In Umbria sono state 9.946 le lavoratrici che nel 2025 hanno richiesto il bonus mamme da 40 euro mensili. Altre 2.396 risultano interessate dall’esonero contributivo previsto per le madri con almeno tre figli. Sono i due numeri che fotografano la platea regionale delle misure nazionali a sostegno delle lavoratrici con figli, mentre l’Inps prepara l’avvio delle domande per il contributo 2026, che sale a 60 euro mensili per un massimo di 720 euro.
I dati permettono di distinguere due strumenti che spesso vengono sovrapposti. Il primo è un contributo economico riconosciuto dall’Inps su domanda. Il secondo è uno sgravio sui contributi previdenziali a carico della lavoratrice, riconosciuto direttamente in busta paga alle dipendenti con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato, nel rispetto dei requisiti previsti. Le due platee non sono quindi intercambiabili e rispondono a condizioni differenti.
Nel 2025 il bonus da 40 euro mensili ha raggiunto a livello nazionale 650.098 beneficiarie, pari al 6 per cento delle occupate. Le titolari dell’esonero contributivo sono state invece 179.169, l’1,7 per cento delle lavoratrici occupate. In Umbria il confronto restituisce 9.946 richieste per il bonus monetario e 2.396 posizioni per lo sgravio.
La novità per il 2026 è contenuta nella circolare Inps del 16 ottobre. Il contributo sale da 40 a 60 euro per ogni mese di attività lavorativa utile, fino a un massimo di dodici mensilità. Il pagamento è previsto in un’unica soluzione a dicembre. Il beneficio è destinato alle lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato, con esclusione del lavoro domestico, e alle autonome, comprese le professioniste iscritte alle casse previdenziali, con reddito da lavoro non superiore a 40 mila euro annui.
Per le madri con due figli, il bonus spetta alle lavoratrici dipendenti, sia a tempo determinato sia indeterminato, e alle autonome, comprese le professioniste, purché il figlio più piccolo non abbia compiuto dieci anni. Per le madri con almeno tre figli, invece, il contributo è destinato alle autonome e alle dipendenti a tempo determinato. Le dipendenti a tempo indeterminato possono beneficiare, in presenza dei requisiti previsti, dell’esonero contributivo distinto dal bonus monetario. Il contributo non è imponibile ai fini fiscali e contributivi e non concorre alla determinazione dell’Isee.
Le domande dovranno essere presentate attraverso il portale Inps, utilizzando l’identità digitale, oppure tramite patronati e Contact center. L’Istituto deve ancora comunicare la data di apertura del servizio. Il pagamento a dicembre riguarderà le mensilità spettanti nel corso del 2026, entro il limite massimo previsto.
Resta poi il passaggio al 2027. La legge di Bilancio 2025 aveva previsto un esonero contributivo parziale per le lavoratrici madri con almeno due figli e reddito da lavoro entro 40 mila euro, ma l’attuazione della misura è stata rinviata. Per il prossimo anno sarà quindi la legge di Bilancio a definire la continuità del sostegno e la sua eventuale trasformazione in uno sgravio contributivo. L’ipotesi di un bonus monetario portato a 80 euro mensili, circolata nei giorni scorsi, resta da verificare e non costituisce una misura approvata.
Per le lavoratrici umbre, il passaggio da 40 a 60 euro rappresenta un aumento del 50 per cento dell’importo mensile rispetto al 2025. Il beneficio massimo annuo sale da 480 a 720 euro, con un incremento potenziale di 240 euro per chi possiede i requisiti per tutte le dodici mensilità. La portata complessiva dell’intervento dipenderà però dal numero di domande accolte e dai mesi effettivamente riconosciuti a ciascuna beneficiaria.
