L’ospedale della Media Valle del Tevere procede verso il suo potenziamento, rispondendo alle richieste che nel tempo i comitati locali avevano avanzato. Tra i fronti su cui si è intervenuti c’è l’attivazione, dello scorso febbraio, del Punto di orientamento locale oncologico, l’ampliamento e il trasferimento al secondo piano del Centro di procreazione medicalmente assistita (Pma) e il rinnovo delle apparecchiature di diagnostica per immagini. Lunedì mattina la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, accompagnata da alcuni consiglieri, ha fatto visita prima alla Casa di comunità di Marsciano e poi all’ospedale di Pantalla per fare un punto sui servizi e gli ultimi interventi.
Polo oncologico Il nuovo servizio oncologico è uno dei pilastri del servizio sanitario regionale. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, lo ha descritto come la prima concreta attuazione di un piano socio-sanitario regionale ancora in costruzione: «È un piano che si scrive mentre si fa». L’obiettivo dichiarato è garantire la presa in carico globale di chi riceve o sospetta una diagnosi oncologica: «Vogliamo dare il migliore e più completo trattamento sanitario possibile – ha aggiunto Proietti -. Il polo è un abbraccio alla persona che riceve, o ha il sospetto di ricevere, una diagnosi oncologica». Il punto di orientamento, che conta 62 case, orienta il paziente e lo accompagna nelle fasi in cui emergono difficoltà di inserimento nel percorso di cura.
Centro Pma Il Centro di procreazione medicalmente assistita di Pantalla è l’unica struttura pubblica dell’Umbria e una delle poche nel Centro Italia. Con i recenti interventi sono stati ampliati e ristrutturati i locali, introdotte nuove tecnologie e aumentato il personale. Il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, Antonio D’Urso, ha sottolineato la portata del servizio: «È l’unico centro pubblico dell’Umbria, in grado di garantire accoglienza e presa in carico a famiglie e coppie che non possono avere figli, ma anche a pazienti oncologici che devono differire la gravidanza e hanno necessità di raccogliere ovociti o liquido seminale. Un alto livello di qualità delle cure in condizioni di necessità». «È un’operazione di integrazione vera – chiarisce la Proietti -, è una centralità dell’azienda ospedaliera di Perugia».
Innovazione e tecnologia Sul fronte tecnologico, l’ospedale si è dotato di una Tac a 128 strati con intelligenza artificiale integrata. Il nuovo macchinario garantisce velocità di esecuzione, basso impatto per il paziente e prestazioni avanzate sulla diagnostica cardiovascolare. Un’innovazione tecnologica della diagnostica per immagini che comprende tutta la regione: infatti, da Pantalla vengono lette le diagnostiche per immagini dall’intera rete territoriale umbra.
Casa di comunità Nel corso della mattinata la presidente Proietti ha visitato anche la Casa di comunità di Marsciano, realizzata sfruttando le previsioni di overbooking strutturale per inserirvi le funzioni di una vera casa di comunità, con particolare attenzione ai consumi energetici. «È il punto dove il cittadino può recarsi e trovare tutta la sanità che ruota intorno a lui: l’indirizzo giusto, qualsiasi prestazione, h24 e molto altro», ha spiegato la presidente. Adiacente alla Casa di comunità opera l’ospedale di comunità di Marsciano, struttura che lavora in stretto contatto con essa per garantire continuità assistenziale sul territorio. Sul fronte energetico, il direttore generale della Usl Umbria 1, Emanuele Ciotti, ha precisato che la struttura, realizzata con fondi Pnrr, «contribuisce a un risparmio energetico stimato intorno al 30 per cento».










