Con due figli, uno al primo anno delle medie e uno al primo delle superiori, il ritorno sui banchi può costare a una famiglia quasi 3 mila euro. Mancano pochi giorni all’inizio del nuovo anno scolastico e – secondo l’osservatorio nazionale di Federconsumatori – per molti genitori italiani quel 14 settembre significa solo grandi spese. Ogni anno l’osservatorio monitora infatti i costi del corredo scolastico e dei libri di testo e, per quello che verrà, il rincaro medio è del 2,3 per cento rispetto al 2025, raggiungendo quasi i 700 euro per alunno solo per i materiali.

I dati Complessivamente la spesa per i materiali scolastici per tutto quest’anno ammonta ad almeno 673 euro per ciascun alunno nel caso in cui si debba rinnovare completamente il corredo. Stando al rapporto però non si tratta di un aumento generalizzato (del 2,4 per cento) rispetto al 2025, ma con alcuni articoli che costano anche di meno, e altri – come zaini e quadernoni – aumentati anche di oltre il 40 per cento. Dove li si acquista incide molto: le cartolibrerie rimangono i negozi con i prezzi più elevati con una crescita dei costi medi del 2,3 per cento, sopratutto per zaini e astucci; online invece le offerte sono migliori, ma è il canale in cui si registrano i rincari percentuali medi più forti rispetto all’anno scorso: fino al 5,6 per cento.

Zaini e borse Una delle voci in cui si incontrano gli aumenti più importanti è proprio quella degli zaini; se si sceglie quello hi-tech online con powerbank per ricaricare i propri dispositivi si può arrivare a spendere anche più di 100 euro, con un aumento dei prezzi del 29 per cento rispetto al 2025. La situazione non migliora comprandoli fisicamente in cartolibreria, dove il costo raggiunge i 130 euro, il 14 per cento in più dello scorso anno. Gli zaini a trolley, cioè con le ruote e la maniglia simil valigia, diminuiscono nella grande distribuzione e online, ma costano di più in cartolibreria, dell’11 per cento, 129 euro; fino a 139 euro se è trolley e anche hi-tech. Infine, per quello da asilo, più piccolo, l’amento è del 14 per cento, arrivando quasi 40 euro per quelli ispirati ai cartoni animati più celebri; diminuisce il prezzo invece per quelli più semplici, che costano meno nella grande distribuzione e in cartolibreria, ma di più online. Per chi preferisce la tracolla, quella di marca aumenta soprattutto online: da 55 a 60 euro, salendo del 9 per cento, più alti del 4 per cento invece nei supermercati e stabile in cartolibreria a circa 60 euro.

Astucci e cartoleria Sul fronte degli astucci, il 2026 è meglio del 2025, anche se non mancano alcune eccezioni. L’astuccio pieno dei cartoni animati – con penne, matite colorate e pennarelli – scende del 9 per cento nella grande distribuzione e del 6 per cento in cartolibreria, mentre online cresce del 7 per cento; quello dedicato a squadre sportive o serie tv, pieno, cala invece in tutti i canali d’acquisto, tra il 5 e il 9 per cento. In controtendenza l’astuccio sport o serie tv vuoto, che in cartolibreria aumenta del 13 per cento fino ai 25 euro. Più importante l’aumento dei prezzi della cartoleria: il quadernone acquistato online passa da 1,39 a 1,99 euro, segnando un aumento del 43 per cento, il più alto del rapporto, mentre il quaderno normale cresce del 10 per cento online e del 5 per cento in cartolibreria. Per le matite colorate da 12 pezzi, infine, i prezzi salgono del 7 per cento online (6,55 euro) ma diminuiscono del 2 per cento nella grande distribuzione (7,90 euro) e del 6 per cento in cartolibreria (9,40 euro).

Libri A pesare sul portafogli delle famiglie però non saranno solo i materiali, ma anche, e sopratutto i libri di testo. Secondo le stime di Federconsumatori, nel 2026 per ogni studente si spenderanno in media 545,66 euro per i testi obbligatori e due dizionari, con un aumento dell’1,6 per cento rispetto al 2025. Il calcolo viene effettuato prendendo in considerazione le adozioni di testi scolastici di diverse classi delle scuole superiori di primo e di secondo grado, sia licei che istituti tecnici. I costi indicati sono relativi ai libri nuovi; acquistando i libri usati, invece, si risparmia oltre il 29 per cento. A sostenere le spese maggiori sono i genitori degli studenti delle classi prime: per chi inizia le medie il costo medio di libri e due dizionari raggiunge i 561 euro, l’1,2 per cento in più rispetto allo scorso anno, portando il conto complessivo con anche il corredo a ben oltre mille euro. Per uno studente al primo anno delle superiori, invece, libri e quattro dizionari costano mediamente 805,15 euro, in calo dello 0,5 per cento, ma sommando al corredo si arriva anche a 1.478.75 euro.

Dispositivi tecnologici Dopo libri e corredo, anche la digitalizzazione di tantissimi processi accademici presenta il conto alle famiglie; la scuola digitale di oggi richiede una dotazione tecnologica a volte fondamentale per uno studente. Federconsumatori calcola che al costo ‘tradizonale’ si debbano aggiungere almeno altri 421 euro per computer, webcam, microfono, antivirus e programmi di base, oltre ai costi per una connessione internet dedicata. E anche qui nel 2026 i prezzi sono alle stelle: un computer fisso parte da 419 euro, il 15,11 per cento in più rispetto al 2025, mentre per un tablet servono almeno 189 euro, quasi il 10 per cento in più. I software per scrittura, posta elettronica e fogli di calcolo possono arrivare a 145,90 euro, con un aumento del 33,85 per cento nella fascia più alta. Dispendiosa novità quest’anno è l’intelligenza artificiale: un abbonamento a una piattaforma Ai può costare da 276 a 2.748 euro. Per risparmiare rimane l’alternativa dei dispositivi rigenerati che, secondo l’associazione, permettono di limitare i costi di oltre il 38 per cento.

Aiuti alle famiglie A livello nazionale il ministero dell’Istruzione e del Merito ha stanziato 139 milioni di euro per il nuovo anno, destinati agli studenti delle scuole dell’obbligo e delle superiori con Isee inferiore a 15 mila euro. I fondi, distribuiti tra le regioni, potranno essere utilizzati per contributi alle famiglie o per la fornitura dei libri in comodato d’uso. All’Umbria sono stati assegnati circa 1,32 milioni di euro dallo Stato, ai quali la Regione ha aggiunto quasi 313 mila euro propri nell’ambito del Programma annuale per il diritto allo studio 2026. Per il 2026/27 è inoltre previsto un cambiamento nelle modalità di sostegno, con l’obiettivo di superare progressivamente il meccanismo che costringe le famiglie ad anticipare la spesa per poi ottenere il rimborso. Al riguardo, Federconsumatori sostiene si tratti di «misure sicuramente positive, ma spesso non sufficienti a coprire costi di entità così elevata», aggiungendo che oggi servano contributi rivolti anche «in misura progressiva, ai redditi medi che hanno visto ridursi in maniera drammatica il proprio potere di acquisto in questi anni».