Oltre 220 imprese tra Norcia, Cascia e Preci devono essere delocalizzate. È stato avviato dalla Regione l’iter per formalizzare la richiesta di delocalizzazione delle attività le cui sede sono state danneggiate e rese inagibili dal terremoto. Contestualmente la giunta regionale ha approvato un atto per la formalizzazione della procedura online per la richiesta di un’indennità di 5 mila euro per i titolari di partita Iva, lavoratori autonomi e imprenditori che abbiano sospeso l’attività

Oltre 220 imprese da delocalizzare Il punto è stato fatto martedì a Norcia dal vicepresidente con delega allo sviluppo economico, Fabio Paparelli, che ha incontrato gli amministratori della cittadina di San Benedetto, dove dovrà essere trovata una sistemazione a 201 imprese, di cui 34 nel paese di Castelluccio per le quali va comunque avanti il progetto con Nestlé-Perugina e il ministero delle Politiche agricole. In particolare soltanto a Norcia è emersa la necessità di delocalizzare 22 tra ber e ristoranti del centro, 55 negozi sempre all’interno delle mura castellane, 28 attività appena fuori dal borgo, sette imprese fin qui con sede nelle frazioni, 19 attività di servizi e 36 studi professionali.

Paparelli: «Intesa con le imprese per attuazioni» Più contenuti i danni a Cascia e Preci dove la delocalizzazione sarebbe necessaria, rispettivamente, per dieci e tredici esercizi. «Le domande potranno essere presentate fino al prossimo 10 febbraio – ha sottolineato il vicepresidente – al fine di consentire una ricognizione puntuale e formale delle esigenze». In base all’ordinanza del commissario per la ricostruzione Vasco Eranni, sono state definite quattro modalità distinte di delocalizzazione: in altro edificio agibile; nel lotto di pertinenza o nelle immediate vicinanze; in strutture unitarie completamente realizzate dalla regione; in aree urbanizzate allo scopo. «A partire da questi giorni – ha detto Paparelli – saranno contattati i titolari delle attività per perfezionare le domande attraverso un’apposita modulistica. Alla luce della ricognizione definitiva, si procederà all’attuazione d’intesa con le stesse imprese, attraverso una fase di ascolto e condivisione».

Si può richiedere l’indennità di 5 mila euro Il vicepresidente ha poi spiegato che l’esecutivo di Palazzo Donini ha poi spiegato che sarà operativa nel giro di qualche giorno la piattaforma online per la compilazione della domanda relativa alla richiesta dell’indennità di 5 mila euro riconosciuta a partite Iva, lavoratori autono e imprenditore che abbiano sospeso l’attività: «I tecnici – ha aggiunto Paparelli – stanno lavorando per rendere disponibile la piattaforma da domani, giovedì 2 febbraio. Il meccanismo permetterà alla Regione di interfacciarsi direttamente con l’Inps che provvederà alla liquidazione dell’indennità. La Regione sta sensibilizzando le autorità nazionali – conclude il vicepresidente – affinché possa essere valutata l’estensione della misura dei 5 mila euro anche per il 2017 per le aziende inagibili e la possibilità di riconoscere il danno indiretto per i settori del turismo e del commercio, nell’intera regione perché – evidenzia – in attesa che il piano di comunicazione elaborato da Enit dia suoi frutti e la ricostruzione venga avviata, le nostre imprese hanno bisogno di ammortizzatori sociali per guardare con un po’ di serenità all’immediato futuro»

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