Mario Mariano

di Mario Mariano

La B è arrivata dopo 9 anni, frutto di un campionato incerto ed avvincente, tanto è vero che si è dovuta aspettare l’ultima partita. Ma proprio contro il Frosinone è arrivata la lode, il Perugia ha stravinto perché è riuscito a tenere la concentrazione altissima per tutta la partita, a differenza dei play off dello scorso anno contro il Pisa. Mai un momento di rilassatezza, giuste le scelte di Camplone, che ha puntato sull’esperienza. Moscati su tutti, non solo perché 37 anni dopo, un altro numerò 7 ha realizzato il gol della promozione dalla C alla B come fece il perugino Eros Lolli.

Moscati decisivo sia contro il Frosinone che in molte altre battaglie, compresa quella delicatissima di Salerno. Messo il livornese in cima alla hit parade della partitissima-spareggio, subito dopo vengono i difensori, in ordine alfabetico: Comotto, Scognamiglio e Sini, perfetti, non hanno concesso nulla, ma proprio nulla al tandem temutissimo Ciofani-Curiale. Sempre anticipati, sempre superati nei duelli aerei. Eccellente anche la riconferma del modulo, che alla fine Camplone è riuscito a trovare in corsa: il 3-5-2 si è ben adattato alle caratteristiche dei giocatori. Due belle sorprese sono arrivate dagli esterni Conti e Franco. Il primo è emerso nel finale in maniera prepotente, come non era riuscito a fare come difensore puro. Ma tutti hanno dato tutto e non è una frase fatta.

E’ entrato in testa ai giocatori lo slogan di Umbria24 #sifesteggiallafine. Mai un calo di tensione, mai la convinzione di avercela fatta prima che l’arbitro Abisso fischiasse la fine dopo 6 minuti di recupero carichi di tensione e scontri, tanto è vero che Comotto ha rimediato il rosso pur essendo stato richiamato in panchina da Camplone. E a proposito di Rosario Abisso: chapeau, chapeu, chapeau, un arbitraggio perfetto. Complimenti a chi lo ha designato, ma soprattutto complimenti a lui stesso: ha tenuto in mano la partita con una sicurezza straordinaria, senza mai assurgere a protagonismi di sorta. E sì che il match era delicatissimo perché il Frosinone ha caratteristiche di gioco dove debbono risaltare le qualità fisiche. Abisso ha sgombrato il campo da qualsiasi malevola ipotesi della vigilia.

La partita si è incanalata nella giusta dirzione e, se vogliamo dirla tutta, il Frosinone ha avuto solo sprazzi di gioco durante i quali ha dato l’impressione di poter arrivare dalle parti di Koprivec, ma sono stati fuochi di paglia. Marcatissimi i 2 attaccanti, alla fine qualche pericolo è venuto dalle conclusioni aeree di Blanchard, sui calci piazzati.

Camplone ha vinto la sua battaglia tattica, è entrato nella storia sia come calciatore che come allenatore vincendo due campionati. I complimenti sono d’obbligo. Così come sono d’obbligo nei confronti della società, del presidente Santopadre, che sembra aver fatto un master accelerato per calarsi nella parte di dirigente di un club ambizioso, con una storia carica di successi. Santopadre ha ammortizzato in poco tempo quelle qualità che servono per guidare una società sempre condizionata dai risultati, dall’obbligo di dover salire di categoria per incrementare gli abbonamenti, ma soprattutto per ottenere introiti dai diritti televisivi e dalle sponsorizzazioni. Anche la gestione dell’ultima partita, con oltre 20 mila spettatori, ha dimostrato che dietro alla società c’è una organizzazione: tutto ha funzionato al meglio, con un pubblico generoso e appassionato e poco conta che l’afflusso così importante sia arrivato negli ultimi mesi. Troppe volte la gente è rimasta delusa per via di vicende che con il calcio giocato hanno poco a che fare: il Perugia dei trionfi della serie A è stato purtroppo rovinato da calcioscommesse e fallimenti.

Quattro anni fa si è ripartiti da zero ed oggi vedere uno stadio pieno è sembrato quasi un miraggio. Idealmente una congiunzione anche tra il primo Perugia di Ilario Castsgner e quello di Camplone perché in tribuna c’era Sabrina Curi al fianco di un altro protagonista entrato nella storia, Franco Vannini. Sabrina ovviamente non ha voluto mancare all’appuntamento con la storia, e dall’alto il papà, beniamino di tutti i tempi dei tifosi perugini, avrà gioito come quella domenica al Bengodi contro il Verona.

