Rocco Girlanda (foto F.Troccoli)

di Rocco Girlanda*

La sinistra italiana, ed in modo particolare quella umbra, è così impegnata per la campagna elettorale che non ha trovato il tempo per dedicare la dovuta e necessaria attenzione per il Giorno del Ricordo per le vittime delle foibe e dei massacri operati dai titini nella Venezia Giulia e la Dalmazia. Quando c’è da condannare il comunismo, evidentemente, anche le massime cariche istituzionali della Regione hanno di meglio da fare.

E’ triste constatare come in occasione della Giornata della Memoria del 27 gennaio le iniziative istituzionali, nelle scuole e negli enti locali inizino una settimana prima e terminino ben oltre la giornata appositamente dedicata, come è giusto che sia; mentre quando bisogna ricordare l’uccisione premeditata di migliaia di nostri connazionali, colpevoli unicamente di essere italiani, l’evento passa sottotono. La sinistra, come sempre, applica due pesi e due misure: in pompa magna quando bisogna condannare il fascismo ed il nazismo, in seconda o terza fila quando è necessario ricordare i crimini del comunismo. Un silenzio assordante – conclude Girlanda – tanto più nel corso di una campagna elettorale dove chi aspira a governare il Paese dovrebbe dar prova di sapersi approcciare alla storia senza spirito partigiano e con la capacità di riuscire a produrre una memoria condivisa che sani le ferite della storia contemporanea del nostro Paese.

*deputato Pdl e coordinatore regionale dell’Umbria