di Chia.Fa.
Si avvicina alla battute finali la battaglia che va ormai avanti da un paio di anni intorno all’ampliamento della statale Tre Valli, da Sant’Anatolia di Narco a Serravalle (Norcia), da realizzare in quattro stralci con un investimento di oltre 120 milioni di euro. Tant’è che nelle ultime ore intorno al primo stralcio da 25 milioni, quello tra Sant’Anatolia e Vallo di Nera, il livello dello scontro si è alzato.
Ad agitare gli animi l’ordine del giorno del consiglio comunale di Sant’Anatolia, che al terzo punto della seduta del 29 aprile segnava la pratica per il «cambio di destinazione d’uso permanente» di una serie di terreni, da un lato, gravati dal vincolo degli usi civici e, dall’altro, interessati dal primo stralcio del progetto per la Tre Valli. La pratica, questo è stato ricostruito, nasce da una richiesta che Anas ha fatto al Comune e mercoledì sera è stata approvata con nove voti favorevoli e due contrari. Tuttavia, l’ok del consiglio comunale di Sant’Anatolia di Narco non basta per “svincolare” i terreni, perché l’ultima parola sull’eventuale variazione d’uso di quelle aree spetterebbe alla Regione.
E, infatti, è indirizzata anche alla presidente Stefania Proietti e agli uffici dell’ente, oltreché al sindaco di Sant’Anatolia Tullio Fibraroli, ai consiglieri comunali e alla direzione generale Valutazioni ambientali del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase), la diffida firmata dall’avvocato Valeria Passeri per conto del comitato Patrimonio tutela Valnerina, contrario alle opere progettate da Anas. Nella diffida viene quindi evidenziata «la radicale illegittimità della procedura avviata su istanza di Anas, stante il palese difetto di titolarità in capo a quest’ultima nell’attivazione» del procedimento. Passeri ricorda, quindi, che la legge riconosce l’opzione del cambio di destinazione d’uso di un terreno gravato da usi civici «esclusivamente alle associazione agrarie e ai Comuni», i quali «non possono esimersi dall’accertamento rigoroso del beneficio reale per la generalità degli abitanti». In questo senso, nella diffida viene sottolineato che il Comune di Sant’Anatolia «non risulta aver compiuto valutazioni ex ante», rendendo così «l’intero iter autorizzativo affetto da nullità assoluta per violazione di norma imperativa e per carenza dei presupposti di legge».
La diffida, che è datata 27 aprile, non è comunque bastata a fermare la pratica, che il consiglio comunale di Sant’Anatolia ha approvato a larga maggioranza. In questo quadro, comunque, appare chiaro che la partita per il mantenimento o la revoca degli usi civici sui terreni di Sant’Anatolia è destinata a rappresentare un precedente anche per gli altri tre stralci di lavori progettati da Anas, il più discusso dei quali resta quello di Serravalle a Norcia (foto): per il comitato Patrimonio tutela Valnerina, infatti, anche gli altri tre progetti insisterebbero su aree gravate dal medesimo vincolo.

In questo quadro, emerge che l’assessore alle infrastrutture Francesco De Rebotti abbia convocato i sindaci della Valnerina per un confronto plenario sulle sorti dei quattro cantieri da 120 milioni, ma l’incontro sarebbe stato rinviato per impegni imprevisti di De Rebotti e verrà ricalendarizzato a breve.
