«L’iniziativa nasce direttamente dalla popolazione e non ha carattere politico o partitico. Non è promossa contro un’amministrazione comunale né a favore di una determinata forza politica, ma intende rappresentare esigenze quotidiane, concrete e da tempo avvertite dai residenti delle frazioni interessate». Questa la precisazione dell’avvocato del Foro di Terni, Roberto Chiaranti, relativamente alla petizione avviata dalle frazioni del Comune di Baschi per l’aggregazione al Comune di Montecchio.
I cittadini delle frazioni di Morre, Morruzze, Acqualoreto, Collelungo e Vagli hanno infatti avviato una petizione popolare per chiedere l’avvio del percorso istituzionale diretto al distacco di tali territori dal Comune di Baschi e alla loro contestuale aggregazione al Comune di Montecchio. Le ragioni – è spiegato in una nota – riguardano principalmente la conformazione geografica del territorio, la maggiore vicinanza delle frazioni a Montecchio, i collegamenti stradali e l’accesso ai servizi essenziali e di prossimità.
Molti residenti si rivolgerebbero già abitualmente al territorio di Montecchio per servizi scolastici, sanitari, postali e commerciali, oltre che per numerose attività sociali, associative ed economiche. Tra le comunità interessate e Montecchio esistono inoltre – è spiegato – legami familiari, storici e culturali consolidati. La richiesta mira quindi a verificare se sia possibile rendere i confini amministrativi maggiormente coerenti con la realtà geografica e con la vita quotidiana della popolazione, migliorando la prossimità, la tempestività e l’efficienza dei servizi pubblici. Con la petizione si chiede al Comune di Baschi di discutere formalmente la proposta in Consiglio comunale, adottare una deliberazione motivata e avviare un confronto istituzionale con il Comune di Montecchio e con la Regione Umbria.
La petizione chiede anche che venga affrontata espressamente la questione relativa all’articolo 44 della legge regionale Umbria n. 14 del 2010 e alla soglia demografica dei 3.000 abitanti, senza lasciare che un tema così importante sia risolto attraverso interpretazioni generiche o meramente informali. L’obiettivo non è dividere le comunità, ma dare voce ai cittadini e verificare, attraverso gli strumenti democratici previsti dalla legge, quale organizzazione amministrativa possa rispondere meglio alle effettive esigenze delle frazioni. La partecipazione alla petizione è libera e prescinde da qualsiasi appartenenza politica. Tutti i cittadini interessati sono invitati a informarsi, confrontarsi e contribuire in modo civile e consapevole al percorso avviato. La raccolta firme avrebbe già superato il 60% della popolazione maggiorenne residente.
