La ministro Cecile Kyenge

di Enzo Gaudiosi*

La discriminazione razziale, purtroppo non esiste solo negli stadi, ma ci sono molte persone che ancora non hanno chiaro in testa che in Italia vivono e producono reddito oltre 5 milioni di stranieri, in regola con le leggi dello Stato italiano e dunque che possono considerarsi cittadini del Bel Paese. Sembra un concetto semplice, ma c’è ancora chi non lo vuole digerire e si lancia in campagne di odio e di intolleranza, deprecabili. Cecile Kyenge non merita gli insulti di nessuno, tantomeno di Borghezio, a lei intendiamo anzi far pervenire i sentimenti di stima e partecipata solidarietà, perché ha scelto di assumersi una difficile responsabilità istituzionale, alla guida di un dicastero che deve assolutamente contribuire alla coesione sociale e alla crescita in termini culturali, umani ed economici dell’Italia.

Kyenge è italiana Borghezio non ricorda che anche il ministro Kyenge è di nazionalità italiana come lui, anche se nata a 6000 chilometri dall’Italia. Il governo Letta, con la nomina a ministro della Kyenge ha dimostrato la sua maturità politica perché solo con provvedimenti di questo genere si può essere al passo con tempi. Va ricordato che ad esempio Barack Obama, di origini keniane è oggi presidente della nazione più potente del mondo. In Francia il segretario del partito al potere, ossia il Partito socialista è Harlem Desir, anche lui nero; sempre in Francia l’ex ministro dei Diritti umani, la senegalese Rama Yade, ha rifiutato di ricevere Gheddafi durante una sua visita a Parigi. In Gran Bretagna il più grande e potente sindacato britannico (lo Union Trade) ha per leader Christian Morris, anche lui nero. A questo punto perché i nostri amici della Lega non si guardano intorno? Non possiamo sempre essere gli ultimi della classe in materia d’integrazione.

La ricerca Oggi in Italia vivono circa cinque milioni di cittadini stranieri regolari. Una ricerca fatta all’Università la Bocconi da Tito Boeri, ha dimostrato che saranno gli immigrati a pagare le pensioni dei nonni italiani: nei primi 9 mesi del 2012 hanno infatti versato nelle casse dell’Inps qualcosa come 7,5 miliardi di contributi, una cifra non trascurabile visti i tempi che corrono. Cecile Kyenge entrerà nei libri di storia della Repubblica italiana. L’Italia che condanna i «buuu» che puntualmente vengono indirizzati a Balotelli e compagni, tutti fratelli di carnagione scura dovrebbe fare altrettanto verso Borghezio quando va a spasso per le strade della sua città oppure quando tieni i comizi.

*Segretario regionale dell’Ugl

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One reply on “Cecile Kyenge non merita gli insulti di nessuno, tantomeno di Borghezio”

  1. Come in ogni battaglia democratica bisogna tenere sempre la testa alta ed essere orgogliosi di combatterla. Mai nessuno è solo: c’è sempre chi capisce ed è al fianco di chi ha ragione e qualsiasi persona che non ha paura di dimostrare che le differenze esistono solo per chi non accetta il prossimo, ha l’obbligo morale di condannare sempre questi atteggiamenti.

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