Lucia Morselli

«I primi segnali sono incoraggianti e ci inducono a pensare di avere intrapreso la strada giusta». Ha mostrato ottimismo e ribadito l’intenzione di rispettare l’accordo del 3 dicembre, l’amministratore delegato di Tk-Ast Lucia Morselli, davanti alla commissione industria del Senato. Ad ascoltarla anche alcuni senatori umbri, da Gianluca Rossi a Valeria Cardinali del Pd, fino a Stefano Lucidi del M5s. Un ottimismo, per la verità, che stride con i segnali che arrivano dalla fabbrica e la richiesta di sacrifici che stanno affrontando i lavoratori di acciaierie e ditte fornitrici.

LA VERTENZA AST

«Se tensioni stop a ordini» Rispondendo ai commissari, Morselli ha parlato del superamento delle tensioni. «Voglio essere chiara – ha tuttavia puntualizzato -. Se tornano, anche piccole e leggere, non avremmo mai più ordini. La credibilità dell’Ast, dopo il forte sciopero e il lungo negoziato, è legata ad un filo». Attualmente, ha aggiunto, «c’è una forte preoccupazione delle più grandi aziende del mondo che sono spaventatissime dal fatto che tensioni possano ritornare». Tensioni equivale a scioperi: «Sono stati una grande ferita per l’industria europea con un impatto diretto sul lavoro e sugli occupati in Europa» in quanto «sono state fermate linee di produzione delle più grandi aziende in Italia e in Europa». «Ora – ha spiegato – la nostra preoccupazione più grande è dimostrare al mercato che le difficoltà e i momenti di tensione sono finiti. L’accordo è applicato e si sta applicando per quanto riguardo l’integrativo. Le tensioni sono passate. Penso che nei prossimi 2-3 mesi dobbiamo superare qualsiasi posizioni individuali».

LA STORIA DI AST IN UN MINUTO

Produzione e linea da Torino Sulle quote di mercato, Morselli ha riferito: «Prevediamo che la produzione possa tornare a un milione di tonnellate verso aprile, non prima di aprile. Ma senza ordini non produciamo». In mezzo il passaggio della linea a freddo da Torino. «Il trasferimento della linea di lavorazione a freddo da Torino a Terni sarà completato nel giro di 12-14 mesi e determinerà una crescita della capacità produttiva superiore al 20%».

LUCIDI (M5S) E ROSSI (PD) INSODDISFATTI

Sconto energia La risalita è però subordinata ad alcune condizioni, come i prezzi dell’energia. Morselli ha esplicitamente detto che «il Governo sta lavorando per estendere lo sconto sul costo dell’energia per i grandi consumatori. Se questo sconto non sarà esteso ai grandi consumatori come l’Ast, a quelli del settore della chimico o della carta, ci saranno grossi guai». In cifre 20 milioni di euro in più l’anno. Anche sul fronte della riduzione delle emissioni, Morselli chiede aiuti: «I grandi paesi, come la Germania, la Francia e la Spagna stanno aiutando le loro aziende a limitare le emissioni. L’Italia non ha applicato ancora la direttiva Ue». L’ad sollecita anche misure ‘antidumping’ nei confronti della Cina e degli altri paesi asiatici».

Le ambizioni dell’Ast Morselli ai commissari ha sottolineato che «il gruppo Acciai Speciali Terni è oggi il secondo produttore di acciai speciali d’Europa, e produce il 50% dell’acciaio inox (cioè inossidabile) italiano. Un gruppo industriale leader per le innovazioni tecnologiche e produttive, per il rigoroso controllo della qualità, per i risultati della ricerca metallurgica, per l’accurata assistenza tecnica ai clienti». La qualità storica del sito ternano, per Morselli, insieme a «un adeguato recupero di efficienza e affidabilità, una maggiore attenzione alla qualità e una certezza di continuità operativa permetteranno di scalare in poco tempo la classifica dei produttori e candidarsi a diventare i primi fornitori in Europa. Le nostre ambizioni sono chiare e non le nascondiamo».

Perdite da risanare Tutte rose e fiori? No di certo. «In cinque anni – ha rimarcato l’ad – l’Acciaierie Speciali Terni ha accumulato perdite per circa un miliardo, e oggi il primo obiettivo resta quello di riportare l’azienda entro i binari della profittabilità. Il traguardo immediato non è tanto la crescita del fatturato, a condizione che si mantengano le attuali quote di mercato. Lo sforzo che viene richiesto a tutta l’azienda è di tornare rapidamente alla profittabilità per essere in grado di fare nuovi e importanti investimenti. Sono gli obiettivi che abbiamo prefissato nell’accordo sindacale siglato lo scorso 3 dicembre e approvato grazie ad un’ampia maggioranza dei lavoratori. Accordo che prevede una riorganizzazione operativa significativa, il mantenimento di livelli produttivi concorrenziali, nonché investimenti capaci di aumentare produzione e competitività».

Il “dialogo” con le ditte fornitrici Morselli, confermando i legami forti con il territorio, ha affermato la necessità di «ricostruire un rapporto che si basi su una collaborazione forte, trasparente e capace di guardare al futuro». Ma qui la nota dolente della ricontrattazione delle forniture. «Stiamo dialogando – ha detto – in maniera proficua con le aziende fornitrici del territorio per rafforzare legami e collaborazioni ,puntando a definire insieme obiettivi di crescita e di sviluppo, nella tutela e nel rispetto dei diritti delle parti. Ora ci aspetta un periodo molto delicato per il rilancio. Dobbiamo lavorare per consolidare i rapporti commerciali esistenti e aggredire nuovi mercati».

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