di Mario Mariano
Uno striscione sugli spalti del Del Duca con l’immagine di Costantino Rozzi, il pirotecnico presidente dell’Ascoli della serie A, ci ha fatto tornare in mente una trasferta del Perugia in terra marchigiana che poteva costare nientemeno che la panchina di Ilario Castagner. L’avvio del primo campionato nella massima serie fu davvero in salita, e quella trasferta rappresentò una vera svolta: Aldo Agroppi, pur a distanza di cosi tanto tempo, la ricordo la ricorda sempre volentieri, perché fu lui a dare a Novellino il pallone del primo goal, al quale fece poi seguito Vannini che chiuse definitivamente i conti.
Ecco, quasi 40 anni dopo il goal di Sprocati, arrivato all’ultimissimo tuffo, può avere la stessa importanza, seppure in contesti diversissimi. Un flop allora come oggi avrebbe rappresentato la prosecuzione di una fase di stallo, e lo stesso 0-0 avrebbe rilanciato le polemiche con l’ambiente di Frosinone. Ecco perché il pallone in fondo alla rete di Russo, ha sparigliato i giochi, per restituire quella fiducia a lungo invocata da Camplone, tornato eroe perché ha avuto l’intuizione di lanciare Sprocati al posto di Eusepi, ripagato in maniera generosa.
Un Camplone tornato a parlare dopo qualche settimana di riflessione, esaustivo nell’individuare nelle aspettative, a lui del resto note, della piazza come motivo scatenante di una pressione troppo forte che ha finito per condizionare i suoi. Si può non essere d’accordo, ben sapendo il sobrio condottiero che dopo i play off dello scorso anno, l’obiettivo da centrare – dovendo sempre migliorarsi – è la promozione diretta. La carota da lui usata, rispetto al bastone che diversi suoi colleghi usano nei confronti dei calciatori, quando i risultati latitano, è una filosofia che si sceglie e si persegue con coerenza. E di questo a Camplone va dato atto, cosi come va sottolineato che è tornato a parlare “prima” e non “dopo”, e comunque di possedere nel suo dna quell’equilibrio che lo rende diverso da molti.
L’aggancio in vetta alla classifica è dietro l’angolo, ma proprio le rocambolesche vicende del pallone fanno ipotizzare sempre di più che, per dirla alla Bosckov, la promozione sarà assegnata non appena l’arbitro avrà fischiato la fine dell’ultima partita. C’è ancora tempo per vivere altre emozioni forti, anche se quelle del De Duca, resteranno per chissà quanto tempo nei tanti che le hanno vissute dal vivo ed in diretta tv.
Koprivec: al rientro dopo la squalifica sa che deve riscattarsi e ci riesce al punto da non perdere la testa, tra i pochi nel primo tempo. Graziato da Cipriani e Colomba, salva su Tripoli al 32′. Nell’inoperoso secondo tempo, trova la concentrazione di lanciare nell’area avversaria per l’ultimo assalto al fortino marchigiano. Può bastare, ma è chiaro che di lui ci sarà ancora bisogno. Voto: 6.5
Comotto: la scrivania può aspettare, visto che rimarrà nel calcio ed ha le carte in regola per fare il dirigente. Ha idee chiare in campo e fuori, personalità da vendere, temperamento in abbondanza. In qualche ambasce subito dopo l’espulsione di Massoni, poi guida la squadra da vero capitano, suonando la carica. Voto: 7
Massoni: lo hanno capito anche i sassi quale è il punto debole della difesa ed anche l’Ascoli al primo pallone in verticale manda in crisi un difensore ancora frastornato dall’errore contro la Paganese. Cipriani stramazza a terra, ma la lentezza di Massoni è solare. Il “rosso” inguaia la squadra, ma per fortuna San Sprocati. Voto: 4.5
Scognamiglio: stessa personalità di Comotto, stessa grinta, ma lancio più preciso. Se la nave non affonda nel primo tempo è anche merito suo. Voto: 7
Conti: qualche timida iniziativa fino ad armi pari, poi fatica a raccapezzarsi, fino al momento dell’espulsione. Vero che subisce un brutto fallo da Colomba, ma la reazione produce il secondo rosso di giornata, e anche questo poteva rivelarsi decisivo. Voto: 5-
Moscati: ha gamba, come dicono gli addetti ai lavori, nel senso che non gli fa certo difetto correre lungo le corsie e poi in centro e viene da chiedersi se valeva la pena lasciarlo a riposo visto che sprigiona energia da tutti i pori ed è sagace in ogni zona del campo. Utile ed assist man. Tra i migliori: Voto: 7+ (dal 26′ st Vitofrancesco: impreziosisce lo scampolo di partita con qualche recupero e con la partecipazione ad azioni che meriterebbero di essere concluse con il goal. Da un apporto nel finale convulso ma foriero di occasioni. Voto: 6+)
Filipe: non perde mai la testa e questo giova alla squadra. C’è bisogno del suo palleggio e delle sue verticalizzazioni per risalire la corrente dopo l’inferiorità numerica. Tenta anche la conclusione senza troppa fortuna. Voto: 6.5
Nicco: tutto il meglio e tutto il peggio della sua specialissima partita: corsa, contrasti galoppate centrali, inserimenti. Tutto questo gli riesce, ma quando si tratta di calciare a rete, rigori in corsa o da posizioni favorevoli sbaglia perché portare la croce impedisce di essere lucidi al momento giusto. Voto: 6.5 (44′ st Sprocati: due palloni toccati e su uno impegna Russo e sull’altro realizza il goal che può valere la promozione. Sei minuti che possono cambiare una carriera. Si fa trovare al posto giusto nel momento giusto. Voto: 7.5)
Fabinho: a fasi alterne, ma si tenga conto che ha dovuto giocare un tempo partendo dalla linea dei terzini. Nella ripresa in alcune accelerazioni è dirompete come ai bei tempi. Più prezioso negli assist che nelle conclusioni. Voto: 6+
Mazzeo: a fasi alterne è tra quelli che faticano di più ad entrare in partita quando l’inferiorità numerica si fa sentire. Recupera nella ripresa e si segnala anche lui in zona goal, con il grande merito dell’assist per Sprocati che denotano rabbia e temperamento, qualità che a volte gli vengono negate. Voto: 6.5
Eusepi: una sola conclusione degna di un attaccante che si è superato in fatto di marcature e tanti contrasti, conditi con sponde al bacio per Nicco. Voto: 7- (dal 40′ st Sanseverino: quando va in campo deve solo portare forze fresche sperando che il fortino ascolano capitoli. Spinge da qualsiasi parte, rendendosi utile alla causa. Voto: ng)
Camplone: il condottiero non si mostra tremebondo di fronte al “rosso” di Massoni che manda in tilt la truppa. Trasmette insomma energia positiva, e alla lunga, la grande differenza tecnica delle due squadre e il ripristino della parità numerica, contribuiscono a rendere la partita a senso unico. Azzecca i cambi e questo è sempre un titolo di grande merito. Voto: 7.5
