Alvaro Caponi e la società agricola Le Mole hanno presentato un ricorso amministrativo al Tar per l’Umbria lo scorso 28 agosto contro il Comune di Narni. Il motivo è legato alla procedura avviata dall’amministrazione per la co-progettazione e valorizzazione del sistema ‘Gole del Nera – Borgo di Stifone – Le Mole’.

Proprietà privata Secondo i ricorrenti – che hanno impugnato l’avviso pubblico del 13 luglio -, il Comune avrebbe esteso la ricerca di associazioni ed enti del terzo settore per gestire la zona de Le Mole, ad aree di proprietà della società agricola che ci lavora regolarmente. Il Comune cioè avrebbe incluso i terreni privati nel progetto senza avvisare, contattare o chiedere il permesso al proprietario. La richiesta al Tar, in via cautelare, è quella di sospendere l’efficacia della procedura con riferimento alla co-progettazione e gestione dell’area e, nel merito, di annullare gli atti impugnati, integralmente oppure nella parte relativa a Le Mole.

Piattaforma Particolare attenzione viene dedicata anche alla ‘Piattaforma’: nell’avviso del Comune viene attribuito alla struttura un valore d’uso annuo a regime di 104mila euro, nell’ambito di un valore d’uso complessivo dell’apporto pubblico quantificato dall’amministrazione in 390mila euro annui. A detta dei ricorrenti, questa si trova sul terreno di proprietà di Caponi e il suo inserimento nella procedura sarebbe avvenuto senza preventiva interlocuzione con il proprietario. «Questa piattaforma, tra l’altro – argomentano -, è stata costruita solo per scopi tecnici – controllo del fiume e attività di manutenzione – e non per scopi turistici come vorrebbe fare il Comune».

Gara Infine, secondo i ricorrenti, tutta la procedura non è una vera collaborazione con gli enti del terzo settore, bensì assomiglia a un bando di gara con punteggi, soglie minime e sanzioni economiche. La richiesta al Tar è quella di valutare le caratteristiche del progetto, anche alla luce della natura collaborativa che dovrebbe caratterizzare la co-progettazione con gli enti del Terzo Settore. La società fa sapere di avere altresì chiesto,al Tribunale amministrativo regionale, una verifica o consulenza tecnica d’ufficio per accertare l’esatta individuazione catastale delle aree, la disponibilità giuridica della piattaforma da parte del Comune, la conformità dell’opera ai titoli edilizi, la sua destinazione funzionale originaria e le effettive condizioni di stabilità e sicurezza rispetto all’uso pubblico programmato.