La Tk-Ast di Terni (Foto U24)

All’indomani dell’operazione ‘Acciaio d’oro‘ che ha fatto scattare le manette ai polsi di 6 persone accusate di aver rubato materiali a Tk-Ast, le organizzazioni sindacali tornano alla carica chiedendo un Protocollo sugli appalti che assicuri, non solo la qualità delle ditte esterne, ma anche trasparenza ed efficienza.

LA VERTENZA AST

Consiglio di fabbrica Tk-Ast Venerdì mattina nella sala adiacente l’infermeria del sito siderurgico è andato in scena un consiglio di fabbrica a cui hanno partecipato Rsu e segretari provinciali. Al centro del tavolo non la riorganizzazione di Tk-Ast e l’inchiesta della procura di Terni sul traffico di materiali ferrosi. In questo senso, le sigle in una nota hanno, prima, manifestato «piena fiducia per l’operato della magistratura» e, poi, ricordato che «da tempo era stato chiesto alla direzione aziendale maggiore attenzione rispetto alle politiche di approvvigionamento e di gestione delle materie prime, nonché sulla natura di alcuni appalti».

LA STORIA DI AST IN UN MINUTO

Segreterie provinciali: «Serve protocollo appalti» Da qui a rialzare il pressing sulle istituzioni sulla definizione di un protocollo d’intesa il basso è stato breve. «Le indagini degli inquirenti rafforzano la necessità di arrivare alla sottoscrizione di un protocollo in grado di garantire maggiore trasparenza, efficienza ed efficacia sugli appalti, al fine di raggiungere gli obiettivi strategici per la competitività produttiva e qualitativa del sito». E anche in un’ottica di tutela delle maestranze Tk-Ast che ogni giorno con «diligenza e onestà», svolgono le proprie mansioni, le segreterie provinciali «ritengono fondamentale il percorso di acquisizione delle giuste e corrette informazioni».

Rsu impiegati: «Piano ferie forzate illegittimo» A parlare a margine del consiglio di fabbrica sono poi anche le Rsu degli impiegati e dei dirigenti Tk-Ast, lavoratori per i quali la dirigenza aziendale ha fatto scattare il piano ferie forzate che, in buona sostanza, prevede almeno un giorno di riposo settimanale, al fine di smaltire il monte ore arretrato che in molti casi raggiunge anche quota 500 giorni. La reazione degli oltre 600 impiegati è netta:  «La disposizione – scrivono in una nota – non risponde alla corretta applicazione delle regole contrattuali e di legge, motivo per cui ne chiediamo una immediata revisione». Ma non è tutto: «Denunciamo atteggiamenti di natura discriminatoria e intimidatoria assunti dall’azienda nei confronti di alcune figure impiegatizie, atti che oltre a essere inaccettabili, generano un grave e controproducente innalzamento del livello di tensione negli ambiti lavorativi».

Riorganizzazione Tk-Ast Alla direzione aziendale, il consiglio di fabbrica ha inviato a margine della riunione una comunicazione con cui, in sintesi, si chiede di chiarire aspetti di meriti e metodo propedeutici alla ripresa degli incontri previsti per la riorganizzazione (produzioni a freddo inox-titanio, Lac, acciaieria e servizi,aree Logistica, laboratori e controllo qualità, vigilanza e infermeria). Prima del nuovo confronto, che potrebbe andare in scena giovedì, dovrebbe essere convocare un’assemblea dei lavoratori a cui i sindacati dovranno, verosimilmente, presentare la proposta di riorganizzazione che poi approderà sul tavolo dei vertici di Tk-Ast.

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