Un cementificio

Nell’articolo che segue Francesco Della Porta risponde all’assessore regionale Thomas De Luca a proposito di una sua recente pubblicazione su Umria 24. Ricordiamo che Della Porta ha alle spalle una lunga esperienza professionale nella Silicon Valley, dove ha lavorato per circa venticinque anni occupandosi di innovazione tecnologica e partecipando alla fondazione di start-up poi approdate in borsa. Il suo percorso formativo comprende una laurea in storia economica conseguita a Milano, una laurea in economia ottenuta alla Cambridge University e studi di management svolti alla Stanford University. Dopo il rientro in Umbria, si è dedicato anche alla gestione di attività agricole e alla partecipazione attiva ai comitati ambientali eugubini.

di Francesco Della Porta

Nel dibattito sul futuro dei cementifici di Gubbio, il tema dell’utilizzo del Css-rifiuti come combustibile torna al centro dell’attenzione. In un intervento pubblicato il 10 dicembre su Umbria24, l’assessore all’Ambiente Thomas De Luca ha preso le distanze da questa pratica, richiamando scelte normative nazionali e decisioni ereditate dalle precedenti amministrazioni regionali.

A Gubbio operano due cementifici autorizzati, dal 2018, a bruciare complessivamente fino a 100 mila tonnellate l’anno di Css-rifiuti. Una quantità che corrisponde a circa undici camion per ogni giorno feriale. Uno degli impianti si trova all’interno della città, l’altro a circa otto chilometri dal centro storico, vicino alla frazione più popolosa. Non esistono altre città italiane che ospitino due impianti simili così ravvicinati.

Scrive De Luca: «Ogni singolo grammo di Css viene importato da fuori regione, il suo uso è stato completamente deregolamentato dal governo Draghi, autorizzato (de facto) dalla precedente giunta regionale di centrodestra e incentivato e promosso dall’attuale governo Meloni». L’idea di considerare il Css-rifiuti come combustibile a carattere “rinnovabile” è maturata nel tempo, sostenuta da diversi ministri dell’Ambiente, nella prospettiva di sfruttare la disponibilità costante dei rifiuti prodotti nel Paese. Nonostante i limiti emissivi dei cementifici siano meno stringenti rispetto a quelli degli inceneritori, un decreto del 2021 ha stabilito che il suo impiego nei forni non richiede autorizzazioni aggiuntive.

Il 4 dicembre il direttore di Arpa, Alfonso Morelli, ha incontrato a Gubbio alcuni rappresentanti dei comitati ambientali. Arpa riferisce direttamente all’assessore De Luca. Durante l’incontro i tecnici dell’Agenzia hanno confermato che il Css-rifiuti utilizzato a Gubbio proviene da Toscana, Emilia-Romagna e Lazio, dove è sottoposto ai controlli delle Arpa regionali. In Umbria non è presente alcun impianto autorizzato alla produzione di Css. All’arrivo, i cementifici effettuano un prelievo ogni sette ore per verificare potere calorifico e presenza di mercurio e cloro. In media viene campionato un camion su cinque. Nessun ente regionale controlla cosa entri effettivamente nei forni.

I tecnici di Arpa hanno inoltre spiegato che dai camini degli impianti vengono emesse quantità significative di sostanze climalteranti, nocive e tossiche. I dati, rilevati dagli stessi cementifici, sono trasmessi all’Agenzia con un ritardo di circa 48 ore. Sulla base dei riscontri di quattro centraline distribuite nella piana eugubina, Arpa sostiene che solo una parte di queste sostanze viene respirata dalla popolazione locale, mentre il resto si disperde sul territorio.

Da queste considerazioni derivano alcune domande che rivolgo all’assessore De Luca.

Secondo quale logica le regioni confinanti smaltiscono in Umbria rifiuti che generano emissioni inquinanti? E cosa ottengono in cambio gli umbri?

Come si concilia questa pratica con il piano regionale dei rifiuti, che ha confermato l’assenza di un inceneritore sul territorio?

I rifiuti prodotti in Umbria vengono forse inviati in altre regioni per essere trattati e poi reintrodotti sotto forma di Css da bruciare a Gubbio?

Chi controlla spedizione, destinazione e impiego dei rifiuti in uscita dalla regione? E se i rifiuti non escono, dove finiscono?

Sul piano ambientale resta aperto anche il tema dell’effetto territoriale delle emissioni. La dispersione in aree meno popolate può ridurre l’impatto sulla salute umana, ma non modifica la quantità complessiva di sostanze immesse nell’ambiente.

Nell’articolo del 10 dicembre De Luca afferma: «Chi dovrebbe assumersi le proprie responsabilità è il governo Meloni che ha il dovere morale e politico di metterne a bando la produzione e la commercializzazione, soprattutto dei composti più pericolosi». Non è necessario ricordare all’assessore che le deleghe affidategli dalla presidente Proietti riguardano tutela e valorizzazione ambientale, gestione dei rifiuti, energia e rinnovabili, ciclo idrico integrato, cave, miniere e acque minerali, mitigazione del rischio climatico, sismico e geologico, pianificazione urbanistica e rapporti con Arpa. Forse, sul piano strettamente giuridico, la responsabilità diretta sul Css-rifiuti importato da altre regioni non ricade sull’assessorato. Ma alla luce del mandato ricevuto, appare difficile sottrarsi a quello che lo stesso De Luca definisce un dovere morale e politico a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente.

A conclusione del confronto del 4 dicembre, i comitati ambientali eugubini hanno inviato una lettera al direttore Morelli per ringraziarlo della visita e per sottolineare l’importanza di un percorso condiviso.

Gentile ingegnere Alfonso Morelli,
Le scriviamo, a qualche giorno di distanza dall’incontro del 4 dicembre, per ringraziare Lei, la dott.ssa Passeri insieme allo staff di tecnici dell’Arpa presenti, per la disponibilità mostrata nell’ascoltare le nostre osservazioni e per la volontà di rispondere alle nostre domande e di fornire, anche successivamente, tutti i chiarimenti necessari. La Sua presenza a Gubbio ha testimoniato una rinnovata sensibilità da parte della nuova direzione di Arpa e in generale della nuova giunta regionale, nei confronti della partecipazione dei cittadini nell’affrontare insieme le questioni che riguardano l’ambiente e la salute nella direzione del One Health. Due sono stati gli incontri avuti con l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca, nei quali sono state ribadite sia l’improrogabilità di un piano di gestione dei rifiuti in Umbria, che vada verso una reale transizione ecologica, sia la volontà di affrontare in modo approfondito la situazione ambientale e sanitaria di Gubbio, ad esso indissolubilmente legata. Sempre in questa direzione chiederemo anche un incontro con la presidente della Regione Stefania Proietti, con delega alla sanità, perché si faccia promotrice di un’indagine epidemiologica geo-localizzata, mai effettuata nella nostra città. Confidiamo che il nostro incontro sia l’inizio di un lavoro congiunto di Arpa con gli assessorati interessati e i cittadini, per affrontare i complessi problemi ambientali di Gubbio.

Cordiali saluti.
Comitato per la Tutela Ambientale della Conca Eugubina
Comitato No Css nelle cementerie di Gubbio
Associazione Per i Beni Comuni. Ambiente, Lavoro, Cura
Comitato per la Tutela dei Beni Culturali e del Paesaggio

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.