Un sit-in davanti alla Sangemini

di Marco Torricelli

Tra apprensione e qualche ‘fuga in avanti’ che ha rischiato di minare la sofferta unità sindacale; il 24 settembre, data entro la quale il gruppo Norda dovrebbe presentare il proprio piano industriale relativo alla Sangemini, si avvicina.

L’assemblea Mercoledì mattina a San Gemini si è svolta un’assemblea – indetta da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, unitamente alle Rsu – che è servita, anche, a ricompattare – o almeno a provarci – il fronte, dopo che nelle ultime settimane si era registrata qualche frizione tra le varie sigle, «complice anche il persistente clima di incertezza che si registra in fabbrica – spiega un sindacalista, che preferisce non alimentare le polemiche – e che può aver fatto sorgere qualche malinteso anche tra di noi».

Il documento Tanto che, alla fine, è stato approvato un documento unitario nel quale si ribadisce che «i lavoratori non intendono attendere il passare dei giorni in un clima di totale incertezza che genera forte preoccupazione, alimentando voci e illazioni che poco hanno di veritiero o corrispondente alla realtà dei fatti. Sindacati e lavoratori ribadiscono la necessità di arrivare ad una soluzione industriale per la salvaguardia del sito produttivo e di tutti i lavoratori».

La richiesta «L’attuale proprietà di Sangemini, che ha portato alle gravi difficoltà economiche, finanziarie e produttive del sito, non garantisce più una seria interlocuzione. Per questo l’auspicio è che l’attuale proprietà lavori seriamente per garantire la ripresa industriale e la continuità produttiva in funzione del progetto di acquisizione da parte del gruppo Norda». Nel chiederlo, i sindacati ribadiscono che per loro è «fondamentale il mantenimento del perimetro aziendale come lo conosciamo attualmente, compreso il parco, la Sangemini Fruit e l’Amerino, insieme ai 136 occupati».

Le istituzioni Un argomento ‘delicato’ è, senza dubbio, quello relativo alle concessioni: «Teniamo a sottolineare che ad ogni passaggio di proprietà, il rilascio delle concessioni è stato sempre legato al mantenimento dei livelli occupazionali e che questo dovrà valere anche per il futuro», specificano i sindacati. «In particolare si intende chiarire una volta per tutte che il giudice, le istituzioni, gli istituti di credito e le organizzazioni sindacali devono lavorare insieme per poter garantire una prosecuzione dell’attività lavorativa».