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Stagioni anomale e mosca dell'olivo mettono ko raccolto: «Produzione -80%, servono aiuti»

Non fanno i conti solo con un inverno e un’estate anomale, i produttori oleari dell’Umbria che quest’anno hanno anche subito un massiccio attacco da parte della mosca dell’olivo, un insetto che sta causando danni per centinaia di migliaia di euro alle aziende agricole. Il risultato è un crollo del livello produttivo che in alcuni casi farà registrare flessioni anche dell’80% sulla produzione del 2013.

Stagioni anomale e mosca dell’olivo mettono ko raccolto A lanciare l’allarme è Coldiretti Umbria che con una lettera indirizzata all’assessore regionale Fernanda Cecchini ha segnalato gravissimi danni alla campagna olearia in corso e, questo il punto, chiesto a palazzo Donini di studiare misure di intervento a sostegno delle imprese danneggiate. «La particolare virulenza dell’attacco della mosca dell’olivo – scrive l’associazione di categoria – sta compromettendo molte aziende e tanti produttori che raccolgono per autoconsumo con conseguenze anche per le realtà che costituiscono l’indotto del settore, vale a dire cooperative e frantoi» che in Umbria sono circa 250 a fronte di 7.5 milioni di piante di olivo coltivate su circa 27 mila ettari di terreno.

Produzione giù anche dell’80% Il quadro è talmente disperato che Coldiretti non fatica a parlare di una «vera e propria calamità che si abbatte sul territorio dopo una stagione invernale ed estiva quantomeno anomale che soltanto in Umbria fanno stimare un calo produttivi con picchi in alcuni territorio del 70-80%». La batosta, insomma, è di quelle pesanti e considerando che anche in Spagna è atteso un dimezzamento del raccolto, l’incubo per Coldiretti «è l’invasione di olive provenienti dal Nord Africa e del Medio Oriente che non sempre hanno gli stessi requisiti qualitativi e di sicurezza».

Coldiretti chiede a Cecchini misure a sostegno di aziende agricole Da qui la richiesta di individuare non solo «strumenti idonei a sostenere le imprese agricole» in questa difficile stagione, rivolta in particolare all’assessore Cecchini, ma anche, e qui il tiro è di più ampio spettro, «di applicare le importanti modifiche alla disciplina introdotta dalla legge Salva olio approvata nel febbraio 2013 sotto il pressing della Coldiretti che contiene misure di repressione e contrasto alle frodi e di valorizzazione del vero Made in Italy».