di Mario Mariano
Marco Amelia tornato tra i professionisti dopo una lunga assenza potrà raccontare ai nipotini che «contro il Latina fu come stare in tribuna». Eppure nonostante i zero tiri nello specchio della portata, escluso il salvataggio iniziale di Hegazy, il Perugia ha ancora pareggiato. Nonostante le sei conclusioni a rete. Qualcosa non torna, o forse sì. Non tutti i pareggi sono uguali, l’ultimo è diverso sopratutto da quello del derby. La differenza sta nel fatto che fino all’ultimo secondo dei 4 minuti di recupero di Manganiello più vigile urbano che arbitro, con quel continuo sventolio di ‘gialli’ e ‘rossi’ i giovanotti di Camplone ci hanno provato. A volte con un pizzico di rabbia, a volte in maniera didascalica: cross nel mucchio e speriamo che vada bene. Fotogallery della gara
A quattro turni dalla fine i valori si rimpiccioliscono, anche se è parso evidente che il Latina è consistente in difesa, ma in attacco non ha né potenza né fantasia. Camplone era così convinto che l’avrebbe spuntata che ha tentato ad inizio di ripresa di giocarsi le tre punte, togliendo quel guerriero di Lanzafame che aveva corso per due nel primo tempo, lottato per la maglia, e tirato il meglio del suo repertorio. Ma per Camplone non è bastato. Un cambio con Verre che non ha convinto e non perché il nuovo entrato abbia fallito la prova, anzi. È solo che Lanzafame avrebbe potuto far comodo in qualsiasi zona del campo, e semmai da sostituire poteva essere Parigini, che questa volta non ha ripagato la fiducia accordata. Apprezzabile il tentativo di Camplone di voler sparigliare la partita, ma proprio l’uscita di Lanzafame ha spezzato la squadra in due tronconi,visto che Fossati da solo non poteva fare di tutto e di più.
Pagellone interattivo: il miglior Grifone
Ci sarebbe da dire di Nielsen, che Camplone ha ributtato nella mischia dopo la mediocre prestazione contro il Vicenza, ma l’ex Pescara ha fatto karakiri prendendo due “gialli” in una manciata di minuti e continuando ad essere anche per i 40 minuti in cui è rimasto in campo, un calciatore diesel. Troppa la differenza tra lui e tutti gli altri in fatto di velocità e così è spiegato come sia incappato in una serie di falli di ostruzione che lo hanno portato di filato sotto la doccia con largo anticipo. A forze in parità il Latina ha opposto buona volontà e corsa, tanta corsa, e per mantenere il pareggio ha fatto affidamento sulle intuizioni e sul coraggio di Di Gennaro. Il tournover attuato da Camplone ha convinto a metà, di sicuro uno dei verdetti dell’anticipo è che Gianluca Comotto ha ancora tanta forza nei muscoli e tanto fosforo in testa. Per capitalizzare il tre pareggi consecutivi, così come è accaduto in passato, c’è una sola soluzione: pensare a battere il Trapani.
Timeline: tutto il campionato dei Grifoni in un minuto
Amelia: Aiutato da Hegazy all’inizio, ma poi ha bisogno solo di capire che un miglior ritorno tra i professionisti non gli poteva capitare. Tiri del Latina zero. Voto: ng
Goldaniga: I piccoletti lo mettono in qualche affanno, ma poi riesce a recuperare.In ripresa rispetto a sabato scorso, ma con avversari di calibro diverso. Voto: 6+
Comotto: Guerriero alla “n” potenza, giganteggia in difesa e per farsi mancare nulla prova a lanciare i compagni (Falcinelli) o a chiudere sui calci piazzati. Voto: 7
Hegazy: la prende male l’egiziano la sostituzione, a Camplone il compito di spiegargliela. Certo è che esclusa l’ammonizione, non ha commesso errori ed anzi ha all’attivo un salvataggio davanti alla linea di porta con Amelia fiori causa. Voto: 6.5 (dall’8′ st Fabinho: galvanizzato dal goal del pareggio contro il Vicenza più che dal compleanno,lui che tira poco, si esibisce in tre conclusioni, di cui una pericolosa di testa. Voto: 6)
Faraoni: In netta ripresa rispetto alla prestazione con il Vicenza. I soliti cross azzeccati, il buon lavoro di spinta. Voto: 6.5
Nielsen: A fermarlo sarà il giudice sportivo dopo i due gialli in pochi minuti. Voto: 5–
Fossati: Non si risparmia, regista mobile, molto mobile, ora con passo felpato, ora con accelerazioni. Fatica il doppio dopo la sostituzione di Lanzafame. Voto: 6+
Lanzafame: E’ ovunque,senza risparmio di energie, ma con lucidità costante. Vicinissimo al goal a metà ripresa, ma tutto ciò che fa non gli basta per arrivare fino in fondo. Sostituzione che farà discutere ed aprire il dibattito di sempre. Voto: 7 (dall’8′ st Verre: per verticalizzare, verticalizza, ma non è sempre detto che più attaccanti ci sono in campo e più si mette alle cross l’avversario. Voto: 6)
Crescenzi: In ripresa anche lui, più sciolto nella corsa, più attento nella diagonale, e più presente in attacco. Si fa anticipare nell’attimo fatale. Voto: 6+
Parigini: Troppo in affanno, che gli produce nervosismo eccessivo. Va in confusione perché non trova la posizione e tutto diventa improvvisazione. Voto: 5+ (dal 35′ st Fazzi: un paio di volte prova ad affondare. Voto: ng)
Falcinelli: Centravanti mobile come è risaputo, le occasione le ha ma non le sfrutta. La migliore gliela offre Comotto, ma non è serata. Voto: 6
Camplone: Ai punti avrebbe vinto lui su Mark Juliano, ma i valori in campo sono così diversi che alla fine il più soddisfatto è proprio l’ex difensore della Juventus. I cambi del Latina sono stati motivati da infortuni, quelli del Perugia da scelte tecniche. Ora condivisibili, ora non convincenti. Voto: 6
