di Mario Mariano
Il pasticciaccio brutto di Pulvirenti almeno una cosa buona l’ha fatta, quella di far tornare a casa Lorenzo Del Prete. Se il terzino incursore è tornato a vestire la maglia del Grifo vogliamo credere sia avvenuto per scelta tecnica e non per obbligo contrattuale. Del Prete sta alzando il livello tecnico della squadra di Bisoli ed in più è uno dei pochi, escluso Ardemagni e Lanzafame, a vedere la porta avversaria. È stato il giocatore migliore della prima di campionato, non tanto e non solo perché ha sbloccato il risultato quanto perché ha saputo sopperire a certi limiti tattici di Fabinho sulla corsia di destra. Partita in chiaro stile bisoliano, con grande attenzione al rispetto delle distanze tra i reparti. A differenza della frenesia del suo allenatore, il Perugia è squadra che ragiona tatticamente, che ha un anima, che ha capito come un avversario, qualunque esso sia, deve essere studiato e lavorato ai fianchi prima di essere battuto magari grazie alla organizzazione sui calci piazzati. Sotto questo aspetto il Perugia è partito benissimo e viene subito da pensare il perché nella stagione scorsa non ci fosse una simile volontà di allenarsi sui calci piazzati, che fruttarono una miserie di gol e di punti. Il Como era rabberciato, ed ha pure sfiorato il pareggio, ma il cinismo del Perugia di Bisoli si concretizza quando l’avversario si scopre favorendo la profondità del gioco di Lanzafame e la capacità di Ardemagni di lanciarsi nelle praterie. La squadra è in embrione e magari non è una corazzata , ma intanto la grave sconfitta del Pescara al Picchi di Livorno autorizza a pensare che si possa insistere anche all’Adriatico, dove in ballo c’e sì la classifica ma anche e soprattutto la volontà di rivincita dopo l’esito dei play-off. Sugli spalti non mancherà Andrea Camplone, che nel frattempo avrà avuto modo di capire quali erano i punti deboli della squadra da lui allenata, ed i punti di forza di quella affidata a Bisoli. E magari si ricrederà sull’importanza di Davide Lanzafame ,appena una spanna sotto Del Prete, ma protagonista non solo sui due gol, ma anche e soprattutto nei momenti topici della partita.
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Rosati: poco lavoro, anche se in un paio di occasioni viene graziato dagli attaccanti comaschi. Conferma di aver conquistato il colpo d ‘occhio dopo tanta panchina alla Fiorentina. Voto 6+
Del Prete: qualità e quantità al servizio della squadra con l ‘aggiunta di uno stato di grazia nel centrare la porta avversaria. un goleador aggiunto sul quale Bisoli adesso può contare. Voto 7,5
Rossi: da sicuro partente a titolare praticamente inamovibile. questa non è una legge, ma un quadrifoglio pescato in un campo di grano. L ‘interessato lo ha capito e prova a meritarsi la fortuna che gli è toccato, con concentrazione ed applicazione. Voto 6,5
Volta: si evidenzia nella marcatura di Ebagua al quale lascia pochissimo. Primeggia in un reparto che subisce pochi gol e che merita fiducia ad oltranza. Voto 6,5
Spinazzola: si adatta in un ruolo non suo e non si avventura nella metà campo avversaria se non alla lunga distanza, quando il quadro tattico è cambiato. Prudente ma non grandi margini nella crescita della spinta offensiva. Voto 6,5
Rizzo: circoscrive il raggio d’azione e aumenta così la sua lucidità nei momenti importanti. Esalta il lavoro settimanale piazzando bene il passaggio a Del Prete per il gol del vantaggio. Voto 6+
Salifu: ha un gioco simile a quello di Rizzo e sembra entrato nella stima dei tifosi che lo applaudono anche quando sbaglia qualche appoggio. Centrocampista di quantità. Voto 6+
Fabinho: sembra sempre frenato, più da una condizione incerta, che dalla forza dell’avversario. Pochi spunti e nessun tiro. Voto 6- (dal 23′ st Della Rocca: al debutto, con pochi allenamenti nelle gambe, ma con la volontà di riallacciare un discorso con i tifosi alcuni fa. Ha mestiere e qualità tecniche, potrebbe essere l’uomo giusto del centrocampo. Voto 6)
Di Carmine: fatica ad entrare in partita, nei momenti clou, non ha la freddezza necessaria per piazzare il colpo vincente. Deve risalire la china, se vuole un posto al sole. Voto 5,5 (dal 18’st Parigini: rientra dopo settimane di assenza, e non ha il guizzo di sempre, ma contribuisce ai primi tre punti con tanto movimento e volontà. Voto 6
Lanzafame: più disciplinato tatticamente del solito, è protagonista nei due gol ed è l’anima della squadra. Particolare che non è sfuggito ai tifosi. Voto 7 (dal 42′ st Belmonte: n.g.)
Ardemagni: in ombra per un tempo, ha il merito di saper aspettare, senza demoralizzarsi e di mettere la ciliegina sul lancio al bacio di Lanzafame. Voto: 7
Bisoli: riesce a fare più chilometri lui nell’area tecnica davanti ala panchina che un maratoneta della domenica. Fa in modo che la squadra resti sempre in partita, che non abbia cali di tensione. Ed è un particolare di non poco conto. Voto: 6,5
