È il primo giorno nel nuovo incarico per Costantino D’Orazio, lo storico dell’arte romano che dopo poco più di due anni alla guida della Galleria nazionale dell’Umbria lascia Perugia per assumere la direzione generale Creatività contemporanea del ministero della Cultura.
La nomina, annunciata nelle scorse settimane, è ora pienamente operativa. D’Orazio, nato a Roma il 1° giugno 1974, lascia così la direzione della Galleria nazionale dell’Umbria e della Direzione regionale Musei nazionali dell’Umbria, oltre agli incarichi ad interim che gli erano stati affidati nei Musei nazionali di Bologna e nella Direzione regionale Musei dell’Emilia-Romagna.
Per Perugia si chiude quindi una fase iniziata nel dicembre 2023, quando il ministero della Cultura lo aveva scelto attraverso una selezione internazionale per raccogliere l’eredità di Marco Pierini alla guida del principale museo della regione, poi diventato assessore comunale alla Cultura.
La direzione generale Creatività contemporanea è una delle strutture centrali del ministero della Cultura. Ha competenze che spaziano dalla promozione dell’arte e dell’architettura contemporanee al sostegno della fotografia, della videoarte, del design e della moda, fino alle politiche per le imprese culturali e creative e ai progetti di rigenerazione urbana. Tra le deleghe rientrano anche i rapporti con le principali istituzioni nazionali del settore, compresa la fondazione Maxxi di Roma, il museo nazionale dedicato alle arti del XXI secolo. Prima dell’approdo in Umbria aveva lavorato alla Sovrintendenza capitolina e aveva ricoperto l’incarico di curatore del Macro, il Museo d’arte contemporanea di Roma.
Nel corso della sua esperienza umbra il ministero gli aveva progressivamente affidato ulteriori responsabilità. Oltre alla Galleria nazionale e alla rete museale regionale, nel novembre 2024 era arrivata anche la delega temporanea per i Musei nazionali di Bologna e per la Direzione regionale Musei dell’Emilia-Romagna.
Volto noto della divulgazione culturale italiana, D’Orazio è autore di numerosi volumi dedicati alla storia dell’arte e ai grandi maestri italiani, da Leonardo a Raffaello fino a Caravaggio, e negli anni ha affiancato all’attività scientifica quella televisiva e radiofonica.
Con il trasferimento a Roma si apre ora il tema della successione alla guida della Galleria nazionale dell’Umbria e della direzione regionale Musei nazionali dell’Umbria, due incarichi che negli ultimi anni hanno rappresentato uno dei principali presìdi culturali pubblici della regione.