Koprivec: con entrato e coraggioso, nelle uscite riesce sempre ad allontanare il pallone con la scelta di tempo visto che davanti a sé aveva un nugolo di Vatussi. Attento anche sui tiri a pelo d’erba ma li anche in passato non aveva dimostrato cali di tensione. Voto: 7

Comotto: piace ai tifosi perché ha la rabbia dei giorni migliori che ha cominciato a mostrare dopo gli affanni inziali.Si ripete anche nella partita clou, non si capisce perchè vada ad infilarsi nel mischione finale, lui che doveva starsene a quel punto in panchina ad incoraggiare i compagni. Quel “rosso” è pleonastico, ma per il fay play ed altro ancora doveva essere evitato. Voto: 7 (dal 40′ st Rossi: dieci minuti per entrare anche lui nella storia e sperare di entrare nella lista dei confermati. Voto: ng

Sini: a forza di sperimentare anche lui ha trovato sul finale di campionato il ruolo che ne esalta l’anticipo e lo stile da difensore centrale con prospettive future importanti.Dalle sue parti non si passsa e per conferma chiedere a Ciofani e Curiale. Voto: 7.5

Scognamiglio: un successo costruito in difesa, dove non solo si è pensato ad annullare gli attaccanti avversari, ma anche a far ripartire il gioco.Non si è vergognato di respingere in tribuna all’occorrenza.Meno irruento di altre volte e questo pesa perchè evita punizioni da posizoni perciolose.Tra i più continui, una garanzia. Voto: 7.5

Conti: un altro miracolato dal cambio di modulo, duttile, propositivo, nettamente più dotato tecnicamente di Crivello,il suo dirimpettaio.Alla fine si rivela un acquisto azzeccato e bisognerà pure ringraziare Lucarelli che su qualche giovane ci aveva visto giusto. Voto: 7 (dal 17′ st Vitofrancesco: il mestiere ce l’ha, ma le leve corte non lo agevolano quando il ritmo si alza.In ogni caso utile perché umile. Voto: 6

Moscati: l’uomo partita in ogni senso, per il goal, per la qualità delle giocate, per la potenza che sprigiona, per la quantità di palloni che gioca. Cosi come a Salerno per noi ampiamente il migliore in campo, e non si capisce come a Livorno non lo abbiamo tenuto. Meglio così, nessuno è profeta in patria, ed ancora un grazie a Novellino che tre anni gli profetizzò un eccellente carriera. Voto: 8

Filipe: Stellone decide di farlo marcare strettissimo da Paganini.Per la verità il brasiliano soffre quel trattamento asfissiante, ma pur riducendo raggio d’azione e numero di palloni, riesce a limitare gli errori ai minimi termini. Voto: 6.5

Nicco: poderoso, generoso, combattivo, ma queste qualità sono arcinote.Nella domenica clou si conferma aggiungendo alla quantità la qualità. Voto: 7

Franco: lui e Conti sono il valore aggiunto di questo finale di stagione, diventa padrone della fascia sinistra, con quelle lunghe leve che gli permettono di essere accostato a Grosso, e come l’ex jiuventino e grifone dei tempi di Cosmi, ha solo bisogno di ritrovare la migliore condizione per esprimersi al meglio. Voto: 7 (dal 17′ st Vitofrancesco: il mestiere ce l’ha, ma le leve corte non lo agevolano quando il ritmo si alza.In ogni caso utile perché umile. Voto: 6

Mazzeo: è stato in forse fino all’ultimo, e si è visto che non era la sua migliore giornata, anche perchè non riusciva a leggere in quale posizione dovesse giocare. Tra i meriti della cirocostanza quello di servire a Moscati il goal-promozione.Voto:6 (9 st Fabinho :è vero che entra mentre il Frosinone va in forcing, ma non riuesce ad organizzare una ripartenza degna della sua fama e dilapida il goal del raddoppio. Voto: 5.5

Eusepi: è costretto a girare al largo, a retrocedere fin sulla linea dei difensori, il consueto lavoro per la squadra, con uan conclusione e cento punizioni guadagnate. Voto: 6.5

Camplone: avrà fatto pretattica facendo capire che forse sarebbe tornato all’antico, ma era chiaro che non si cambia ciò che funziona.Ha trovato la quadratura del cerchio sul finale, dando valore aggiunto alla squadra e alla classifica, recuperando nel momento in cui sembra troppo distanziato dal Frosinone.Il cambiamento del modulo gli ha permesso di valorizzare i nuovi arrivati di gennaio.Ha fatto tesoro degli errori passati, accettando le critiche, che lo hanno fortificato e non demoralizzato.Ed anche il “messaggio” di Santopadre quando i giochi si stavano delineando a favore della concorrenza deve essergli servito. Voto: 7.5

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