Mario Mariano

di Mario Mariano

Come arrivare alla mèta con il fiato grosso; come dilapidare in una manciata di minuti un cospicuo capitale; come tornare al successo dopo una sconfitta ed un pareggio e tirare un lunghissimo sospiro di sollievo. Perugia-Pro Vercelli può essere raccontata in cento modi diversi, ma stringi-stringi restano i tre punti e un po’ di fifa blu. Non è una novità: vincere in scioltezza non fa parte del calcio; anche nelle partitelle di metà settimana contro le giovanili, se non c’e concentrazione si rischia di fare figuracce. Sul 3-0, Camplone ha pensato di regalare qualche minuto di passerella a chi stava al suo fianco, con la differenza che i cambi effettuati da Scazzola si sono rivelati utili alla causa, assai meno quelli del tecnico pescarese.

Perugia-Pro Vercelli: la cronaca

Le interviste

Due le novità in campo ed in panchina; una prevista alla vigilia (il ritorno a tempo pieno di Lanzafame) e il ritorno in panchina di Ivan Provedel, dopo qualche turno in tribuna. Proprio sotto la tribuna stampa ha preso posto Marco Amelia, al quale un cronista ha chiesto le ragioni della sua esclusione dalla rosa: «Sono influenzato», è stata la laconica risposta. Lanzafame è sembrato come ingabbiato nel primo tempo, e fortemente a disagio è sembrato anche Fabnho, costretto a partire dalla linea difensiva e, di conseguenza, dimezzato in partenza.

Fotogallery della gara – Lo spettacolo della Nord

Ordinata, orgogliosa e piena di buona volontà: questo si è può dire della Pro Vercelli sia quando Bani ha infilato la sua porta pressato da Ardemagni, sia quando si è trovata sotto di tre gol ed ha auto il sussulto che gli ha fatto sognare un rocambolesco pareggio. Per venire a capo della partita, c’e stato bisogno che proprio Lanzafame ed Ardemagni ritrovassero l’orgoglio e l’attimo giusto per mandare in crisi gli ingenui difensori della formazione piemontese. Il quarto d’ora finale farà capire a Camplone che i cambi sono una risorsa solo quando chi va in campo riesce ad impiegare un attimo per trovare il ritmo giusto.

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Pagellone interattivo il miglior Grifone

Koprivec: Solo una ingenuità macchia un’altra prestazione di rilievo, quando sul finale teme di provocare un rigore e la sua uscita è morbida. Sprocati ne approfitta e lo sloveno protestando rimedia anche un cartellino giallo. Su Ardizzone, poco prima, aveva compiuto il miglior gesto tecnico della partita. Voto: 7-

Goldaniga: Finisce in apnea anche lui, che pure è stato l’ultimo ad arrendersi, visto che lottava con successo anche dopo i tre gol di vantaggio. Il caotico finale abbassa la media sua e di quasi tutti i suoi compagni. Voto: 6

Comotto: Vannini al nostro fianco ci confida che non rinuncerebbe mai né a lui né a Lanzafame. E’ capace di ostacolare chiunque con le buone o con le cattive. Nel finale mostra la corda, ed è costretto ad arrendersi anche lui. Voto: 6+

Hegazy: Tiene la posizione e si conferma un pilastro nel gioco aereo. In difficoltà solo nel palleggio a terra e nel seguire l’azione offensiva. Ma è chiaro che il suo arrivo va giudicato decisivo nell’assetto difensivo della squadra. Voto: 6+

Faraoni: Si è inserito con facilità e si conferma elemento dotato tecnicamente, con accelerazioni propositive sulla fascia destra. Sa entrare in area di rigore con relativa facilità, e questo è un grande merito. Voto: 7-

Verre: Il minimo sindacale, esce dalla partita per molti tratti, per riemergere con tocchi e tocchetti. Non incide. Voto: 5.5 (dal 19′ st Nielsen: fatica tanto per mettersi in moto. Appare spaesato e con un passo diverso dai compagni. Poi anche lui prova a costruire qualcosa di buono e ci riesce. Voto: 6-)

Fossati: Partenza lenta, geometrie non proprio importanti, salvo crescere nella ripresa con iniziative degne di questo nome. Bello il gesto di dedicare il rigore trasformato a Falcinelli, rigorista della squadra. Voto: 6.5

Nicco: Il migliore a centrocampo, una spanna sopra tutti nel primo tempo, tra i pochi a capire che occorreva metterla sulla battaglia e non giocare solo di fino. Meritava di restare in campo fino in fondo. Voto: 7- (38′ st Taddei: non riesce ad entrare in partita. Voto: ng)

Fabinho: Pochi al mondo saprebbero coprire con uguale capacità la fascia da cima a fondo, con continuità. Lui resta nella media, a disagio quando parte da dietro, decisivo quando si avvicina alla porta avversaria. Voto: 6+

Ardemagni: Capace di restare senza rifornimenti per tanto tempo, ma poi di trovare la zampata giusta che doveva dare la sicurezza. Doveva. Voto: 6.5 (dal 26′ st Falcinelli: calata la tensione, diminuiscono le probabilità di fare passerella. Voto: ng)

Lanzafame: Primo tempo anonimo, come gli servisse riscaldare i muscoli. Ripresa decisiva con il suo solito ardore agonistico che gli fa guadagnare il rigore dopo la respinta di Russo su una sua bordata da vicino. Si impappina anche lui nel finale. Peccato. Voto: 6.5

Camplone: Sì, l’importante era il ritorno al successo, ma la sofferenza è stata troppa. Per lui e per i tifosi. Le sostituzioni sono di routine e non meditate. Voto: 6