di Mario Mariano
Gino Bartali avrebbe sintetizzato con il suo proverbiale “l’è tutto da rifare”, il vostro cronista, da buon coppiano ,vuole proporre invece un’altra tesi, quella che il Perugia ha smarrito la brillantezza delle amichevoli e della Coppa Italia, nonché delle prime partite di campionato e si affida troppo alle giocate estemporanee, sperando di portare ugualmente a casa il risultato.
E’ andata buca contro il Pisa, che conoscendo bene i propri limiti ha saputo destreggiarsi tatticamente e concretizzare al massimo le opportunità è andata molto peggio a Nocera Inferiore dove troppa gente è rimasta in albergo davanti alla tv. Cosi si spiega come la Nocerina abbia “fatto la partita” (come usano dire gli allenatori ) ,assumendo quasi sempre l’ iniziativa, consapevole che proprio puntando sul gioco avrebbe raggiunto l’obiettivo. Il Perugia nella migliore delle ipotesi si è difeso, nella peggiore si è fermato a guardare. Con questo atteggiamento era assolutamente impensabile uscire indenni dal S.Francesco di Assisi. E’ vero, il calcio ci ha anche fatto vedere squadre che si difendono per 89 minuti e a volte riescono pure a vincere in virtù di quelle combinazioni che solo un pallone che rotola può conoscere, ma l’ipotesi che i giovanotti di Battistini potessero farcela è durata una manciata di minuti, al rientro in campo dopo l’intervallo ed poi una volta subito il goal di Evaquo. Come se il the o i rimproveri dell’allenatore avessero fatto effetto. Una squadra troppo remissiva per essere vera, attendistica, furbetta , nel senso deteriore del termine.
La seconda sconfitta di fila indurrà alcuni a dare inizio al processo sugli errori commessi, nessuno ha la sfera di cristallo per leggere il futuro, ma è impensabile che nel giro di un paio di settimane ci siano giocatori che abbiano disimparato quanto hanno dimostrato in anni di attività. Esposito non ci aveva convinto contro il Pisa, figurarsi a Nocera; stesso discorso per Di Tacchio, ma l’elenco sarebbe lunghissimo, si fa prima a dire che avendo preso a piovere, ha piovuto sul bagnato :il punto di penalizzazione, la sconfitta in casa con il Pisa, l’infortunio di Liviero, che ha pesato su tutto e tutti per il coinvolgimento emotivo, sulla compattezza del gruppo e per la straripante condizione atletica del difensore.
Dopo la seconda sconfitta di fila può sorgere un dubbio: il Perugia vero è quello che, pur rivoluzionato in estate aveva dimostrato compattezza e solidità fino alla partita con il Pisa, pur passando per il pareggio non esaltante di Andria, oppure quello che lascia l’iniziativa all’avversario , sperando nelle invenzioni di Pollicino Politano o nelle incursioni di Anania? Si sono forse scatenati troppi entusiasmi all’inizio e forse proprio le tante aspettative adesso indurranno a processi e polemiche. Ma nel calcio occorre saper gestire i momenti no, qualche risultato che non arriva. Battistini sa come qualsiasi altro commentatore o tifoso cosa non sta funzionando, e saprà mettervi mano . Intanto incassi la compostezza di una Società che non si lascia prendere dagli isterismi e seppure in assenza di dichiarazioni ufficiali dei due azionisti Santopadre e Moneti guarda avanti con rispetto dei ruoli e la fiducia riposta nella bontà delle scelte fatte. Il resto è nel grembo di Giove.
