di Mario Mariano

Messaggio forte alle falde della Maiella: il Grifo é tornato quello di due mesi fa, e pazienza se il distacco dal Frosinone é aumentato. I conti solo in apparenza non tornano, ma la priorità del risultato pieno può passare, almeno questa volta in secondo piano, perché la squadra ha mandato un segnale forte all’ambiente e a Camplone, che si era fatto carico di stornare l’invito della società di portare di nuovo la squadra in ritiro.

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100 ANNI DEL GRIFO. WEB DOC

L ‘allenatore ha raccolto quella fiducia che gli permetterà di investire da qui alla fine su calciatori motivati. Sembra un paradosso ma non lo é: nella domenica in cui il distacco dal Frosinone torna di 5 punti, é aumentata la fiducia in una squadra che aveva accusato un contraccolpo psicofisico legato magari al fatto che i goal bene o male arrivavano, anche quando il gioco non era al top. A l’Aquila contro un ex grifone leale come Giovanni Pagliari si sono succeduti episodi che avrebbero potuto far pendere l’ago della bilancia in entrambe le direzioni, piuttosto va saputo leggere proprio l’episodio clou della gara, il rigore parato da Stillo, che di colpo si é riappropriato di una considerazione precaria maturata quando debuttó. Entrato nel momento topico il giovanottone ha avuto il merito di non farsi abbindolare dalla rincorsa frenetica di Pià, azzeccando l’angolo mirato dall’attaccante. Un momento davvero decisivo quello, perché una sconfitta, seppure immeritata, determina reazioni non facili da prevedere.

Ricordava Claudio Ranieri giorni fa al convegno organizzato dall’Unione stampa sportiva e Federcalcio, a Coverciano, di aver sempre elogiato le squadre, a prescindere dal risultato, dopo aver visto che avevano lottato fino all’ultimo. Stesso atteggiamento ha mantenuto Camplone, che non ha certo trascurato il fatto che la squadra, seppure ridotta in dieci, ha visto il miraggio dei tre punti a portata di ..piede, quando Moscati ha fallito una facile occasione.

I giochi in buona sostanza sono sostanzialmente aperti e basterà d’ora in avanti non riabbassare la guardia, le ombre non sono del tutto dissipate, ma di questo ne diamo conto nelle pagelle.

Koprivec: poco lavoro e comunque svolto com solerzia fino al fatidico 25 St, trovare il tempo giusto sull’attaccante é impresa difficile ma non impossibile, lui travolge Pià e il rigore é di quelli stratosferici. A sua scusante si può dire che nell’occasione la difesa si é fatta tagliare come un panetto di burro.Voto:5  (dal 27 St. Stillo. Sceglie il momento giusto per tuffarsi dalla parte giusta, ipnotizzando Pià, e poi é così galvanizzato che al posto delle mani sembra avere un paio di tenaglie.Voto: 7

Sini: frenato nel primo tempo, riesce nel bene e nel male ad essere protagonista nella ripresa, quando spinge di più, ma si fa anche ammonire. Costretto a cedere il posto a Stillo dopo il “rosso” a Koprivec.Voto: 6

Massoni: in ripresa, ma anche in difficoltà nelle rare volte che l’Aquila prova a sfondare, impacciato e sorpreso proprio in occasione dell’azione da cui nasce il rigore.Voto: 6-

Scognamiglio: ci mette sempre il piede quando c’é da arrivare sul pallone prima dell’avversario, ma certo non si scansa quando c’é da usare le maniere forti. Ammonito salterà la prossima, ma resta una garanzia per la sua baldanza atletica, per lo spirito di appartenenza.Voto: 6.5

Comotto: ha fatto proselitismo tra i compagni, suonando la carica nei momenti in cui occorreva stingere i denti per le energie spese e per l’uomo in meno.Trova anche il modo di segnalarsi nella fase offensiva, che non ha mai rappresentato il pezzo forte del suo repertorio.Voto: 6.5

Sanseverino: potenziale da individuare, si piazza davanti la difesa per buona parte del primo tempo, facendo l’elastico quando i compagni sono sulle gambe ,si segnala anche per lanci agli attaccanti che andrebbero meglio sfruttati. Camplone nello scegliere lui al posto di Moscati rischia, ma alla lunga si capisce che anche lui ha tante risorse.Voto: 6.5

Nicco: si sta avvicinando a grandi passi al giocatore conosciuto e cioè determinante nella interdizione e nella propulsione.Tra i migliori in campo.Voto: 6.5

Filipe: gode di ampia libertà e ne approfitta per giocare il maggior numero di palloni, ritrova precisione nei passaggi e facilità di corsa, forse proprio perché Pagliari non gli stringe mai la marcatura.Voto: 7-

Sprocati: la continuità non gli appartiene, incapace di entrare alla svelta in partita, riesce a rendersi pericoloso sotto rete. La sua utilità emerge nei rientri e nel gioco senza palla, ma é chiaro che la prestazione é piena di luci ed ombre. Voto: 5.5 (dal 19 St. Mazzeo: fa un po’ di tutto, ma per impreziosire il suo lavoro ci vorrebbe il ritorno al goal, magari su calcio piazzato. Invece ci va solo vicino, ma non si può dimenticare che é tra i più attivi quando la squadra resta in dieci.Voto: 6+

Eusepi: il solito lavoro oscuro, ma anche qualche intuizione geniale, mettendo da parte gli appetiti e lasciare al compagno meglio piazzato la possibilità di piazzare il colpo vincente.Voto: 6+

Fabinho: Primo tempo di buzzo buono, galoppa e gioca su tutto il fronte d’attacco, sfondando al centro e sollecitando i compagni al fraseggio veloce. Ritrova anche la potenza balistica e Testa deve superarsi sia nel 1 che nel 2 tempo.Un calo vistoso suggerisce a Camplone la sostituzione, ma il brasiliano sembra aver recuperato lo smalto dei giorni migliori.Voto: 6.5 ( dal 33 St. Moscati: fa buone cose , perché ha rabbia in corpo e forza nei garretti, e non ce la sentiamo neppure di gettargli la croce per aver sbagliato il goal sul finale, la posizione era eccellente, la distanza ravvicinata, si fosse girato indietro per passare ad un compagno magari staremmo qui a ricordargli che ci vuole coraggio sotto rete.Voto: 6

Camplone : Nel momento principale della stagione, si carica sulle spalle la decisione di lasciare la squadra in sede, come alternativa al ritiro. Il patto con la squadra funziona, la reazione c’è. Si é riappropriato della gestione organizzativa e logistica.Ed anche le scelte gli danno ragione.Voto: 7

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