Al centro, il segretario della Cgil Mario Bravi

 Cala per la prima volta dopo molti mesi il ricorso alla cassa integrazione in Umbria. Il dato di gennaio 2013 su gennaio 2012 indica un -11,2%. Lo rende noto l’ufficio studi della Cgil. Ma il sindacato ammonisce: «Non è un segnale di ripresa». Fra l’altro, i dati Inps pubblicati da Umbria24 indicavano un andamento opposto.

Cig in calo Confrontando gennaio 2013 con gennaio 2012 risulta una diminuzione complessiva delle ore di cig pari all’11,2%, che è la sintesi di una riduzione della Cassa integrazione ordinaria del 17% della Cassa in deroga del 47,6%, mentre c’è un aumento della Cassa straordinaria del 47,6%. I lavoratori coinvolti risultano essere 12.235 di cui 6118 a 0 ore.

Risvolti negativi «Va detto – spiegano Mario Bravi e Lucia Rossi, segretario e responsabile economico della Cgil regionale – che questo dato è del tutto parziale, soprattutto per quanto riguarda la Cassa in deroga che sicuramente schizzerà in avanti nel mese di febbraio visto che sono stati realizzati accordi e richieste che coinvolgono almeno 10 mila lavoratori. Va sottolineato altresì che questo dato, in parziale controtendenza, mette in evidenza la inadeguatezza della copertura degli ammortizzatori sociali e il rischio, purtroppo, in alcuni casi, divenuto anche realtà, che le aziende passino direttamente ai licenziamenti e alla mobilità; solo negli ultimi 2 mesi del 2012 si sono registrati 1.460 licenziamenti in Umbria».

Numeri della crisi Lo spessore della crisi, del resto, secondo la Cgil, soprattutto sul terreno industriale, è sempre più profondo, tant’è che l’andamento della produzione industriale è a –6,7%. Tutti gli indicatori ci dicono che c’è un’emergenza vera sul terreno del lavoro, sia a livello nazionale che nella regione. I disoccupati continuano a crescere: solo nel 2012 siamo +21% mentre l’inflazione è a + 3%.

Senza stipendio da mesi «A questo – proseguono Bravi e Rossi – va aggiunto il numero sempre più consistente di lavoratori che continuano a prestare la loro opera senza percepire le mensilità. Vi sono casi di aziende che non erogano gli stipendi da tre o quattro mesi, in un’azienda di Perugia si è arrivati addirittura a 9 mesi. Quindi, la situazione non è più leggibile solo attraverso l’andamento della Cig. Si è aperta una nuova fase, ancora più pesante e drammatica, che continua a penalizzare il lavoro. Per questo riteniamo necessaria una politica economica e sociale alternativa che metta al centro il lavoro e l’occupazione. Solo in questo modo si può contrastare una situazione sempre più preoccupante. Il piano del lavoro per l’Umbria è la scelta giusta e necessaria».

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