Koprivec : E’ la nota lieta della giornata, incassa i due goal come avrebbe potuto incassarli Buffon o Abbiati, ma ne salva altri che magari avrebbero messo in difficoltà anche colleghi di livello europeo. Ripartire con un portiere che dà sicurezza è un incentivo per tutta la squadra.Voto:7
Anania : Due incursioni delle sue, a velocità da fondista , creano superiorità numerica e opportunità non sfruttate perché chi è preposto a finalizzare ha necessità di una cura ricostituente vista la mollezza del tiro. Ogni riferimento a Ciofani non è casuale. Voto:6.5
Cacioli : Una sola colpa. Può capitare a tutti che in una partita si commetta un errore, ma a lui capita troppo spesso: fa girare Evaquo che aveva le spalle alle quello segna il goal che sblocca la partita. La squadra si affida( e si fida) troppo dei suoi lanci, che stavolta non sono neppure fuori
misura, ma per un difensore conta essenzialmente impedire ad un attaccante di segnare .Voto 6—
Jefferson: Gioca una quantità enorme di palloni perché la difesa è sotto pressione per i due terzi della partita, scaccia i dubbi nati dopo la notturna con il Pisa, esce bene dall’area palla al piede, insomma anche lui merita considerazione. Voto:6+
Martella: Al rientro dopo il lungo infortunio e con la grossa responsabilità di sostituire Liviero: non commette errori da matita rossa , ma ha caratteristiche diverse da quelle di Matteo, quasi mai si avventura in raid offensivi. Voto:6
Esposito: Colpisce la sua lentezza, il fatto che gli avversari gli sfrecciano vicino e lui si limita ad osservarli. Sbaglia i pochi palloni che tocca e non trova mai la posizione giusta. Senza volergli gettare la croce addosso, se lui e Di Tacchio girano a vuoto, almeno abbiano l’umiltà di restringere il campo di azione, di provare ad incollarsi ad un avversario e chiedano aiuto ai compagni per infoltire il centrocampo. Voto:5
Di Tacchio: Smarrito, vaga per il campo senza una idea che una, con una velocità da tartaruga. Dove è finito il centrocampista tonico, capace di contrastare, di far valere la sua fisicità ? E quel fallo su Mazzeo era proprio indispensabile? Voto:5
Fabinho : Una partenza eccellente, una continuità da incoraggiare, gli spunti migliori del primo tempo sono suoi, potrebbe anche andare in goal, forse non era quello che meritava di uscire per primo per rimediare la situazione .Voto:6 (14′ st Moscati : Sarà un caso ma il suo ingresso produce e un cambiamento di mentalità perché la squadra diventa più corta, c’è una migliore distanza tra i reparti. Chiaramente a trarne vantaggio è il gioco a centrocampo, ma la frittata era stata bella che combinata. Voto:6
Clemente: Non entra in partita e questo è solare, mai accaduto prima che non toccasse un pallone degno di nota per 45 minuti, ma poi è lui a bruciare le dita ad Aldegani , a conferma del fatto che è il solo che pur giocando a scartamento ridotto è in grado di inventare la giocata. D’accordo è troppo poco, ma toglierlo dopo quella perla non ci è sembrata una idea delle migliori. Voto: 5.5 ( dal 9 st Rantier : Stai a vedere che aveva ragione quell’amico che mesi fa ci disse che il francese gioca bene le prime settimane e poi sfiorisce con l’arrivo del freddo. Si incarta in giocate troppo complicate quando serve rendere l’azione più snella, più incisiva. Voto:5
Politano : Osservato speciale, perché oramai tutti ma proprio tutti sanno che il Perugia punta molto sui suoi dribbling e i suoi cross, parte bene, ma siccome neppure lui è di ferro, cala vistosamente alla distanza, anche se il coraggio lo assiste sempre. Voto:6- (dal 30′ st Tozzi Borsoi : Si insiste a metterlo a partita in corso in tandem con Ciofani e l’impressione è che i due parlino la stessa lingua, ma non si capiscono, perché ciascuno gioca per proprio conto, sperando di trovare una deviazione felice.NG)
Ciofani : Sinceramente non capiamo quali siano i suoi compiti, perché non si fa trovare mai al posto giusto nel momento giusto, e quando questo accade, colpisce il pallone, di testa o di piede con una mollezza tale da pensare che gli attaccanti si sbloccano non tanto con l’applicazione, quanto con il goal, ma è il discorso del cane che si morde la coda. Ora come ora non riusciamo a vedere un Ciofani goleador della squadra e neppure arrivare a doppia cifra. Voto:5—
Battistini: Sarà una settimana difficile per lui, perché c’è da giurarci verrà riproposto il tema del modulo e del fatto che fa girare troppi giocatori. Temi arcinoti, ad uso e consumo di chi parte da preconcetti nei confronti di un allenatore che ha sempre dovuto vincere la diffidenza di un ambiente difficile. Ma le spalle nel tempo si sono irrobustite, certo è che è chiamato a rinserrare le fila , a fare buon viso a cattivo gioco, e preparare la vendetta, sportiva si intende. Voto:5.5

