Buoni i dati del 2011 sul turismo

di Ivano Porfiri

La nuova Imu, prevista dalla manovra Monti, peserà per per 416 euro su ciascuna camera di albergo. I conti sono di Federalberghi, riunita a Perugia per il III Forum sul Turismo. Da dove viene un nuovo no alla tassa di soggiorno.

Il peso della manovra «Una valutazione sulla manovra è prematura e i nostri organi non si sono ancora riuniti ma l’introduzuone anticipata dell’Imu ci tocchera e ci toccherà in maniera anche pesante». Lo ha detto il direttore nazionale di Federalberghi, Alessandro Cianella, a Perugia per il III Forum sul turismo. «Dalla prima valutazione che abbiamo fatto, sia pure sulla base dei numeri non ufficiali che sono noti – spiega Cianella –  il nostro settore avrà un incremento dalla nuova Imu anticipata di circa 142 milioni di euro rispetto all’Ici del 2010, il che significa che, tenuto conto che gli alberghi in Italia sono circa 1.100, l’aggravio medio sarà pari a circa 416 euro per camera». Dall’altro lato, per Cianella, «lascia sperare bene la deducibilità dell’Irap  ai fini di Ires e Irpef», che «sarà sicuramente un aspetto compensativo». «E’ ovvio che le valutazioni si faranno dopo la pubblicazione del decreto – aggiunge – ma il dato complessivo è che, ad appena 17 giorni dalla nascita del governo, la manovra presentata ha ricevuto un giudizio positivo sia dei mercati che da gran parte delle forze politiche, seppur con qualche maldipancia e previ eventuali emendamenti migliorativi. Il che ci dice – conclude Cianella – che la strada è questa e non si deve tornare indietro».

Buon 2011 ma futuro incerto Nonostante tutto, il turismo nel 2011 è andato in Italia e in Umbria finora meglio del 2010. «Il nostro settore – ha detto Cianella – ha fatto registrare nei primi dieci mesi del 2011 un incremento del 2,6% di presenze, composto da un +1,3 di italiani e +5,4 di stranieri. Questo significa che il nostro paese in termini di attrattività ha guadagnato posizioni rispetto all’anno precedente che era stato un anno negativo». «Certo – ha aggiunto – questo risultato è stato raggiunto grazie ad un’accorta politica tariffaria che le imprese hanno attuato a scapito però dei ricavi, erodendo ulteriormente i margini al fine di riacquisire clientela, che è la base per poi ripartire». Per il futuro, il direttore di Federalberghi sottolinea che «il contesto generale avrà sicuramente ricadute anche sul settore turistico per cui che cosa accadrà è davvero una grossa incognita». Cianella annuncia un primo bilancio di Federalberghi sull’andamento della stagione invernale il 16 dicembre. «Finora – conclude – le prenotazioni languono, per colpa anche dell’andamento metereologico, ma dobbiamo avere un atteggiamento positivo, di fiducia».

Umbria col segno più Federalberghi dell’Umbria giudica «interessanti» i segnali sul turismo relativi al mese di ottobre, tanto da far prevedere, se il periodo delle festività natalizie non si scoprirà deludente, un bilancio di fine anno con il segno positivo. E’ emerso a margine del III Forum del Turismo, in corso a Perugia, dedicato al tema “Recessione o rilancio – Le sfide del turismo in Umbria”. I dati regionali relativi al periodo gennaio-settembre 2011 parlano di una variazione positiva, rispetto allo stesso periodo del 2010, dell’8,33% nel numero degli arrivi (8,96 nella provincia di Perugia) e del 7,57% nelle presenze (9,97 per cento nella provincia di Perugia). A tirare la ripresa sono soprattutto gli stranieri, che hanno fatto registrare un aumento, sempre nello stesso periodo del 2011, dell’11,93% negli arrivi e del 9,43 nelle presenze. Questo, però, secondo Federalberghi, non è sufficiente a ridare ossigeno e fiducia alle imprese, poiché «i dati relativi all’occupazione media, che nel 2010 era al 29,9% per la ricettività alberghiera, risultano appena scalfiti dal maggior numero di arrivi».

No alla tassa di soggiorno Un «No» deciso alla tassa di soggiorno arriva da Vincenzo Bianconi, presidente Federalberghi della provincia di Perugia, che sottolinea come «bisogna invece trasformare l’Umbria da un luogo di passaggio ad un luogo di soggiorno, aumentando così i bassissimi indici di permanenza media, e combattere l’abusivismo in tutte le sue forme». «L’Umbria del turismo – per Bianconi – si trova oggi ad un bivio. La sfida del 2012 sarà infatti quella di far imboccare alla regione la strada giusta, superando la contraddizione per cui ad una timida ripresa del settore, documentata dalle statistiche su arrivi e presenze, si accompagna ancora un problema di bassa redditività per le imprese, che devono fare i conti con un indice di occupazione media tra i più bassi in Italia».

Non più terra di passaggio «L’Umbria deve essere percepita non più come luogo di passaggio, ma come luogo di soggiorno», sostiene Bianconi. «E per fare questo occorre uno sforzo congiunto molto importante. Le imprese devono fare la loro parte, cercando di comprendere come cambia il mercato turistico, proponendo una offerta esperienziale interessante, segmentando le proposte turistiche per incontrare sempre di più le esigenze dei clienti. Ma altrettanto devono fare le istituzioni, a tutti i livelli, se vogliono cogliere tutte le potenzialità che questo settore offre allo sviluppo». Ai comuni, Bianconi ribadisce un no deciso alla tassa di soggiorno. «La tassa – dice – renderebbe il territorio umbro meno competitivo sul mercato nazionale ed internazionale. Le strutture ricettive non intendono diventare gli unici sostituti d’imposta mentre tutti gli altri settori economici, che beneficiano degli effetti del turismo, ne risulterebbero esenti».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

2 replies on “Turismo, Federalberghi: «L’Imu costerà 416 euro a camera. No alla tassa di soggiorno»”

  1. Gli alberghi, che sono delle imprese, possono scaricare l’IMU come costo d’azienda, cosa impossibile invece per i propietari di abitazione (escluso chi affitta).

Comments are closed.