di Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e Città della Pieve
Come è tradizione, in occasione della festa del Patrono dei giornalisti, che cade il 24 gennaio, l’arcivescovo è solito incontrare i giornalisti. È un appuntamento che desidero non perdere sia per un momento di preghiera e di riflessione spirituale sul significato di una professione così importante e delicata sia per uno scambio di idee e di opinioni che potremo fare amichevolmente senza snaturare il carattere del tutto gratuito e spontaneo dell’incontro.
San Francesco di Sales Il patrono dei giornalisti San Francesco di Sales (1565-622), d’altra parte, era famoso, oltre che per i suoi scritti e le sue famose prediche, anche per l’autenticità delle relazioni umane che sapeva intrattenere, per la sua spontaneità, franchezza e bonomia nel comunicare, che è un esempio per tutti e sento vicina alla mia sensibilità di pastore, quando diceva, ad esempio: “Se sbaglio, voglio sbagliare piuttosto per troppa bontà che per troppo rigore”. Forse proprio per questo è stato scelto come patrono dei giornalisti.
La preghiera Per quanto riguarda la preghiera, insieme a questo foglio, vi ho allegata la bella preghiera composta dal cardinal Angelo Comastri, rivolta alla Vergine Maria, «Donna della bella notizia», cui fu affidato per prima l’annuncio della salvezza. È una preghiera che fa pensare come le notizie hanno una grande importanza e possono cambiare la vita delle persone e anche la storia dei popoli. Quest’incontro è a me caro perché mi dà l’occasione di ringraziarvi per il servizio che svolgete con assiduità e competenza alla comunità cristiana e alla Chiesa istituzionale, al mio ministero in particolare e alla vita del popolo di Dio.
La Chiesa e la comunicazione La Chiesa ha i suoi strumenti di comunicazione. Li ha costruiti con fatica nei momenti in cui vi era tensione e contrasto con le istituzioni civili e con le ideologie imperanti e poi li ha conservati e ampliati, come sapete, anche con ingenti sforzi e impiego di energie e risorse. Ma è evidente che senza il servizio reso dagli strumenti di massa laici che hanno un ben più ampio e forte potenziale comunicativo la vita della Chiesa rimarrebbe in gran parte sommersa e quasi clandestina.
L’importanza delle nuove tecnologie Non vi è dubbio che vi siano ancora aspetti e iniziative della Chiesa che rimangono coperti da una coltre di indifferenza, in quanto rappresentano lo svolgimento ordinario e naturale di una comunità cristiana. con le sue consuete forme di liturgia, carità, dedizione al prossimo, elaborazione culturale. So per certo che la vita cristiana della santità e della grazia che scorre nelle migliaia di persone e comunità fedeli alla loro vocazione battesimale solo Dio la può raccontare. Tuttavia quello che voi fate permette di far giungere una parola del vescovo o un’iniziativa di una comunità là dove non sarebbe mai giunta. Ciò avviene ancor più attraverso i nuovi media, il computer, i cellulari e altri strumenti digitali con le loro molteplici potenzialità. Tutto questo comporta anche da parte mia oltre al ringraziamento per quanto già fate un incoraggiamento ad andare ancora avanti per quanto possibile nella formazione e aggiornamento della professione e nella sempre maggiore conoscenza della vita della Chiesa e del mondo in cui viviamo.
Non appiattirsi Il mio suggerimento, che è un augurio anche per il bene dell’intera società, è quello di non appiattirsi sul già sentito, già visto, già ben troppo conosciuto e saputo, scandali, delitti, violenze, descritti nei particolari con un’insistenza che fa perdere il senso delle cose e determina una specie di sfiducia nella società, nelle istituzioni e nella stessa vita. Su questi argomenti, che sarebbe lungo ora affrontare, ogni anno il Papa svolge una riflessione per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebra la domenica dell’Ascensione, quest’anno il 5 giugno ed è la 45°, nata con il Vaticano II.
Giornata mondiale delle comunicazioni Ciò fa riflettere sull’importanza che la Chiesa attribuisce ai temi della comunicazione. Il tema di quest’anno ha per titolo «Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale». Un documento che avrete modo di leggere. Per fare solo un accenno, da un punto di vista pastorale, penso di sottolineare quanto affermato sull’autenticità della vita. Un richiamo che vale sia per i vecchi media sia per i più moderni. Chi si pone di fronte alla responsabilità della professione giornalistica da un punto di vista etico e/o religioso, non può sfuggire all’esigenza di essere onesto, capace di comunicare anche con la testimonianza della propria vita.
Uno stile di vita social-cristiano Nell’era digitale e soprattutto nella comunicazione tramite il social network è necessario introdurre uno «stile di vita cristiano», senza falsità e svolgere una comunicazione «onesta aperta responsabile e rispettosa dell’altro». Da ultimo vi informo che la nostra diocesi sta preparando un evento destinato ai giovani e condotto in gran parte da, loro stessi, con i giovani. Si tratta della «missione diocesana giovani» che avrà inizio il 10 marzo e terminerà il 20 marzo 2011. L’11 marzo sarà presente a Perugia il cardinal Angelo Bagnasco che nell’Aula Magna dell’Università terrà una «lectio» sul tema «Fede, ragione, educazione».
Fede, ragione, educazione Sono certo che vorrete sostenere questa iniziativa come una buona notizia, carica di speranza e volta a ridare un volto giovane alla nostra Chiesa perugina ed insieme suscitare un sussulto, uno scarto, un salto di qualità alla comunità giovanile della nostra città e all’intera società civile. Questa iniziativa rientra a pieno titolo anche nel programma della Cei del decennio appena iniziato che porta il titolo, che è anche un forte messaggio: «Educare alla vita buona del Vangelo». Grazie per quanto fate e per quanto vorrete ancora fare per una buona comunicazione nella nostra città.


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