Oltre il 60 per cento dei visitatori del centro storico di Terni si fermano in zona per oltre un’ora. Durante la settimana il 49% delle presenze in centro ha più di 55 anni. Nel weekend la presenza dei giovani aumenta di circa il 30 per cento. Questi dati, all’apparenza positivi, sono stati estratti da Confcommercio Terni, che nel giugno del 2024 ha disposto la piattaforma tecnologica Cities per rilevare in tempo reale i flussi di persone non residenti, classificandoli per età, provenienza geografica e tempo di permanenza. L’analisi racconta una città con potenzialità ancora inespresse e alcune criticità strutturali su cui è urgente intervenire.
Età Il dato più significativo – illustra Confcommercio in una nota stampa – riguarda la composizione anagrafica dei frequentatori: durante la settimana, il 49 per cento delle presenze in centro ha più di 55 anni. Una presenza dominante quindi quella degli over 55, che convive con una quota più bassa della fascia 35-44 anni – identificabili come famiglia – che registra un’incidenza stabile ma contenuta, pari solo al 13 per cento lungo tutto l’arco della settimana. Il weekend offre però una parziale inversione di tendenza: la presenza di giovani nella fascia 18-34 anni cresce in media del 30 per cento, segnale che il centro sia per i giovani una destinazione serale o festiva.
Permanenza Sul fronte della permanenza, il 60 per cento dei visitatori si ferma in centro per un massimo di un’ora, e di questi il 26 per cento non supera i 15 minuti. Numeri che dimostrano visite rapide e funzionali, difficilmente riconducibili a una frequentazione legata allo svago o al consumo. La piattaforma Cities mostra quindi un quadro preoccupante sulla capacità attrattiva di Terni al di là dei suoi confini amministrativi.
Turismo La maggior parte degli eventi organizzati in città ha una connotazione fortemente locale. Infatti, dall’analisi di Confcommercio emerge che il pubblico proviene quasi esclusivamente da Terni e dalla provincia, mentre la presenza di visitatori regionali o da altre province resta marginale. Particolarmente critica appare anche la mancata integrazione tra i flussi turistici della Cascata delle Marmore, principale attrattore della zona, e il centro urbano. Per Confcommercio Terni il centro cittadino non può reggere sulla sola offerta commerciale. Accanto a negozi, bar e ristoranti servirebbero servizi pubblici efficienti, spazi culturali, attività formative, luoghi di aggregazione e nuove forme di socializzazione.
Pubblico – privato In questa direzione si inserisce il Protocollo d’intesa per la rigenerazione urbana – sottoscritto lo scorso anno tra Confcommercio e il Comune di Terni – che individua nella pianificazione partecipata e nella collaborazione pubblico-privata le leve fondamentali per il rilancio. L’obiettivo è costruire strategie integrate e pluriennali, capaci di andare oltre la durata del singolo mandato amministrativo, che mettano in relazione riqualificazione urbana, manutenzione degli spazi pubblici, sicurezza, verde, eventi e sostegno all’economia di prossimità.
