Mario Mariano

di Mario Mariano

E’ bastato poco per capire che il Crotone, che ha tenuto a battesimo il primo calcio d’inizio fuori dagli orari canonici della storia del Curi, meritava molto più della modesta classifica con cui si è presentato in uno stadio pieno di sole, disponibile a spingere i propri eroi. Che purtroppo sono apparsi subito di cattivo genio: iniziative isolate, ritmo da pennichella, alla faccia che si era puntato alla vigilia su allenamenti con lo stesso (bislacco) orario di inizio. Troppo lenta la manovra, troppi elementi che giocavano più per se stessi che per il collettivo. In venti minuti gli allievi di Drago avevano costruito due palle goal, con Koprivec protagonista sulla seconda(conclusione di Ciano), e graziato sulla prima ( girata a lato di Claiton infilatosi nell’area piccola). Ecco se Comotto, pizzicato subito con il cartellino giallo e gli altri più esperti, hanno pensato che il Crotone si sarebbe squagliato alla distanza, si sono sbagliati di grosso. Perché il Crotone ha creduto fortemente nel blitz ed ha costretto perfino Ardemagni a retrocedere nella propria area per rendersi utile. Per vedere il primo tiro nello specchio della porta è toccato aspettare tutto il primo tempo( conclusione di Lanzafame al 41°).A forza di sperare nel calo fisico dell’avversario, ci si è avvicinati alla fine, con la convinzione che il Crotone avesse giocato una buona partita, e il Perugia sia stato tradito dall’ansia di riprendere la scalata verso i play off .Normale che alla fine i tifosi del grifo non potevano dirsi soddisfatti del risultato, ma avendo la squadra prodotto una sola conclusione con Ardemagni (che ha scheggiato la traversa): hanno fatto di necessità virtù. Quel tiro e poco altro, all’attivo, nonostante Camplone si sia agitato molto in panchina sia per qualche decisione non condivisa con l’arbitro, che per spronare i suoi e comunque procedere alle sostituzione. Ma era una squadra di pace agonistica sia quella del primo tempo che quella della ripresa; qualcuno magari ha provato a ribellarsi al tran tran, e tra questi Lanzafame. Ma la frenesia del guerriero tatuato non deve aver convinto l’allenatore, che magari avrà tenuto conto anche del calendario. Nessun dramma, ritorniamo ai discorsi più volte fatti : nonostante una imponente campagna di rafforzamento invernale, il palazzo va costruito per gradi : mai visto che si possano lavorare su due piani contemporaneamente. Fuori di metafora, centrando prima possibile la salvezza si possono costruite le basi per un ipotetico accesso ai play off. L’ambiente che conta molto nel calcio va orientato in una sola direzione, per evitare delusioni eccessive o incolpazioni dell’arbitro, che non sarà stato perfetto, ma non ha sbagliato più di tanti atleti in campo.

Koprivec: decisivo nel primo e nel secondo tempo, il suo stato di grazia continua e piace sottolineare anche la sua autorevolezza nelle uscite. Voto:7+

Hegazy: paga alla lunga l’impegno in nazionale, perché manca di continuità e costella la prestazione di passaggi sbagliati e qualche distrazione, anche se non si tratta di errori gravi. Voto:6

Comotto: c’è più poco da scoprire del suo temperamento, del suo rapportarsi con gli arbitri. Impossibile cambiare alla sua età, ed allora si prende il buono e ciò che è censurabile ( le continue proteste).Voto:6-

Mantovani: cresce a vista d’occhio, su di lui si può contare senza discutere, in virtù di un bagaglio tecnico importante, della voglia di tornare protagonista. Voto:6

Faraoni: tra i migliori, nonostante un colpo subito da Martella che sembra all’inizio limitarne i danni. Costante il lavoro sulla fascia, forse manca qualche conclusione.Voto:6.5

Fossati : a corrente molto alternata, se marcato da vicino come Drago dispone nella ripresa, entra in affanno, e non è che quando era libero avesse combinato mirabilie. Più ombre che luci. Voto:5+

Nicco: la confusione fatta persona; la paura di sbagliare gli impedisce arrivato in zona tiro di concludere. Si scarica sempre delle responsabilità più importanti. Voto:5+( dal 19 st Fazzi: parte bene, ma si disperde nella confusione generale, quando la partita era incanalata in una direzione precisa. Voto:5.5

Lanzafame: è probabile che sia uno su cui si possa aprire il dibattito , e già questo è un merito; chiaro che gli piace partire in dibrilling e cercare il compagno proprio quando non ne può fare a meno. Ma è rearttivo, propositivo, capace di battere a rete e …Fabinho si morda la lingua! Voto:6.5 (14 st Verre: dovrebbe verticalizzare o sveltire la manovra, ma come nel caso di Fazzi l’apporto non è significativo, se si escludono un paio di accelerazioni. Voto:6-

Crescenzi: apprezzate un paio di chiusure difensive quando la squadra era tutta sbilanciata in avanti. Qualche cross gli riesce, ma lo smalto non è quello dei giorni migliori. Esce con una smorfia di disappunto, chissà verso chi. Voto: 6– (dal 23 Falcinelli: dopo la doppietta del Partenio ed il posto reclamato, era normale aspettarsi di più. Ed invece si blocca al 31 preferendo il passaggio alla conclusione in diagonale. Voto:5.5

Fabinho: si spera in una sua accelerazione con 40 metri di campo e gli riesce una sola volta, nella ripresa. Chi guardava la moviola non riusciva a capire se c’era fallo o simulazione. Sbaglia un’occasione ciclopica dopo una respinta di Cordaz. In queste condizioni di forma non serve, forse ha bisogno di ritirare il fiato.Voto:5+

Ardemagni: Per battersi si batte, ma non sempre si capisce come preferisce essere servito. Una sola conclusione in porta, pochino. Voto:6

Camplone: aveva capito tutto del Crotone che aveva descritto per filo e per segno, salvo non trovare le giuste contromisure. La sensazione è che faccia girare un po’ tutti sia per il calendario che per il quieto vivere. I cambi stavolta proprio non fruttano. Voto:5.5

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