L'intervento di Catiuscia Marini

In questi anni di crisi, il “Pil del tabacco” è cresciuto mediamente dal 2010 del 4,5% annuo e continuerà così almeno per i prossimi cinque. Alla faccia di si batte per lo stop al fumo e a chi, con il disaccoppiamento degli aiuti comunitari, non molti anni fa preconizzò la morte del settore che, parola della presidente Catiuscia Marini «resta un punto importante della nostra agricoltura e dell’economia dell’Umbria». Se ne è discusso a “Coltiviamo il futuro”, l’iniziativa organizzata dalla Philip Morris Italia nella sede della Deltafina di Ospedalicchio, a Bastia Umbra e che ha visto protagonisti i tabacchicoltori di Umbria e Veneto, le organizzazioni agricole e istituzioni nazionali e locali.

Investimenti in Umbria La multinazionale a luglio ha firmato il memorandum di intesa con il Governo in virtù del quale si impegna ad acquistare il tabacco italiano fino al 2020 con un investimento complessivo di circa 500 milioni. «Pensiamo che nei prossimi cinque anni il settore del tabacco in Italia avrà un grande sviluppo – ha spiegato il presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, Eugenio Sidoli – ed è per questo che, sulla scia dello straordinario lavoro svolto insieme negli ultimi anni, abbiamo deciso di rinnovare con Coldiretti un legame che ci legherà in maniera ancora più stretta al mondo dell’agricoltura». «Un accordo importante – gli ha fatto eco Roberto Moncalvo,presidente di Coldiretti – perché unisce la certezza della qualità del prodotto al rispetto per l’ambiente e allo slancio per l’innovazione».

Marini: «Tutela salute ma anche economia» Per la Regione, presenti la presidente Catiuscia Marini e l’assessore all’Agricoltura, Fernanda Cecchini. Marini ha sottolineato come gli investimenti fatti «sono particolarmente importanti perché essi contribuiscono a dare maggiore tranquillità e sicurezza all’intero settore. Inoltre è altrettanto importante che il rapporto tra le grandi industrie di trasformazione del tabacco e il mondo della coltivazione e produzione goda di una certa stabilità. Pur consapevoli della centralità della tutela della salute dei cittadini – ha aggiunto – non possiamo però non considerare che nel nostro Paese, come in tutta Europa, si producano e si vendano prodotti da tabacco che se non coltivato qui, dovrebbe essere importato da Paesei che non offrono la qualità delle nostre produzioni. Per questo ritengo che vada riaperto con la Commissione europea il confronto sulle tematiche legate al tabacco, evitando una contrapposizione rigida, ma al contrario per favorire un confronto in sede europea che tenga insieme la tutela della salute dei cittadini e la difesa delle nostre produzione di tabacco, che sono un pezzo importante anche della economia del nostro Paese e della nostra regione». Cecchini ha voluto invece rivendicare alla Regione Umbria «il merito di aver visto approvato il proprio Piano di sviluppo rurale, consentendo di aprire i termini per gli aiuti al settore già per l’anno in corso. Un piano che ancora una volta valorizza la centralità del comparto del tabacco e attraverso la misura ‘agroambientale’ consente agli imprenditori tabacchicolo di poter beneficiare di consistenti risorse pubbliche per il sostegno all’innovazione, agli investimenti, alle infrastrutture e alla formazione».

Normative più restrittive Durante l’incontro si è discusso a lungo sui temi delle nuove regolamentazioni e sulle ricadute per il mondo della coltivazione. Un argomento molto attuale, vista anche la Direttiva 2014/40/UE, che dal maggio 2016 imporrà una serie di norme restrittive che avranno un profondo impatto per tutto il comparto italiano, dai produttori di tabacco greggio all’intera filiera. Tra queste la stretta sull’uso degli ingredienti nei prodotti del tabacco alle immagini scioccanti sul pacchetto. Certi Paesi stanno addirittura pensando all’ipotesi di adozione del “pacchetto generico” per i prodotti del tabacco, una misura che imporrebbe un colore neutro e uguale per tutti i pacchetti di sigarette, che sarebbero così senza più brand. «Il pacchetto anonimo – ha commentato Roberto Moncalvo – rischia di vanificare l’impegno delle aziende produttrici di tabacco per la tutela della qualità e per una crescente sicurezza».

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2 replies on “Tabacco, settore in espansione fino al 2020. Marini: «Importante per economia umbra»”

  1. Brava…quindi l’Umbria dovrebbe farsi conoscere per la sua qualità del tabacco…..
    ma mi faccia il piacere.
    Si sbrighi piuttosto a spingere e promuovere tutte le IGP possibili ed immaginabili che creano un marchio e un valore alle aziende e all’agricoltura Umbra realmente .
    Senza incentivi UE non esisterebbe quel tipo di agricoltura e inoltre il tabacco serve per fare le sigarette che fanno venire il cancro!!
    Può solo sperare che legalizzino le droghe leggere almeno potremmo produrre anche Maria dalle verdi colline dell’Umbria….
    Senza parole….

  2. La Valtiberina umbro-toscana è ai primi posti per l’incidenza dei tumori nella popolazione, i pesticidi utilizzati negli ultimi 40 anni hanno letteralmente fatto terra BRUCIATA, non si vede più un lombrico, la piana del Tevere è ridotta come la pianura Padana se non peggio e questi cosa ci vengono a dire? che vogliono valorizzare ulteriormente le coltivazioni più inquinanti invece di incentivare le riconversioni verso la biodiversità e riduzioni dei fertilizzanti chimici. Vergogna!!

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