di Valerio Marinelli

Silvio Berlusconi galleggia sull’aritmetica e affoga nelle contraddizioni della politica del suo governo. I numeri reggono una maggioranza che il Paese non regge più.

Il Presidente ci aveva detto che la crisi era una nevrosi psichica da curare con i consumi. Chi ha perso il lavoro, chi campa grazie alla Cassa Integrazione, i giovani precari e molte donne lavoratrici hanno avuto l’ardire di non dar retta al Presidente, e hanno perfino evitato di spendere i propri risparmi dall’analista. Che scandalo! In questo Paese non c’è rispetto per le Istituzioni.

Un po’ più di ottimismo e un po’ meno tasse possono risolvere ogni tuo problema: dal cancro ai treni che non arrivano in orario. Frattanto, il Censis, nell’ultimo rapporto, dimostra che i nostri cittadini preferiscono i servizi a tasse inferiori, anche perché hanno capito che la ricetta del Presidente era diversa da quella proclamata. La stonata verità suona così: più tasse e meno lavoro. Peccato, inoltre, che il medesimo rapporto indichi l’evasione fiscale come problema molto sentito dagli italiani. Per Berlusconi fa lo stesso, scudo fiscale o no, falso in bilancio o no. Il tema dell’adeguatezza tra quanto un cittadino paga allo Stato e quanto lo Stato offre sotto forma di servizi al cittadino non è mai stato nei pensieri del Premier, ma che importa, se la “social card” ti permetterà comunque di arrivare a fine mese? Secondo i calcoli del Ministero del Tesoro, la platea di beneficiari della “card” comprendeva 1,3 milioni di persone. Gli attuali beneficiari sono solo 450.000 e si dichiarano scontenti nella maggioranza dei casi.

Per fortuna rimangono gli affetti: due cuori e una capanna, se non sei giovane e precario. Anzi, se sei proprietario e benestante, grazie al Piano Casa, puoi addirittura aumentare le volumetrie del tuo immobile, buttare giù e ricostruire casa, in barba a piani e regolamenti edilizi. Nonostante questa straordinaria opportunità, l’effetto anticiclico atteso non c’è stato. Sarà colpa dei paletti messi da Regioni e Comuni comunisti? Chissà. Il Sole 24 Ore, però, non la pensa così.

In fin dei conti, che ce ne frega di stare a casa quando possiamo girare tranquilli e sicuri per le strade della nostra città? Censimenti dei campi nomadi, introduzione del reato di clandestinità, presenza dell’esercito nelle metropoli, “ronde” di volontari sono state assai utili alla propaganda, ma nella realtà quotidiana hanno avuto efficacia e impatto zero. Impatto zero, basso impatto..? Dimenticavo quanto per il Presidente sia importante una politica ecologica degna di questo nome. Per evitare nuovo consumo del territorio ha pure smesso di promettere il ponte sullo stretto e la fine dei lavori sulla Salerno- Reggio Calabria.

Tutto ciò che serve all’Italia è il Federalismo fiscale, che racchiude pure il Federalismo demaniale: un’altra mazzata ai Comuni già in ginocchio per i tagli di Tremonti. Ora debbono occuparsi anche di quei beni che lo Stato ha via via lasciato al degrado. Federalismo senza un soldo, per ora, e senza solidarietà, tanto “non è una cosa che si mangia”. Un Federalismo congenitamente elaborato sulla volontà politica del centro (di Roma ladrona), che fino ad oggi non ha mai immaginato, neppure per sbaglio, un confronto vero, un coinvolgimento serio di Regioni, Province e Comuni. Un vizietto di fondo che il Presidente Berlusconi neanche nota, in confronto ai suoi vizietti, tranne il bunga- bunga che è solo un gioco innocente.

Ma c’è di che star contenti. L’intero Paese ha assistito a lunghi e sobri cortei di studenti, professori, insegnanti, genitori, ricercatori, personale amministrativo, bidelli, tutti plaudenti all’efficienza della scuola e alla bontà della riforma Gelmini. La formazione è fondamentale nell’epoca dell’economia della conoscenza, ed è decisiva per competere nel mercato del lavoro, che in Italia è ancora attaccato alle tradizioni. Mentre in Europa, infatti, la figura professionale più richiesta è l’analista informatico, da noi è il montatore di infissi. Non c’ è dubbio, questo governo ha davvero puntato all’innovazione.

Il PD ha una chance concreta di diventare il protagonista del prossimo paragrafo di storia politica italiana. A mio personale giudizio, lo sarà per molto tempo se saprà da ora ridare colore e speranza a un Paese ingrigito dalla disperazione. Lo sarà se ricompatterà tutto il suo elettorato, le forze di centro sinistra e il popolo progressista, rimanendo coerente a se stesso, anche in tema di primarie.

La strada per battere Berlusconi può essere breve. La strada per battere il berlusconismo è forse un po’ più lunga. Adesso è il momento di iniziare a camminare, perché il futuro non è mai stato così vicino al nostro presente.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “Numeri buffi per una politica semi-seria”

  1. Valerio, semplicemente grande… Con la pungente ironia di chi non è mai al soldo del padrone… I caffè salgono a due… Saluti

Comments are closed.