di Chiara Fabrizi
Alla fine, per il comparto rifiuti della Vus spa, sarà spin-off. Questa la soluzione pensata dalla task force tecnica composta dai direttori generali dei 22 comuni del Folignate e dello Spoletino. Al momento si tratta solo di un atto di indirizzo politico, nell’attesa che le giunte e i consigli comunali si pronuncino sulla sensibile questione. Il dossier presentato ai sindaci opta per la costituzione di una nuova società dedicata esclusivamente all’igiene urbana, in cui almeno il 40% delle quote dovranno finire nelle mani di un privato che, naturalmente, sarà individuato con un’apposita gara di evidenza pubblica.
Manovra-bis del governo Berlusconi La posta in palio è alta e la partita, l’ingresso di un privato nella gestione dei rifiuti di oltre 120 mila umbri, è delicata, delicatissima. E loro, i 22 sindaci dell’Ati3, hanno tergiversato non poco nella speranza che qualche ritocchino, nel metodo e nei tempi, arrivasse dalla nuova manovra. Ma così non è stato, tant’è che quanto decretato il 13 agosto dalla manovra-bis del governo Berlusconi è rimasto valido: nei rifiuti serve l’ingresso di un privato. Ergo le alternative sono due: affidamento in toto del servizio con una gara di evidenza pubblica oppure ingresso di un socio in Vus (o in una nuova società creata ad hoc solo per il comparto rifiuti) con un quota non inferiore al 40%. Insomma, grandi operazioni, per di più in tempi stretti. Sì, perché tutto deve essere pronto entro il 31 marzo 2012, quando per legge decadranno gli affidamenti attuali. E proroghe bandite.
Per i direttori generali deve essere spin-off La patata bollente era già passata ai 22 city manager del Folignate e dello Spoletino chiamati a studiare, non più di un mese fa, i pro e i contro delle due opzioni messe sul tavolo dal governo e, quindi, suggerire la soluzione più idonea. Un dossier corposo in cui si passano al setaccio, in ambedue le ipotesi, vantaggi e svantaggi. E alla fine, dopo tre settimane di studi i 22 direttori il loro verbo lo hanno pronunciato: spin-off del comparto igiene urbana, costituzione di una nuova società e ingresso di un privato con quote comprese in una forbice tra il 40 e il 49%.
Mega-convocazione: 22 consigli comunali a rapporto Ma naturalmente il risultato dell’indagine dei city manager è solo un atto di indirizzo politico e non un provvedimento ufficiale. A quello infatti dovranno pensarci i 22 consigli comunali, chiamati a discutere ed approvare, entro il 31 dicembre 2011, lo spin-off del comparto rifiuti. E in questa direzione muove la mega-convocazione, in programma per mercoledì pomeriggio a Trevi, di tutti i consiglieri comunali dei municipi interessati. Un incontro preliminare nel corso del quale i primi cittadini presenteranno una sorta di informativa generale sulla sensibile questione.
L’altra alternativa: affidamento in toto del servizio E se i rappresentanti eletti nel corso della discussione si mostreranno decisamente poco propensi a far passare la linea proposta dai dg e sposata dai sindaci, nulla esclude che si possa tornare a contemplare l’altra soluzione prevista dal decreto legge del 13 agosto, vale a dire l’affidamento in toto ad un privato del servizio di igiene urbana. In questo caso, verrebbe indetta una gara a evidenza pubblica allo scopo di individuare, sulla base delle fredde regole del mercato, il soggetto più idoneo a gestire il comparto rifiuti dei 22 comuni. Naturalmente alla gara potrebbe partecipare anche Vus, ma è evidente che multiutility più potenti e a volte anche quotate in borsa, come la romana Acea o la genovese Amiu, sarebbero in condizioni di presentare un’offerta economica decisamente più vantaggiosa che, inutile dirlo, rischierebbe di mettere fuori gioco la tanto cara Vus. Risultato: si sgonfierebbe e si svaluterebbe una delle società più pesanti del territorio.
E la gestione del gas? Più ambiguo, almeno per il momento, il futuro del servizio di distribuzione del gas. Anche questo servizio non è stato fatto salvo dal decreto legge del 13 agosto, tuttavia qui i tempi sarebbero decisamente più lunghi. A quanto è dato sapere, però, è molto probabile che quanto sta accadendo in questi giorni intorno alla gestione dell’igiene urbana potrebbe, alla fine del prossimo anno, interessare anche la fornitura e la distribuzione del gas. Insomma, anche qui c’è la possibilità di un ingresso come socio di minoranza di un privato o, in alternativa, l’affidamento in toto del servizio. Ma si vedrà.
Addio a Tia e Tarsu, preparatevi alla «service tax», la Res Dulcis in fundo nella penultima assemblea dell’Ati3 i 22 hanno disposto che dovrà essere avviato un percorso graduale di omogenizzazione per la tariffa unica di ambito. Ad oggi infatti nei comuni dello Spoletino e del Folignate c’è ancora chi applica la Tarsu (19 municipi) e chi la Tia (3 municipi). Tuttavia la manovra Monti, confermando quanto già disposto dal decreto sul federalismo municipale, ha proceduto a introdurre la cosiddetta «service tax», chiamata Res acronimo di Rifiuti e servizi, che dovrà essere operativa a partire dal primo gennaio 2013, anche se i regolamenti dovranno essere pronti entro la fine di ottobre 2012, cioè tra meno di un anno. Si tratterà di un tributo (non di una tariffa) che i cittadini italiani, dunque non solo i 120 mila umbri dell’Ati3, pagheranno per la gestione dei rifiuti e dei cosiddetti servizi indivisibili come sicurezza, illuminazione, polizia locale e così via. Insomma, la rivoluzione sui servizi «pubblici» è in arrivo. Preparatevi.

