio  al centro che non sulla fascia. L’intesa con Clemente che pure dovrebbe essere registrata, poco si vede. Urge conoscere il parere dell’interessato su questa sua partenza al rallenty. Voto 6– (dal 17′ st Gucci: rimedia le solite punizioni perché capace di andar via di forza, ma non riesce mai ad entrare nel vivo di una azione d’attacco, capisce che deve limitarsi a tenere palla ed andare in soccorso del centrocampo per mantenere il vantaggio. Voto 6-)

Battistini Che sia caparbio e tenace è cosa risaputa, ha il merito di crederci sempre, ma soprattutto di trasmettere questa sua voglia alla squadra. Si assume la responsabilità delle scelte, ma non è come tale Gianpiero Gasperini che ha perduto la più grande occasione della sua carriera per voler affermare le sue teorie (sbagliate). Voto: 6.5

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

2 replies on “La solita perla di Clemente, la tigna di Moscati e il quadrifoglio di Battistini. Il Pagellone di Mariano”

Comments are closed.