Gli operai Thyssen in corteo (foto U24)

Si è parlato anche di Terni alla conferenza sull’acciaio organizzata in Lussemburgo dal comitato europeo di Industriall (il sindacato industriale europeo). All’evento, in programma lunedì e martedì, ha partecipato una delegazione italiana composta dai coordinatori nazionali e dai rappresentanti sindacali locali di Fim, Fiom, Film, Fismic e Ugl. La delegazione ha puntato i riflettori sulla situazione dell’Ast, con Outokumpu che ha confermato da un lato la decisione di mettere sul mercato il sito stesso, mentre dall’altro continua a mantenere un atteggiamento ambiguo sulla possibilità di scorporare parti dell’attuale ciclo produttivo di Terni.

Salvaguardare l’unitarietà «La delegazione – si legge nella nota congiunta dei sindacati – oltre ad esprimere la necessità che il mantenga la sua unitarietà e salvaguardi i livelli occupazionali diretti e indiretti, ha sottolineato come non sia chiara la strategia industriale e come appaia contraddittoria la stessa posizione della commissione antitrust della Ue. Quest’ultima, nel voler creare un quarto competitore per l’acciaio, non ammette che il quarto competitore esiste già ed è dato dalle importazioni dei produttori extra europei». Il rischio, per i sindacati, è che il quarto produttore rappresentato dalle importazioni, diventi ancora più forte nel caso in cui Ast diventasse un sito di proprietà extra-europea. «La vendita di Terni potrebbe favorire un gruppo asiatico o comunque extraeuropeo che porterebbe nel cuore dell’Europa un altro concorrente».

Situazione assurda Nel dibattito sono intervenuti i rappresentanti degli altri siti interessati da Outokumpu che hanno ribadito «l’assurdità di una situazione nella quale le produzioni europee sarebbero sottoposte a vincoli stringenti, mentre gli altri gruppi globali possono scorazzare liberamente». Al termine dell’incontro, Industriall ha preso l’impegno di convocare una riunione con i sindacati dei paesi interessati dopo il 16 novembre.

Volantinaggio fuori dalla Ast Un volantinaggio intanto è stato fatto lunedì fuori dalla fabbrica da parte delle rsu al termine di tutti e tre i turni di lavoro degli operai. Volantinaggio per ribadire il «no» all’ipotesi di Outokumpu di smembramento dello stabilimento nell’ambito della fusione con la multinazionale tedesca. Nel documento distribuito ai lavoratori, i delegati ribadiscono che la disponibilità del gruppo finlandese ad includere nella vendita del sito la linea di produzione Ba2 e il Tubificio rappresenta «solo un piccolo ipotetico passo in avanti perché rimane una disponibilità non ancora certificata e perché non rappresenta una soluzione al problema». Oltre all’integrità del sito le rsu chiedono ancora «il mantenimento del profilo internazionale, il mantenimento dei piani e dei volumi produttivi, la salvaguardia dell’occupazione, diretta e indiretta». Un volantinaggio è stato organizzato nelle stesse ore anche dai lavoratori del circolo Ast di Rifondazione comunista, che chiedono che «tutte le future trattative avvengano in presenza dei sindacati e delle istituzioni locali».

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