Giornata mondiale del rifugiato 2026, Giardini Carducci, progetto SAI

di Genesis Bridge

Il Comune di Perugia è stato selezionato, insieme ad altre nove amministrazioni locali in Italia, per avviare la sperimentazione di un progetto pilota nazionale finalizzato al contrasto dello sfruttamento lavorativo all’interno della rete del Sai, il Sistema di accoglienza e integrazione. L’iniziativa, promossa su input del Servizio centrale del ministero dell’Interno e del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, viene realizzata in sinergia con l’Anci nazionale e Cittalia. Il progetto, che punta a consolidare l’integrazione tra pubblico e privato sul territorio, è stato coordinato sul piano operativo dagli assistenti sociali del Comune Luca De Pascalis, Beatrice Boco e Stefania Lunghi Breccolenti.

Giornata del rifugiato La novità è stata annunciata a Perugia venerdì nel corso di un incontro pubblico promosso ai giardini Carducci in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. All’iniziativa, moderata da Bernardetta Gasperi, presidente della cooperativa sociale Perusia, e da Barbara Pilati, coordinatrice per Arcisolidarietà, hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni locali, del Terzo settore e del mondo scolastico per fare il punto sulle politiche di inclusione.

Spera L’assessora alle Politiche sociali del Comune di Perugia, Costanza Spera, ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto sul territorio con la rete locale del Sai, evidenziando la necessità di potenziare i servizi pubblici. Secondo l’assessora, in particolare, la figura del mediatore culturale non deve più essere considerata un elemento accessorio o temporaneo, ma «dovrebbe essere parte dell’organico delle nostre amministrazioni». Riferendosi alle attività del sistema di accoglienza, Spera ha sottolineato che «siamo davvero molto contenti di aver organizzato anche quest’anno, insieme alla rete Sai che è composta da Arcisolidarietà e dalla Cooperativa Perusia, questo momento di riflessione in occasione della Giornata del rifugiato e della rifugiata, che ogni anno diventa un’occasione un po’ per raccontare quello che è stato fatto nel progetto Sai, che è il sistema di accoglienza e integrazione, e quindi le attività svolte dalle famiglie, dai ragazzi che sono all’interno del progetto». 

Il punto Spera ha poi parlato anche di un momento «per fare un po’ il punto di quello che è stato fatto durante l’anno e per riflettere anche su tanti temi che in questa fase storica sono particolarmente importanti e, purtroppo, molto mal narrati anche a livello nazionale rispetto all’accoglienza e all’inclusione. Quindi siamo molto contenti – ha concluso – di poter promuovere queste iniziative, di poterle organizzare e poter raccontare tutto il bello e il positivo che c’è nei percorsi di accoglienza».

Contributo economico Sul fronte dello sviluppo economico e della sicurezza si è espresso l’assessore al Welfare della Regione, Fabio Barcaioli, che ha evidenziato il contributo reale della popolazione straniera all’economia regionale. Barcaioli ha rilevato che «spesso si ha una narrazione di criminalità e abusi e noi invece vogliamo ricordare le 10mila imprese di migranti in Umbria, i 40mila lavoratori regolari e come contribuiscano all’attività economica e sociale del nostro Paese. Siamo convinti che lavorare sull’integrazione significa anche lavorare per maggiore sicurezza e maggiore socialità».

I valori Un richiamo ai valori dell’accoglienza è arrivato anche da Bernardetta Gasperi, che ha definito il percorso di integrazione come un dovere civile oltre che un’opportunità comune, affermando che «accogliere significa riconoscere la dignità dell’altro, superare paure e pregiudizi, costruire relazioni fondate sul rispetto reciproco. Una preziosa opportunità di crescita umana e sociale». Il quadro locale presenta tuttavia alcune criticità, come evidenziato dal prefetto di Perugia, Francesco Zito. Pur riconoscendo l’esistenza di una rete di accoglienza umbra strutturata e coordinata in modo efficace tra l’ufficio territoriale del governo e le singole amministrazioni, Zito ha rimarcato che le risorse e i posti attualmente disponibili all’interno dei progetti Sai sono «troppo pochi».

L’istruzione I lavori si sono conclusi con il contributo del segretario generale di Anci Umbria, Silvio Ranieri, della responsabile del Servizio centrale del Sai, Virginia Costa, e del dirigente scolastico del Cpia 1 di Perugia, Alfonso Noto. Quest’ultimo ha rimarcato il valore dei percorsi di istruzione per adulti, realizzati anche grazie alla collaborazione con l’Accademia Focus presieduta da Elvira Carrese e con associazioni del territorio come La via del filo. Nelle conclusioni, l’assessora Spera ha ribadito che la migrazione costituisce a tutti gli effetti un fenomeno strutturale che le istituzioni hanno il compito di governare attraverso politiche stabili e di lungo termine.

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