di Marco Torricelli
Lavoratori davanti ai cancelli delle acciaierie. Uno striscione e volantini da distribuire. Scene già viste. Ma, stavolta, quelli dell’Ast i volantini li ricevono. Perché a darli sono i lavoratori della Sangemini. Che incassano, e non potrebbe essere altrimenti, una solidarietà non formale, ma sostanziale. Perché anche anche alle acciaierie la tensione è altissima.
I lavoratori «Noi siamo preoccupati – dice Gabriele, che sta uscendo alla fine del primo turno – ma voi lo siete certamente di più, vista la situazione. Tenete duro, resistete. Noi sappiamo cosa significa rischiare di perdere il lavoro». Luisa, giovane impiegata stagista è fatalista: «Noi, certo, non possiamo che esprimere la nostra vicinanza a queste persone, che magari a casa hanno una moglie e dei figli – dice – ma chi deve risolvere il problema è altrove».
La Regione Lunedì mattina, infatti, della cosa si è parlato in consiglio regionale, con l’assessore Vincenzo Riommi che ha aggiornato l’aula sugli sviluppi della situazione, ricordando che «nel mese di febbraio è stata presentata una domanda di concordato e sembrava che vi fosse la possibilità di una soluzione positiva, visto l’interessamento formale manifestato dal prioritario gruppo nazionale (il gruppo Norda; ndr) a rilevare la Sangemini e ad assumere il concordato in continuità produttiva. Ormai dieci giorni fa, questo interessamento si è formalmente chiuso». Il rilievo di queste ore, ha detto Riommi, «è perché è motivo di rabbia per un verso, ed è motivo di fiducia per un altro, proprio perché si stanno appalesando di nuovo ulteriori elementi di interessamento da parte di soggetti importanti, e questo fa rabbia perché rischiamo di perdere un’azienda che invece dimostra di avere una potenzialità, visto che viene riconosciuta, dall’altra parte dà speranza per il continuare a lavorare».
I tempi Sempre lunedì mattina i sindacati sono stati ricevuti, di nuovo, dal prefetto di terni, perché, spiega ancora Riommi, «si sta cercando di accertare la possibilità, prevista dalla legge, di una corretta interpretazione dei termini di proroga, che permetterebbe di avere un margine, non una proroga, un margine già definito per effetto della sospensione delle ferie giudiziarie, di ulteriori giorni che potrebbero permettere l’innesco di questa nuova soluzione positiva. Quindi auspichiamo che l’azienda presenti questa mattina stessa l’istanza di accertamento diretto a definire il termine esatto di scadenza della procedura e ovviamente nel pieno rispetto dell’autorità competente, che è quella del Tribunale, si inneschi quel riconoscimento che permetta di avere questo tempo a disposizione»
La proprietà Il problema è che l’attuale proprietà della Sangemini pare non abbia presentato alcuna richiesta al tribunale ed il giudice Paola Vella si troverebbe così nella scomoda posizione di dover prendere una decisione tanto importante e delicata (dichiarare il fallimento dell’azienda o concedere l’ulteriore tempo richiesto) senza alcun input da parte di chi, almeno teoricamente, dovrebbe essere interessato più di chiunque altro alla cosa.
La Cgil Oltre che davanti ai cancelli dell’Ast, i lavoratori della Sangemini hanno distribuito i propri volantini anche in alcuni supermercati di Terni: «Riteniamo fondamentale – affermano Sara Palazzoli, segretaria generale della Flai Cgil dell’Umbria, e Attilio Romanelli, segretario generale della Camera del lavoro di Terni – un pronunciamento positivo del tribunale sulla proroga, per creare le condizioni per l’ingresso di un nuovo soggetto, visto che esistono concreti interessamenti da parte di gruppi industriali». Ma i sindacati richiamano anche l’attuale proprietà alla massima responsabilità, «al fine di creare le condizioni necessarie a garantire un futuro a questo fondamentale presidio produttivo per il territorio».
