di Catiuscia Marini*
L’economia europea è in grave difficoltà. La crescita è ferma e la disoccupazione è in aumento. I mercati finanziari, spaventati dai livelli del deficit e del debito di alcuni Stati membri, hanno fatto salire il costo dei prestiti a livelli che rendono impossibile una sana gestione finanziaria e la ripresa economica. Noi rappresentanti dei governi locali, siamo molto vicini ai cittadini, per cui avvertiamo in maniera ancora più pressante la generalizzata preoccupazione delle nostre comunità.
Regioni e comunità locali di tutta l’Europa hanno una grande preoccupazione per il futuro, soprattutto perché assistiamo ad un progressivo indebolimento dell’Europa che sembra non tenere il passo di altre aree più dinamiche del pianeta.
La disciplina fiscale – tema sul quale molto si sta discutendo attualmente nelle diverse sedi comunitarie – è certamente essenziale, ed esistono già regole severe a livello europeo, ma il problema più urgente ora è la minaccia della stagnazione economica o di una nuova recessione. La pretesa di risolvere gli squilibri e i divari di competitività tra le diverse economie dell’euro unicamente con politiche di austerità rischia seriamente di consolidare in Europa un equilibrio di sotto-occupazione che minaccerebbe seriamente le prospettive di crescita del Continente.
Una tale condizione potrebbe mettere a rischio la stessa coesione sociale nelle diverse aree dell’Europa, con il rischio che le ripetute politiche di rigore, se pur necessarie, se non accompagnate da provvedimenti che stimolino la crescita e la ripresa economica rendono di per se stesse sempre più lontano il raggiungimento dell’obbiettivo di risanamento finanziario.
Vi è un eccessivo peso e ruolo dei Governi degli Stati nella gestione di questa crisi, senza che vi sia il necessario e giusto coinvolgimento delle comunità regionali e locali, e quindi dei rispettivi livelli di governo locale. Se a ciò si aggiunge il modesto coinvolgimento dello stesso Parlamento Europeo, vi è il serio rischio di determinare non solo una “carenza di legittimazione democratica”, ma anche che le Istituzioni Europee vengano viste dai cittadini sempre più come un qualcosa di distante.
Da Bruxelles pare arrivino solo richiami al rigore, all’austerità e conseguenti minacce di sanzioni e punizioni. Siamo convinti che per battere la crisi occorra più Europa, attraverso un rilancio del metodo comunitario, insomma accanto alle politiche di rigore vogliamo vedere anche l’Europa della solidarietà. Siamo convinti che la politica di coesione possa giocare un ruolo importante nel rilanciare la crescita in Europa pur nella consapevolezza che da essa non possano attendersi effetti immediati. In ogni caso siamo fiduciosi, Presidente Barroso, per quanto si potrà fare in direzione della ripresa della nostra Europa con il prossimo periodo di programmazione delle risorse comunitarie, alla cui elaborazione noi Regioni ed enti locali d’Europa vogliamo partecipare a pieno titolo.
Presidente della Regione Umbria (Intervento alla sessione plenaria del Comitato delle Regioni d’Europa, cui ha preso parte il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso)

