Il sindaco Wladimiro Boccali (foto F.Troccoli)

di Iv. Por.

Slitta a settembre il pagamento della Tasi per quei comuni che non hanno ancora deliberato. Per gli altri si paga regolarmente entro il 16 giugno. Ad oggi, in Umbria hanno deliberato sulle aliquote Tasi solo 12 comuni su 92. Si tratta di Assisi, Bastia, Cannara, Città di Castello, Gualdo Tadino Spello, Torgiano, Monte S.Maria Tiberina, Scheggino e Sant’Anatolia di Narco in provincia di Perugia; Alviano e San Venanzo in quella di Terni. Per gli altri se ne riparlerà dopo l’estate, molti con nuove giunte comunali.

Il rinvio La prima rata della nuova tassa sui servizi indivisibili, che sostituisce l’Imu, ma che graverà anche sulle prima case e anche sugli inquilini, come spiegato da Umbria24, dunque slitta. L’ufficialità, dopo le pressanti richieste dell’Anci, arriva con una nota del ministero dell’Economia: «Dopo aver incontrato l’Anci, per venire incontro da un lato alle esigenze determinate dal rinnovo dei consigli comunali, e dall’altro all’esigenza di garantire ai contribuenti certezza sugli adempimenti fiscali, il Governo ha deciso che nei Comuni che entro il 23 maggio non avranno deliberato le aliquote la scadenza per il pagamento della prima rata della Tasi è prorogata da giugno a settembre. Per tutti gli altri Comuni la scadenza per il pagamento della prima rata della Tasi resta il 16 giugno».

Pressing dell’Anci Per ottenere il rinvio l’Anci ha fatto leva sulla confusione che regna per stabilire le aliquote, ma anche sulla spending review, che sobbarca gli enti locali di (sostiene l’Anci) circa un miliardo di ulteriri tagli e non 360 milioni come calcola il governo. «La Tasi – aveva affermato Boccali prima del rinvio – è l’entrata fiscale più importante per i Comuni e rappresenta non un’entrata aggiuntiva bensì sostitutiva, e spesso più bassa, dei trasferimenti agli enti locali che nel frattempo sono stati pesantemente tagliati. Nonostante questo se ne chiede il rinvio per la poca chiarezza sulle aliquote». Il Comune di Perugia, come molti altri, non le ha ancora deliberate. «Farlo a pochi giorni dal voto – afferma Boccali – sarebbe stato solo un’operazione elettoralistica. Ci mancano ad oggi troppi dati per poterlo fare, a partire da quello sul ripartizione del Fondo. Avremmo definito un bilancio impreciso che non voglio fare».

Previsioni impossibili Sulle intenzioni il sindaco sottolinea la volontà di «rimodulare le aliquote cercando di sostenere i ceti più deboli e le imprese artigiane». Su quanto si pagherà «è impossibile fare previsioni attendibili: in alcuni Comuni si pagherà meno dell’Imu, in altri di più».

Romizi: mossa elettorale Sull’argomento interviene anche il candidato del centrodestra di Perugia Andrea Romizi. «Il non deliberare l’aliquota Tasi entro il 23 maggio, così rinviando tutto ad un’unica rata di fine anno – dice -, è una voluta omissione di scarsissima trasparenza. Evidentemente questa amministrazioneha in animo l’ennesima stangata che vuole evitare di far conoscere prima del voto».

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