Le bandiere dei sindacati ai cancelli della Trafomec (Foto U24)

di Angela Rotini

A otto mesi dalla firma del ‘doloroso’ accordo che, in cambio del sacrificio di quasi la metà dei lavoratori, ha permesso di mantenere il sito produttivo di Tavernelle, tornano ad addensarsi pesanti nubi sul futuro degli ex dipendenti della Trafomec. A mettere in allarme chi a quel ‘patto’ aveva deciso di dare fiducia accettando di firmarlo, la notizia del dichiarato fallimento, il 23 dicembre scorso, da parte del Tribunale di Milano, della Trafoitalia Spa. Una notizia che inevitabilmente fa crescere preoccupazione e incertezza nei lavoratori che in questi mesi sono rimasti diligentemente sospesi nell’incertezza, in attesa che quell’accordo venisse rispettato da parte dell’azienda. Ma ora la preoccupazione aumenta, la tolleranza diminuisce e la pazienza vacilla nei lavoratori. A crescere, invece, è la rabbia e, insieme a questa, la ricerca di risposte concrete alle loro domande. «Siamo assolutamente determinati affinché l’accordo che è stato sottoscritto mesi fa venga rispettato in tutte le sue parti e in modo integrale – afferma il segretario della Camera del lavoro di Perugia, Vincenzo Sgalla -. La prossima settimana, durante le assemblee, incontreremo i lavoratori, sia quelli che sono fuori dall’azienda, sia quelli che ancora sono all’interno. Poi, successivamente, presumibilmente il 14 gennaio, ci sarà un incontro in Regione, alla presenza della stessa azienda».

Rispettare gli impegni «Noi per quella data – prosegue Sgalla – ci aspettiamo che gli impegni presi siano già stati rispettati. Quando si firma un accordo si prendono degli impegni e gli impegni devono essere mantenuti. I dirigenti della Trafomec devono sapere che per quanto ci riguarda o l’azienda o loro devono rispondere su quello che hanno sottoscritto, senza se e senza ma». E i punti centrali sono due: i soldi, che dovevano già essere arrivati da mesi ai circa 60 lavoratori che hanno accettato di perdere il lavoro e che ad oggi non hanno ancora visto un euro (da luglio-agosto dovevano, secondo il patto, iniziare a ricevere le sei rate con buonuscita, tfr ed emolumenti vari); e la pianta organica, con l’accordo che parla di 120 reintegri ma che attualmente è fermo a poco più di 100, con una ventina di lavoratori a ‘bagnomaria’ che aspettano da mesi la chiamata. «Noi avevamo un accordo con l’azienda – spiega Cristiano Alunni, segretario della Fiom Cgil di Perugia -. Questa azienda, pur se fallita, aveva un’altra azienda che si era fatta portavoce di una garanzia. Noi dobbiamo trovare risposte per le 120 assunzioni e per il pagamento di quanto spetta ai lavoratori. Per questo chiediamo che quell’accordo venga onorato e rispettato. Il 9 gennaio incontreremo i lavoratori e siamo pronti a riprendere iniziative di protesta».

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