Asm (foto Rosati)

C’è disappunto e preoccupazione per «l’idea della proprietà di privatizzare in parte l’azienda». A dichiararlo sono le Rsu di Asm che in una nota si scagliano contro l’ipotesi di vendita a cui gli esponenti comunali starebbero pensando. «L’unico motivo – spiegano – per cui il Comune vuole privatizzare Asm è quello di fare cassa».

Il bilancio è positivo «Asm chiude ormai da anni i suoi bilanci in positivo facendo utili. Le paventate necessità di fare cassa per dare ad Asm capitali da investire per eventuali e futuri interessi di crescita, risultano pertanto incomprensibili». Questa la premessa con i rappresentanti sindacali fanno il punto della situazione economica che riguarda la controllata al 100 per cento dal Comune.

Core business I sindacati si spingono poi anche oltre: «Asm sarà di fatto monopolista nel suo core business per i prossimi 15/20 anni e non si capisce quale possa essere la concorrenza che tanto si teme. Per intenderci, Asm si è aggiudicata la gara, insieme a Cosp Tecnoservice per la gestione del ciclo dei rifiuti per i prossimi 15 anni, ugualmente si è aggiudicata la gara per la gestione del ciclo idrico per 30 anni, ne restano 16. Asm è inoltre proprietaria delle reti elettriche di cui fa la manutenzione».

Ritardo nelle bollette La Rsu rilanciano poi sul discorso dei pagamenti e dei ritardi che l’amministrazione avrebbe accumulato. «Basterebbe – si legge nella nota – che chi ha grossi debiti nei confronti di Asm li pagasse, ad esempio il Comune di Terni, proprietario di Asm , che da circa 12 mesi è latitante nel rispetto dei pagamenti delle bollette Tari versate dai cittadini, con l’accumularsi di un debito di svariati milioni di euro, che farebbero comodo al miglioramento della gestione aziendale. Asm non è una banca, ma a quanto pare come tale viene usata, prima per sostenere gli investimenti del servizio idrico integrato, con un’esposizione di decine di milioni di euro, ripagati in parte e poi con la restituzione in 17 anni a rate, proprio come per una banca, ed ora per sostenere i costi dell’avvio della gestione dei rifiuti della provincia».

Il piano «Oggi – concludono le Rsu – vendendo parte di Asm il Comune avrà qualche decina di milioni di euro in più per tappare i buchi di bilancio, domani i cittadini di Terni non avranno più un pezzo di Asm, ma si troveranno lo stesso con i problemi di bilancio del Comune. Questa è una storia che si  ripete, purtroppo».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.